Articoli: Tecnologia

Google, prove tecniche di ricerca quantistica

  Autore: Alfonso Maruccia

  venerdì 18 dicembre 2009 ore: 00:00:00 - letto [ 4763 ]

d-wave_processor_lg.jpg,

Da Mountain View hanno pubblicato i risultati di un progetto segreto a base di computer quantistico, capace di ricercare e catalogare immagini a velocità senza precedenti. Mancano le verifiche di rito per gridare al miracolo

Roma - Un chip sviluppato dalla società canadese D-Wave potrebbe essere l'elemento base del primo computer quantistico funzionante del mondo: ma al momento gli scienziati sono ancora impegnati a testare il dispositivo per verificarne le effettive caratteristiche. Chi invece ha già messo a buon frutto D-Wave è Google, che da tre anni lavora a un algoritmo - a suo dire - quantistico che trae appunto vantaggio dal misterioso chip ed è dotato di capacità di video-riconoscimento fuori dal comune.

Sfruttando - sempre secondo Google - i qubit di D-Wave (bit in grado di ritenere una posizione binaria che può essere contemporaneamente "1" e "0"), il nuovo algoritmo è in grado di riconoscere e catalogare in maniera del tutto automatica gli oggetti partendo da immagini fisse o in movimento. Basato sulle potenzialità di accelerazione promesse dall'algoritmo probabilistico noto come algoritmo di Grover, il lavoro degli ingegneri di Mountain View - in coppia con D-Wave - permetterebbe velocità di ricerca e classificazione mille volte più performanti di quelle eseguite su una architettura di computing tradizionale.

In realtà, anche se i risultati comunicati da Google parlano di capacità di ricerca più veloci di qualsiasi cosa giri in un qualsiasi data center attualmente in possesso della società, nessuno è stato ancora in grado di chiarire se ci si trovi realmente dinanzi a una nuova piattaforma di computing o a chissà cos'altro.

"Sfortunatamente - si legge sul blog di Google Research - non è facile dimostrare che un sistema multi-qubit come il chip di D-Wave metta effettivamente in mostra il comportamento quantistico desiderato e i fisici sperimentali di vari istituti sono ancora in piena fase di definizione del chip". D-Wave è veloce, ma non è ancora ufficialmente il primo dispositivo a potersi fregiare di essere un "computer quantistico" propriamente detto.

Per questo gli scienziati ancora lavorano alla ricerca del "Santo Graal" degli ultimi tempi, il computer quantistico capace di consegnare alla storia dell'umanità una conquista con profonde implicazioni non soltanto informatiche o tecnologiche.

Ricercatori finlandesi e australiani hanno ad esempio realizzato quello che definiscono come un chip costituito da un solo atomo, basato sull'effetto del quantum tunnelling e promessa di nuove piattaforme di computing (quantistiche e non) ben oltre le capacità di quelle attuali. Dal NIST (US National Institute of Standards and Technology), invece, arriva l'annuncio della realizzazione del primo processore quantistico programmabile "universale", basato su due qubit che i ricercatori hanno manipolato (facendogli assumere anche la "superposizione" di 1 e 0 contemporanei) eseguendo 160 routine differenti.



 * Click sulla foto per ingrandirla


allegato, d-wave_processor2_lg.jpg


chip quantico

 

Link

Fonte
http://punto-informatico.it/2771074...

Link

link su Orion il primo computer quanico
http://www.fantascienza.com/magazin...

Youtube



Video Google di presentazione in inglese: This tech talk series explores the enormous opportunities afforded by the emerging field of quantum computing. The exploitation of quantum phenomena not only offers tremendous speed-ups for important algorithms but may also prove key to achieving genuine synthetic intelligence. We argue that understanding higher brain function requires references to quantum mechanics as well. These talks look at the topic of quantum computing from mathematical, engineering and neurobiological perspectives, and we attempt to present the material so that the base concepts can be understood by listeners with no background in quantum physics. In this second talk, we make the case that machine learning and pattern recognition are problem domains well-suited to be handled by quantum routines. We introduce the adiabatic model of quantum computing and discuss how it deals more favorably with decoherence than the gate model. Adiabatic quantum computing can be understood as an annealing process that outperforms classical approaches to optimization by taking advantage of quantum tunneling. We also discuss the only large-scale adiabatic quantum hardware that exists today, built by D-Wave. We present detailed theoretical and experimental evidence showing that the D-Wave chip does indeed operate in a quantum regime. We report about an object recognition system we designed using the adiabatic quantum computer. Our system uses a combination of processing steps, where some are executed on classical hardware while others take advantage of the quantum chip. Both interest point selection and feature extraction are accomplished using classical filter operations reminiscent of receptive field properties of neurons in the early visual pathways. Image matching then proceeds by maximizing geometrical consistency and similarity between corresponding feature points, which is an NP-hard optimization problem. To obtain good solutions, we map this to the problem of finding the minimum energy in an Ising model in which the vertices represent candidate match pairs, bias terms reflect feature similarity, and interaction terms account for geometric consistency. The adiabatic quantum computer is then employed to find a low energetic minimum of the Ising dynamics. We conclude with a look towards which type of machine learning problems maybe most suitable for mapping to a quantum computing architecture. Speaker: Hartmut Neven Speaker: Dr. Geordie Rose Geordie Rose is a founder and CTO of D-Wave. He is known as a leading advocate for quantum computing and physics-based processor design, and has been invited to speak on these topics in venues ranging from the 2003 TED Conference to Supercomputing 2005. His innovative and ambitious approach to building quantum computing technology has received coverage in BC Business, The Vancouver Sun, Vancouver magazine, The Globe and Mail, The National Post, USA Today, MIT Technology Review magazine, the Harvard Business Review and Business 2.0 magazine, and one of his business strategies was profiled in a Harvard Business School case study. He has received several awards and accolades for his work with D-Wave, including being short-listed for a 2005 World Technology Award. Dr. Rose holds a PhD in theoretical physics from the University of British Columbia, specializing in quantum effects in materials. While at McMaster University, he graduated first in his class with a BEng in Engineering Physics, specializing in semiconductor engineering. Since the inception of D-Wave in 1999, Dr. Rose, as founding CEO, raised over $45M on behalf of the company, including a round led by Draper Fisher Jurvetson (DFJ) — the first ever investment by a top-tier US venture capital firm in quantum computing.








 

® Copyright 2005 - 2018 - SITO MBGraphicsFilms