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Scoperta in Cina una scrittura di 8.600 anni fa in tombe neolitiche, provenienti dalla Mesopotamia

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  domenica 17 dicembre 2006 ore: 00:00:00 - letto [ 5065 ]

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Il ritrovamento di una serie di segni in tombe dell'età neolitica farebbero retrodatare di oltre tre millenni le prime forme di scrittura rispetto a quelle della Mesopotamia

Segni incisi nel carapace di tartarughe risalenti ad 8.600 anni fa potrebbero essere la scrittura più vecchia del mondo, secondo gli archeologi che li hanno ritrovati, nella Cina occidentale. Questi simboli precederebbero di quasi 3.000 anni i più antichi esempi di scrittura finora conosciuti, provenienti dalla Mesopotamia.

In 24 tombe di età neolitica scoperte a Jiahu, nella provincia di Henan, gli archeologi hanno rinvenuto diversi gusci di tartaruga sepolti insieme a dei resti umani. Gli esami al radiocarbonio hanno datato il sito fra il 6600 e il 6200 avanti Cristo. Nei gusci sono intagliati dei segni che sembrano avere affinità con i caratteri della scrittura usata migliaia di anni più tardi durante la dinastia Shang (1700-1100 dopo Cristo). Gli studiosi della università della Scienza e tecnologia di Pechino, guidati dal professor Garman Harbotte del Brookhaven national laboratory di New York, hanno identificato 11 simboli diversi, fra i quali il carattere corrispondente al concetto d'occhio.

Il professor David Keightley dell'università di Berkeley ha peraltro gettato acqua sul fuoco, invitando alla cautela soprattutto per quanto riguarda l'asserito legame con la molto più recente scrittura Shang. 'C'è un salto di 5.000 anni - ha osservato - e una connessione sembra incredibile. Non possiamo chiamare scrittura questi segni finché non avremo altre prove', ha concluso Keightley.

Accanto ai carapaci intagliati sono stati rinvenuti dei sassolini, il che ha fatto pensare che due gusci potessero contenerli, formando una sorta di 'maracas', il cui suono poteva accompagnare dei riti sciamanici. In altre sepolture tornate alla luce nella stessa zona sono stati trovati, nel 1999, alcuni flauti ricavati da ossa umane che si ritiene siano i più antichi strumenti musicali del mondo.

I più antichi testi scritti a tutt'oggi conosciuti risalgono alla fine del IV millennio a.C. (3200-3100 a.C.). Si tratta di sequenze di segni pittografici, che rappresentano gli antecedenti diretti della scrittura cuneiforme, incise su tavolette di argilla rinvenute nel monumentale quartiere templare dell'Eanna (livello IVa) della città di Uruk, nell'Iraq meridionale. Il contenuto di questi testi è di carattere prevalentemente amministrativo: liste di beni in entrata e in uscita, di razioni distribuite ai dipendenti, ecc. A tale data la scrittura ideografica aveva raggiunto lo stadio di forme stilizzate convenzionali per indicare le cose, come delle onde per indicare l'acqua. Questi disegni primitivi poi cedettero il posto a combinazioni di segni cuneiformi. In un primo tempo gli scriba seguivano un tipo di scrittura verticale dall'alto in basso su colonne disposte da destra a sinistra; più tardi, per comodità, si girò la tavoletta in senso antiorario di 90° e la scrittura risultò così procedere da sinistra a destra su righe orizzontali dall'alto in basso.



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