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La passione della zanzara per la CO2

  Autore: n/a

  lunedì 31 agosto 2009 ore: 00:00:00 - letto [ 4971 ]

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Le zanzare sfruttano il biossido di carbonio esalato dalle persone per localizzare le potenziali vittime. Ora, come viene riportato sul numero odierno di Nature, un gruppo di biologi della Rockefeller University ha identificato nel moscerino della frutta due recettori molecolari, entrambi necessari, che consentono a questi insetti di rilevare il biossido di carbonio nell'ambiente. La scoperta potrebbe essere importante per aprire la strada alla messa a punto di nuove armi nella lotta contro la diffusione delle malattie di cui gli insetti ematofagi possono essere portatori, prima fra tutte la malaria.

"L’esistenza di neuroni che negli insetti rispondono allo stimolo rappresentato dal biossido di carbonio – osserva Leslie Vosshall, che ha diretto la ricerca – era già nota, ma i meccanismi molecolari attraverso cui avviene il rilevamento del gas restavano un mistero."

Esaminando sistematicamente la famiglia dei chemorecettori della drosofila i ricercatori sono riusciti a isolare due possibili proteine, chiamate Gr21a e Gr63a, candidate a svolgere quella funzione. Per confermare l’ipotesi i ricercatori hanno manipolato geneticamente alcune drosofile, facendo sì che anche alcuni neuroni che normalmente non sono sensibili al biossido di carbonio esprimessero le proteine Gr21a e Gr63a. Per contro, altri moscerini in cui era stata alterata la proteina Gr63a, mostravano di essere diventate insensibili al gas, permanendo in ambienti con una concentrazione di biossido di carbonio tale da indurre il ceppo non mutante ad allontanarsi.

Infine i ricercatori hanno cercato i recettori omologhi a Gr21a e Gr63a nella zanzara che trasmette la malaria, identificandoli nelle proteine GPRGR22 e GPRGR24.



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