Articoli: Tecnologia

Attenzione alla webcam, spia di nascosto

  Autore: Mauro Vecchio

  lunedì 22 febbraio 2010 ore: 00:00:00 - letto [ 12055 ]

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Una class action ha investito una scuola superiore. Uno studente era stato sanzionato per condotta non appropriata. Tenutasi però tra le mura di casa sua. Nel laptop fornitogli per fini educativi, una webcam lo osservava in silenzio

È un caso piuttosto inquietante quello che ha investito di recente una high school statunitense. Per la precisione, il Lower Merion School District, situato nel mezzo di un non troppo facoltoso sobborgo di Philadelphia. Uno studente minorenne, Blake Robbins, è stato sanzionato a livello disciplinare per una condotta definita impropria.

E fin qui nulla di strano, normale amministrazione per una presidenza scolastica. Solo che Blake Robbins è stato accusato per via di un comportamento tenuto tra le intime mura della sua stanza. Qui, il sommo stupore dei suoi genitori, quando hanno ottenuto dalla presidenza una fotografia del figlio come prova dell'avvenuta condotta indisciplinata.

Ma come hanno fatto i vertici scolastici ad ottenere quella fotografia? In maniera semplice: attraverso una webcam incorporata nel laptop del ragazzo. Non un laptop personale, acquistato privatamente. Un computer che la stessa scuola aveva fornito a circa 1800 dei suoi studenti, all'interno di un progetto educativo finanziato dal governo federale.

Un'iniziativa che, a detta della Lower Merion, fungesse da incentivo alla collaborazione online, alla ricerca, all'accesso alle risorse educative in ogni momento e in ogni dove. Anche tra le mura della propria stanzetta da studente minorenne. Pare però che i dirigenti avessero omesso un piccolo particolare: che le webcam incorporate nei lapotp potessero essere usate per controllare le attività connesse degli studenti. Per eventualmente punire comportamenti impropri, come quello di Blake Robbins.

Dal colloquio del padre con la presidenza alla causa legale, il passo è stato quasi immediato, scontato. Per la precisione, una class action a cui hanno aderito altri genitori di altri studenti, tutti riforniti dei computer spioni.

Stando ai documenti, la scuola statunitense è stata accusata di aver violato innanzitutto il Quarto Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America, che difende i cittadini da perquisizioni, arresti e confische irragionevoli. Ma non è tutto per la Lower Merion. La class action ha inoltre chiamato in causa una serie di leggi federali a protezione della privacy. Come l'Electronic Communication Privacy Act, il Computer Fraud Abuse Act e il Pennsylvania Wiretapping and Electronic Surveillance Act. La scuola non avrebbe fatto menzione del controllo in remoto delle webcam e avrebbe catturato un pubblico minorenne in momenti privati.


AggiornamentoUSA, anche l'FBI contro la webcam spionaGli agenti federali interverranno sul caso degli occhi indiscreti dei laptop forniti da una scuola di Philadelphia. Dall'istituto hanno precisato che è stato fatto poche volte, per rintracciare unità smarrite

Il caso è diventato più grande di quanto i vertici scolastici del Lower Merion School District si aspettassero. Gli agenti del Federal Bureau of Investigation (FBI) interverranno nella vicenda che ha visto coinvolto uno studente minorenne di Philadelphia, sospeso perché colto in flagrante tra le mura intime della sua camera. Attraverso una webcam incorporata nel laptop fornitogli dalla stessa scuola.

I federali investigheranno dunque sul caso, almeno stando alle dichiarazioni di un agente che ha preferito rimanere anonimo perché non autorizzato a parlare pubblicamente. Dovranno in sostanza assicurarsi che i responsabili di tali operazioni non abbiano violato alcuna legge, tra cui quella che tutela i cittadini statunitensi dalle intrusioni informatiche.

Intrusioni che i vertici del distretto scolastico hanno negato con una certa fermezza, non senza apparire allo stesso tempo piuttosto ambigui. Le webcam - installate su circa 2000 dispositivi Apple, uno per ogni studente - sarebbero state attivate soltanto 42 volte in un arco temporale di 14 mesi. E solo ed esclusivamente per rintracciare laptop rubati o smarriti.

Il che porta inevitabilmente al primo interrogativo: perché è stata allora attivata in remoto la webcam di Blake Robbins? La presidenza, come noto, aveva punito il ragazzo a causa di un comportamento improprio rilevato attraverso il suo computer per uso domestico. Da ciò che è emerso, l'istantanea utilizzata dalla scuola come prova avrebbe scambiato alcune caramelle con delle presunte pillole di droga.

Ma ci sono ulteriori dettagli che non appaiono scagionare i vertici scolastici. Che hanno infatti dichiarato che nessun collegamento con il controllo in remoto delle webcam era stato fatto all'interno della modulistica rilasciata con il laptop. Le attività di sorveglianza avrebbero poi coinvolto soltanto le immagini e non i suoni. E questo non sembra essere piaciuto alle migliaia di genitori già impegnati in una class action contro la scuola: il suono per loro non risulterebbe molto importante, quando c'è un bambino che si sveste in camera.


Aggiornamento del 25.05.2010la spia vulnerabile della scuola
di Claudio Tamburrino

I pc con la webcam indiscreta avrebbero anche una vulnerabilità che aprirebbe al strada a qualsiasi cracker. Un problema, secondo alcuni addetti ai lavori, di tutti i PC con programmi Absolute Manage.

Il sistema LANrev installato nei PC che il liceo Lower Merion per gestire da remoto gli apparecchi avrebbe una falla, che aprirebbe la porta degli apparecchi a chiunque abbia le capacità tecniche e si colleghi dalla medesima Rete cui è collegato il PC bersaglio.

La scuola era al centro delle polemiche già per l'utilizzo del programma Theft Track, che veniva utilizzato teoricamente come contromisura in caso di furto dei PC forniti agli studenti ma, secondo le accuse, per spiare i giovani. Ora la privacy e la sicurezza delgi studenti sembra minacciata non solo dallo sguardo indiscreto degli amministratori scolastici, ma anche dalle minacce di terzi malintenzionati.

La vulnerabilità, individuata dal ricercatori del Leviathan Security Group, permetterebbe, a chiunque utilizzi la stessa rete di uno degli studenti, di installare malware sul portatile per controllarlo da remoto.

La falla sarebbe relativa a tutti gli apparecchi e non solo a quelli in cui è attiva l'opzione Theft Track (che è quella utilizzata dalla scuola, secondo l'accusa, per spiare gli studenti): risiede nella crittografia a chiave simmetrica utilizzata per l'autenticazione tra il client e il server.

La chiave di autenticazione, infatti, è la stessa per ogni computer con LANrev e può essere facilmente rintracciata e decifrata. Inoltre LANrev è configurato per contattarsi con il server ogni minuto per controllare se vi sono comandi: una volta ottenuta la password basterà quindi al cracker che si muove sulla stessa rete del PC attaccato interporsi nella comunicazione client-server per disporre liberamente dell'apparecchio.

Si tratta di un problema, secondo alcuni osservatori, di tutti i programmi di amministrazione remota sviluppati da Absolute Manage, che utilizzerebbe chiavi di decifrazione fisse e metterebbe quindi a repentaglio la sicurezza di tutti i PC ad essi collegati. Gli attacchi, inoltre, portati avanti con metodi più articolati sembra possano essere condotti anche senza bisogno di essere collegati alla stessa rete da cui ci si collega il bersaglio.


Aggiornamento del 20.08.2010Scuola spiona, non c'è reato
di Claudio Tamburrino

Il liceo statunitense Lower Merion, accusato di utilizzare le webcam dei portatili forniti agli studenti per spiarli nell'intimità delle loro stanze, sembrerebbe poter tirare un sospiro di sollievo: le autorità federali hanno annunciato che non intendono perseguire gli amministratori scolastici sospettati di esser coinvolti dello spionaggio dei ragazzi.

Secondo il procuratore Zane David Memeger, che ha condotto le indagini preliminari, non vi sarebbero indizi di intento criminale "oltre ogni ragionevole dubbio" nella presunta sorveglianza. Questo significa che nessun procedimento di giustizia penale verrà condotto nei confronti delle autorità scolastiche accusate dai ragazzi.

La privacy dei ragazzi, secondo l'accusa fotografati tramite webcam nel privato delle loro camere, a letto o addirittura "solo parzialmente vestiti", potrà dunque cercare giustizia solo nella causa civile presentata da uno studente e un ex studente, che può proseguire indipendentemente da quella penale.



Aggiornamento del 15.10.2010
fonte Punto Informatico, di Mauro Vecchio

Scuola spiona, fine della soap opera?
I vertici del liceo Lower Merion scendono a patti con i due studenti osservati in remoto dalle webcam integrate nei laptop scolastici. 610mila dollari saranno versati per evitare un costoso processo
&pRoma - Una storia non ancora raccontata, che avrebbe potuto stravolgere gli eventi del processo contro gli alti vertici di una high school dei sobborghi di Philadelphia. Ovvero quelli del Lower Merion School District, che in un recente comunicato ufficiale hanno annunciato il raggiungimento di un accordo che potrebbe mettere la parola fine all'ormai noto caso delle webcam spione.

Ma di quale storia "non ancora raccontata" si tratti non è chiaro. I vertici amministrativi del liceo statunitense hanno preferito evitare ulteriori costi legali, ma soprattutto la concreta possibilità di essere esposti ad eccessive luci mediatiche. Come sottolineato nello stesso comunicato scolastico, un processo più lungo avrebbe distratto gli studenti e sottratto fondi da destinare all'educazione.

610mila dollari. Questa è la cifra che verrà versata dal liceo Lower Merion per ottenere la pace in aula (sia scolastica che del tribunale). 175mila dollari a costituire un fondo in favore dello studente Blake Robbins, ovvero del primo ragazzo che aveva dato avvio allo scandalo. Robbins era stato sospeso dai vertici scolastici per aver intrapreso una condotta impropria tra le intime mura della propria stanza. Sospeso perché osservato da una webcam attivata in remoto.

E nel comunicato si può leggere come il liceo di Philadelphia abbia già espresso tutto il suo dispiacere per alcune policy forse poco chiare, relative all'utilizzo casalingo di quasi 2mila laptop di proprietà della scuola. Le webcam si sarebbero attivate solo ed esclusivamente in caso di furto o smarrimento. Ma due dipendenti del distretto scolastico avevano scherzato tra loro, parlando della grande, gustosa soap opera del Lower Merion.

10mila dollari andranno poi all'ex-studente Jalil Hassan, che era ricorso al tribunale con l'accusa di essere stato vittima di un vero e proprio spionaggio. Oltre mille foto scattate dal suo laptop in due mesi circa. Gran parte della cifra - 425mila dollari - servirà di fatto a coprire le spese legali finora sostenute dalle famiglie dei ragazzi. Con la speranza che con una pioggia di soldi irrompano i titoli di coda sulla soap opera del liceo spione.



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