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Cina, Maxi ingorgo, veicoli in coda da 11 giorni, 100Km di coda

  Autore: n/a

  martedì 24 agosto 2010 ore: 00:00:00 - letto [ 6320 ]

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Autostrada bloccata per lavori in corso
L'autostrada che collega Pechino al Tibet è paralizzata per oltre cento km da una coda record. Migliaia di automobilisti sono in fila ormai da nove giorni e le autorità prevedono di poter rimuovere il maxi-ingorgo non prima di un mese. All'origine di tutto è stata la chiusura per lavori della strada vicina, la National Expressway 110, di solito utilizzata dai camion. Il traffico è stato deviato sull'altra arteria, che non ha la stessa capienza.

Ben 400 vigili sono stati mandati sul posto per cercare di dirigere il traffico. Ma tutto è inutile. Anche il tentativo di rimuovere le numerose auto che sono rimaste in panne è impossibile.

L'imprevisto, sorto il 14 agosto, ha generato tuttavia la nascita di un commercio spontaneo: lungo i cento km di auto, gli abitanti del posto hanno allestito bancarelle che vendono oggetti di ogni tipo e iniziative ricreative, da tornei di carte a piccoli concerti.


Aggiornamento del 27,08,2010redazione tgcom
Maxi-ingorgo, colpa del carbone

Cina, picco del trasporto illegale
L'improvviso aumento del trasporto di carbone proveniente da miniere illegali sarebbe all'origine del gigantesco ingorgo autostradale in cui sono rimasti intrappolati migliaia di atuomobilisti in Cina. La maxi-coda, che dura ormai da undici giorni, si è fromata lungo l'autostrada che collega Pechino al Tibet. E a ipotizzare la causa sono stati alcuni autisti di camion rimasti coinvolti nell'ingorgo, che lo hanno detto al quotidiano "Notizie" di Pechino.

La polizia stradale ha attribuito l'interminabile coda, che già due giorni fa ha superato i cento chilometri di lunghezza, ai lavori in corso sull'autostrada e ad alcuni minori incidenti che si sono prodotti a causa del traffico intenso.

Ma la spiegazione data dagli autisti intervistati dal quotidiano risulta ben diversa. La Cina ottiene dal carbone il 70% dell'energia che consuma. Pechino e i suoi dintorni venivano riforniti di carbone dalle miniere della vicina provincia dello Shanxi, in gran parte illegali. Queste sono state al centro dell'attenzione per l'alto numero di vittime tra i minatori, che perdono la vita in esplosioni, inondazioni e frane (in tutto il Paese l'anno scorso 1600 minatori sono morti in incidenti sul lavoro). Le miniere dello Shanxi sono state sottoposte a controlli severi, e molte costrette a chiudere i battenti. A sopperire all'improvvisa mancanza di rifornimenti sarebbero quindi intervenute le miniere della più lontana Mongolia Interna.

Gli autisti hanno spiegato che da questa provincia preferiscono raggiungere la capitale attraverso l'autostrada 110 perché non ci sono controlli e non sono costretti a corrompere i poliziotti che li fermano per non farsi sequestrare il carico.

Le autorità addette al traffico sostengono intanto che la situazione è leggermente migliorata e che gli automezzi hanno ripreso a muoversi, seppur alla bassissima velocità di un chilometro all'ora.



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allegato, ingorgo.jpg


Maxi ingorgo

 

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Fonte
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/...








 

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