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Il Rospo Bufo Bufo, sente i terremoti in anticipo

  Autore: n/a

  mercoledì 7 aprile 2010 ore: 00:00:00 - letto [ 5589 ]

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Uno studio sul sisma che ha colpito l'Abruzzo un anno fa mostra un insolito comportamento dei rospi poco prima, durante e subito dopo il cataclisma

Se il rospo abbandona le uova un terremoto potrebbe essere in arrivo. All'Aquila infatti, pochi giorni prima del terremoto dello scorso aprile, quasi tutti i rospi (Bufo Bufo) hanno abbandonato i siti di deposizione delle uova e la loro prole, cambiando improvvisamente il loro comportamento abituale. Lo raccontano, sulle pagine del Journal of Zoology, i ricercatori della Open University (Regno Unito) e della Società Zoologica di Londra.

Gli scienziati, coordinati da Rachel Grant, hanno osservato che il primo aprile, cinque giorni prima la scossa che ha devastato l'Abruzzo, il 96 per cento dei rospi maschi ha abbandonato le covate intorno al Lago Ruffino, a 74 chilometri dall'epicentro del terremoto. Fatto insolito, perché i siti di deposizione sono supervisionati dai rospi maschi, che normalmente rimangono in situ fino a quando le uova non sono state tutte deposte. Inoltre, sebbene solitamente il numero dei maschi aumenti nella zona delle covate durante il periodo di luna piena, nel plenilunio immediatamente successivo al 6 aprile, nel luogo monitorato vi erano appena 34 esemplari. Decisamente meno rispetto agli anni precedenti nello stesso periodo quando ne sono stati contati tra 64 e 175.

Anche le coppie di rospi sono fuggite: tre giorni prima del sisma non ne era rimasta neanche una e nessuna covata fresca è stata trovata da quella data fino al 20 aprile, in seguito alle più forti scosse di assestamento. Ancora non è chiaro ai ricercatori cosa abbia provocato questo cambiamento nel comportamento degli anfibi, prima, durante e dopo il terremoto. Tuttavia gli scienziati hanno osservato che questo mutamento è avvenuto in coincidenza con alcuni sconvolgimenti nella ionosfera, il più alto strato elettromagnetico dell'atmosfera terrestre, causato forse dal rilascio di gas radon subito prima del terremoto.

“Il nostro è uno dei pochissimi studi che documentano il comportamento animale prima, durante e dopo un evento sismico, e suggerisce che i rospi siano in grado di percepire indizi pre-sismici come il rilascio di gas o la presenza di particelle cariche e di usarli come campanelli di allarme”, ha concluso la Grant. (c.v.)




aggiornamento:
Peccato non possano parlare, perché i rospi sapevano che L'Aquila sarebbe stata devastata da un sisma, ben cinque giorni prima del terremoto del 6 aprile.

I rospi (Bufo Bufo), che erano in piena 'stagione dell'amoré e che sono scappati in tutta fretta dal loro sito di accoppiamento, possono infatti sentire un terremoto imminente, avvertendo mutamenti geomagnetici per le onde gravitazionali o cambiamenti nella concentrazione di certi gas. Testimone involontaria dell'evento, per una pura coincidenza di date, Rachel Grant della Open University di Milton Keynes, che da anni studia il comportamento riproduttivo dei rospi e che era impegnata in una delle sue ricerche a 74 chilometri dall'epicentro del sisma aquilano tra il 27 marzo e il 24 aprile 2009. L'insolita scoperta è stata riportata sul Journal of Zoology. "Stavamo osservando il comportamento riproduttivo dei rospi - ha spiegato Grant intervistata dall'ANSA - per vedere se risponde alle fasi lunari, come abbiamo fatto negli ultimi quattro anni del nostro lavoro. E' stata una coincidenza che il terremoto dell'Aquila sia avvenuto nel periodo dei nostri studi. La stagione degli accoppiamenti dei rospi è normalmente tra fine marzo e aprile". Con la stagione dell'amore i rospi si recano vicino ai luoghi di riproduzione (solitamente vicino a corsi d'acqua, pozze o stagni) e lì i maschi si aggrappano alle ascelle delle femmine, che poi depositano molte uova che vengono fecondate.

I maschi rimangono nel sito fino a fecondazione avvenuta. Gli studiosi britannici hanno studiato il comportamento dei rospi presso il lago di San Ruffino, nelle Marche, appunto a 74 km dall'Aquila. Ogni sera hanno contato, su un percorso di 2,5 km vicino alla zona, il numero di rospi maschi e di rospi accoppiati. Ed ecco che improvvisamente, cinque giorni prima del disastro aquilano, il 96% dei maschi è scappato sezna concludere le 'pratiche' dell'accoppiamento. Nessuna traccia neppure di coppie di rospi. Gli studiosi hanno escluso senza alcun dubbio che tra le cause di questa fuga ci siano stati improvvisi cambiamenti delle condizioni meteorologiche, ed altri eventi che possano aver disturbato i rospi. Quindi che cosa è successo? L'unica ipotesi valida è che i rospi abbiano avvertito l'imminenza di un sisma e, spaventati, siano fuggiti via.

Come? "Questo resta da capire" - ha detto la Grant formulando varie ipotesi. I rospi, come molto anfibi, sono dotati di molti recettori geomagnetici sul corpo, e gli anfibi usano il geomagnetismo per orientarsi. E' possibile dunque che i rospi abbiano 'annusato' dei pericolosi cambiamenti geomagnetici in atto prima del sisma. Inoltre i rospi potrebbero aver sentito cambiamenti nella ionosfera, lo strato più alto dell'atmosfera, prodotti da gas o da onde gravitazionali. "E' possible che altri animali possano prevedere un terremoto - ha detto Grant - ma è molto difficile studiare il fenomeno da un punto di vista scientifico, poiché ovviamente non sappiamo dove avverrà un sisma. Finora tutti gli studi simili sono stati retrospettivi, cioé si è detto di comportamenti strani di vari animali prima di un terremoto, ma in realtà simili casi sono sempre stati riferiti a posteriori. Inoltre il comportamento animale è molto variabile e un comportamento strano osservato prima di un terremoto può essere ripetuto dall'animale anche in altre situazioni, quindi è difficile usarlo per fare previsioni". "Comunque - ha concluso la scienziata - il comportamento animale potrebbe essere usato in combinazione con indicatori geofsici come anomalie del radon e cambiamenti della ionosfera per fare previsioni a breve termine di eventi sismici".



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Fonte
http://www.galileonet.it/news/12571...

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dal Journal of Zoology
http://www.galileonet.it/doi:10.111...

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Fonte aggiornamento
http://www.ansa.it/web/notizie/rubr...








 

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