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virus come vettori per modificare il DNA in ognuno di noi, per qualcuno, sono sofisticati strumenti alieni per aggiornare il DNA o RNA degli esseri viventi sul pianeta

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  domenica 10 gennaio 2010 ore: 00:00:00 - letto [ 7954 ]

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Almeno due dei nostri geni provengono dal Dna del Bornavirus, incorporato nei cromosomi milioni di anni fa. La scoperta su Nature

Non tutti i dei geni del nostro Dna sono propriamente “nostri”. Una parte considerevole - circa l’8 per cento - sono infatti “pezzetti” di virus. In particolare, questi geni appertengono a un’antica classe di retrovirus che hanno “invaso” il nostro genoma milioni di anni fa. Uno studio pubblicato su Nature rivela ora, però, un’altra inaspettata fonte di diversità genetica: sempre di virus si tratta, ma di altro tipo, noto come bornavirus.

È la prima volta che elementi virali - e non retrovirali - sono stati rintracciati nel genoma di mammiferi. Autori della scoperta sono i ricercatori dell’Università di Osaka, in Giappone, guidati da Masayuki Horie, che ha studiato campioni di Dna di esseri umani, altri primati non umani, elefanti e roditori.

L’assimilazione di sequenze genetiche estranee nel genoma ospite è detta “endogenizzazione” e avviene quando i geni virali sono integrati nei cromosomi delle cellule riproduttive (quelle che danno origine alla prole). Il Dna alieno può, in questo modo, trasmettersi da genitori a figli, a tutti gli effetti incorporato al genoma.

Il virus di Borna (ordine dei Mononegavirales) deve il suo nome all’omonima città tedesca, dove, nel 1885, scatenò un’epidemia che decimò il reggimento di cavalleria. Questo virus colpisce infatti il cervello di alcuni uccelli e i mammiferi (soprattutto cavalli e pecore) e può infettare anche l’essere umano. Il suo codice genetico è stato decodificato di recente.

I ricercatori hanno passato al setaccio 234 genomi trovando sequenze simili a quelle del bornavirus in diversi mammiferi. I dati raccolti mostrano che l’endogenizzazione è avvenuta in più linee mammaliane e in diversi momenti, tra 40 milioni di anni (nei primati antropomorfi) a meno di dieci milioni (negli scoiattoli).

Gli studiosi hanno riscontrato forti somiglianze tra il gene per le nucleoproteine (N) virale e due geni umani, chiamati EBLN-1 e EBLN-2. In un esperimento, dopo aver infettato cellule umane per trenta giorni, Horie e colleghi hanno trovato, nei cromosomi, integrazioni del Dna virale che ricordano gli elementi EBLN. Non si sa ancora se e quale ruolo abbiano giocato nell’evoluzione questi due geni, ma è stato dimostrato che le inserzioni sono una fonte di mutazione; la scoperta dimostra anche una coevoluzione di lunga data tra le due specie, tanto che questi frammenti rappresentano importanti “reperti fossili” dei bornavirus.

La scoperta potrebbe anche fornire nuovi dati a sostegno dell’ipotesi che malattie come la schizofrenia abbiano avuto origine da un’antica “invasione virale”. (t.m.)



da, www.eniscuola.net

Virus è un’antica parola latina che significa veleno. Un nome davvero temibile per un esserino così incredibilmente minuscolo. I virus più grandi, infatti, misurano 400 nanometri, mentre i più piccoli solamente 20 nanometri. Per chi non lo sapesse un manometro equivale a un miliardesimo di metro e quindi a un milionesimo di millimetro. Perciò, per ottenere un millimetro, occorrerebbe mettere uno dietro l’altro 2500 virus dei più grossi o 50.000 dei più piccoli.

Sappiamo pochissimo di loro; gli scienziati addirittura discutono ancora, dopo più di un secolo dalla scoperta, se i virus sono esseri viventi o se sono materia inanimata.

Ma cosa sono quindi i virus? Iniziamo con un po’ di storia…
L’esistenza di agenti patogeni (sostanze o organismi in grado di provocare malattie) incredibilmente piccoli fu evidenziata nel 1892 da Dimitri Ivanovsky, un botanico russo. Lo scienziato stava studiando una malattia che colpisce le piante di tabacco tentando di isolarne l’agente patogeno. All’inizio pensava che si trattasse di batteri, quindi trattò i succhi infetti estratti da una pianta malata con filtri a maglie sottilissime in grado di catturarli. Ma con sua grande sorpresa si accorse che il liquido che aveva attraversato il filtro era ancora in grado di far ammalare il tabacco: il responsabile della malattia doveva essere molto più piccolo di un batterio. Qualche anno dopo i ricercatori scoprirono che molte altre patologie erano provocate da quelle misteriose infinitesimali creature. Ancora prima che si riuscisse ad osservarli direttamente, fu scoperta una incredibile caratteristica dei virus: potevano essere trasformati in cristalli, così come capita con lo zucchero, le proteine o il sale. Finalmente, con l’invenzione della microscopia elettronica fu possibile vedere i virus che apparvero come qualcosa di radicalmente diverso da tutti gli altri organismi.

Come è fatto un virus
I virus, a differenza di tutti gli altri organismi, sono acellulari ovvero non sono costituiti da cellule. Non sono nemmeno in grado di svolgere le attività fondamentali che rendono possibile la vita, come la respirazione, la fotosintesi o la fermentazione.

Un virus è in realtà una scatoletta che contiene un libretto di istruzioni. La scatoletta, ovvero il rivestimento esterno, è costituita da proteine e in qualche caso, come vedremo, anche da lipidi. Il libretto di istruzioni conservato all’interno è una molecola di DNA oppure di RNA. Da soli non sono capaci di riprodursi e per questa importante funzione dipendono completamente dalle cellule degli altri organismi: batteri, piante e animali.

Come si riproducono
Dopo essere entrati in contatto con la cellula giusta, e dopo averla riconosciuta come tale, i virus si fanno letteralmente mangiare. La cellula li digerisce distruggendo il contenitore proteico e liberando il contenuto genetico. A questo punto il DNA o l’RNA virali istruiscono i sistemi di biosintesi della cellula ospite a produrre nuove proteine “contenitore” e nuovo materiale genetico virale. Questi componenti si assemblano automaticamente generando nuovi virus pronti ad infettare altre cellule.



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Fonte
http://www.galileonet.it/news/12221...

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Fonte
http://www.eniscuola.net/speciali.a...

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Riceractore Italiano che ha ipotizzato l'origine aliena sui virus
http://massimilianobenvenuti.blogsp...








 

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