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Lo zucchero accorcia la vita

  Autore: n/a

  mercoledì 4 novembre 2009 ore: 00:00:00 - letto [ 5208 ]

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Un cucchiaino dopo l'altro potrebbe rubare preziosi anni di vita

ROMA - E' stata fatta un'amara scoperta sul conto dello zucchero: un cucchiaino dopo l'altro, lo zucchero potrebbe rubare preziosi anni di vita, e non solo perché ingrassa: infatti uno studio su animali da laboratorio dimostra che poco zucchero in più nella dieta accorcia la vita del 20%. Pubblicato sulla rivista Cell Metabolism, lo studio è stato diretto da Cynthia Kenyon dell'Università di San Francisco. Gli esperti hanno visto che aggiungendo solo un po' di glucosio alla normale dieta dei vermetti C. elegans, da anni usati per studi sulla longevità, la loro vita si 'restringe'. I vermetti condividono con noi una serie di geni legati alla longevità, e nel corso del tempo i ricercatori che in tutto il mondo sono impegnati in questo tipo di studi hanno scoperto che meccanismi biologici affini controllano la nostra e la loro longevità. Molti di questi meccanismi hanno, non a caso, qualcosa a che vedere con l'ormone insulina e con altre molecole legate al metabolismo del glucosio. Per trovare i meccanismi e i geni coinvolti negli effetti 'accorcia-vita' dello zucchero riscontrati nei vermetti, i ricercatori si sono concentrati proprio sui geni già noti per avere un ruolo sia nel metabolismo del glucosio, sia nella longevità. E' emerso che mettendo fuori uso tali geni, DAF-16 o HSF-1, l'effetto deleterio dello zucchero svanisce e i vermetti, anche se mangiano glucosio, vivono altrettanto a lungo dei vermetti cui non viene dato lo zucchero. E' dunque presumibile, dato che DAF-16 e HSF-1 sono coinvolti anche nella longevità dell'uomo, che anche per noi gli zuccheri in eccesso accorcino la vita, e non solo per gli effetti di obesità e diabete.



in allegato a questo articolo...



Quel Dolce Veleno...

tratto da:
"L'Altra Medicina",
edizione italiana di "Alternative Medicine"

Il primo a definire lo zucchero raffinato un "veleno" fu, nel 1957, il Dr. William Coda Martin. Ci sono, infatti, molti motivi che inducono ad evitarlo, come spiegano i ricercatori: prima di tutto lo zucchero raffinato contiene solo calorie "vuote" (nessuna vitamina, nessun minerale), ma sembra che abbia anche la capacita' di dissolvere le vitamine ed i minerali presenti nell'organismo tanto che l'assunzione quotidiana di zucchero di questo tipo, produce nel corpo una condizione di continua iperacidita' e nel tentativo di rettificare questo squilibrio, l'organismo sottrae minerali dai denti e dalle ossa. Inoltre ,lo zucchero bianco viene dapprima immagazzinato nel fegato, sotto forma di glucosio, e successivamente immesso nel sangue sotto forma di acidi grassi, per depositarsi poi sul ventre, sulle natiche ecc ed arrivare infine al cuore a ai reni, rallentando la loro attivita' e degenerandone i tessuti.
L'intero organismo ne risente: si alterano la pressione sanguigna ed i sistemi linfatico e circolatorio, si abbassano le capacita' di difesa del sistema immunitario. In un periodo in cui tanta attenzione viene posta alla necessita' di seguire una dieta sana, di lavare frutta e verdura con il bicarbonato, per togliere i pesticidi, di evitare le carni rosse, di bere molta acqua ecc, ecc..vale la pena di ricordarsi che sono quasi 50 anni che lo zucchero raffinato e' stato definito un vero e proprio "veleno".



La ricerca svela: lo zucchero può dare assuefazione
SChwartzreport 11 dic.2008

LiveScience Staff - LiveScience

Niente di nuovo, ma è un’ulteriore conferma a quanto già scoperto. Considerando i livelli di obesità dei nostri bambini e l’insorgere precoce del Diabete di tipo II, ci accorgiamo di quanto sia fatale l’utilizzo dello zucchero per la nostra cultura.

Uno studio sui topi ha rivelato che essi mostrano i segni della dipendenza da zucchero. La scoperta potrebbe aiutare a comprendere meglio i disordini alimentari che affliggono gli umani.

Il professor Bart Hoebel assieme al suo staff del Dipartimento di Psicologia e il Neuroscience Institute di Priceton hanno studiato per anni i sintomi che, nei topi, sono correlati alla dipendenza dagli zuccheri, rilevando prima il comportamento standard che consegue all’incremento di assunzione degli zuccheri, e poi i sintomi dell’astinenza.

Per completare il quadro, i nuovi esperimenti si sono soffermati sulla voglia smodata di zuccheri e sulla conseguente ricaduta.

“Se il consumo eccessivo di zuccheri rappresenta una vera e propria forma di dipendenza, nel cervello delle persone dipendenti dovrebbero manifestarsi effetti di lunga durata”, ha detto Hoebel. “Il desiderio eccessivo e la ricaduta sono componenti critiche della dipendenza, e noi siamo stati in grado di rilevarle in diversi modi nei topi con un introito eccessivo di zuccheri.”

Le scoperte sono state illustrate questa settimana alla conferenza annuale dell’American College of Neuropsychopharmacology di Scottsdale, Arizona. “Abbiamo la prima serie di studi completa che mostra le conseguenze di dipendenza dagli zuccheri nei topi e il meccanismo che potrebbe essere alla base”, ha detto Hoebel.

L’organismo dei topi ha molte funzioni in comune con quello umano, ecco perché essi vengono utilizzati come soggetti dei test di sperimentazione.

I topi a cui era stato tolto lo zucchero per un periodo prolungato, dopo che ne avevano assunto dosi massicce, hanno poi avuto maggiori difficoltà nel reintegrarlo nella loro alimentazione. Ne hanno infatti consumato una quantità maggiore di quanto avessero mai fatto, il che indica il comportamento derivante da un desiderio smodato della sostanza e quello da astinenza. La loro voglia di zuccheri era aumentata.

“In questo caso, l’astinenza ha fatto aumentare il desiderio”, ha detto Hoebel.

I topi hanno ingerito una quantità di alcol maggiore dopo che la loro riserva di zuccheri era stata sospesa, dimostrando che l’eccesso di assunzione di zuccheri aveva provocato dei cambiamenti nel funzionamento del loro cervello. Queste funzioni rappresentano dei veri e propri “cancelli” per altri sentieri che conducono al comportamento distruttivo, come l’incremento di assunzione di alcol, ha osservato il gruppo di Hoebel.

Inoltre, dopo aver ricevuto una dose di anfetamina normalmente talmente minima da non sortire alcun effetto, i topi sono invece diventati notevolmente iperattivi. L’incremento di sensibilità agli psicostimolanti è un effetto a lungo termine che rappresenta una delle possibili componenti della dipendenza, ha dichiarato Hoebel.

Ulteriori ricerche getteranno luce sulle implicazioni negli esseri umani.

“Sembra sia possibile che gli adattamenti del cervello e i segni comportamentali osservati nei topi possano ricorrere anche in alcuni individui afflitti da disordini alimentari o dalla bulimia”, ha detto Hoebel. “Il nostro lavoro fornisce collegamenti tra i tradizionali disordini da uso di sostanze, ad esempio la dipendenza dalle droghe, e lo sviluppo di desideri abnormi di sostanze naturali. Questa conoscenza potrebbe aiutarci a escogitare nuove tecniche di diagnosi e a trattare le dipendenze negli esseri umani.”

Traduzione a cura di Paola M.




tratto dal libro: "Il cucchiaio verde" ed. DemetraAltra notizia interessante che riguarda lo zucchero bianco e scuro e' il trattamento che subiscono entrambi per la raffinazione:
Canna da zucchero
Spremitura
Succo zuccherino
Barbabietola
Affettatura
Diffusione (estrazione con acqua calda)
Succo zuccherino

Per entrambi:
Depurazione con calce
(vengono allontanate sostanze organiche,proteiche e coloranti)
Carbonatazione
(con anidride carbonica si elimina la calce in eccesso)
Solfitazione
( con zolfo per decolorare lo sciroppo)
Filtrazione
Concentrazione e Cristallizzazione =
Zucchero Greggio
Filtrazione e decolorazione
(con carbone animale)
Colorazione
(con blu oltremare per eliminare i riflessi giallognoli)
Cristallizazione = Zucchero bianco raffinato

ulteriori riflessioni sono, crediamo, pleonastiche. (N.d.T.)



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fonte
http://www.ansa.it/web/notizie/rubr...








 

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