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FBI spiava Einstein 'agente comunista'

  Autore: n/a

  venerdì 15 dicembre 2006 ore: 00:00:00 - letto [ 3402 ]

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Albert Einstein, il padre della teoria della Relatività, era sospettato dall'Fbi di essere un comunista, una spia sovietica, e di fare da capofila a un complotto 'rosso' per assumere il controllo di Hollywood.

Da quando arrivò negli Usa, nel 1933, per il suo pacifismo dichiarato il fisico fu messo sotto sorveglianza dalla polizia federale americana e dai servizi segreti. Nell'immediato dopoguerra, nel clima di caccia alle streghe del maccartismo, i controlli si intensificarono e gli agenti ebbero ordine di andare a rovistare persino nel bidone della spazzatura di casa sua. Che Einstein non piacesse all'Fbi non è una novità e nel 1983 ne parlò in un famoso libro dello studioso Edward Schwartz, dell'Università internazionale della Florida. Un nuovo libro che sta per uscire negli Stati Uniti, tuttavia, fornisce particolari inediti.

A differenza di quello precedente, lo studio si basa su una versione pressoché completa del dossier che l'Fbi aveva messo assieme sul conto dello scienziato. L'autore, il giornalista e ricercatore Fred Jerome, presenta tra l'altro anche un ritratto poco convenzionale di quello che fu uno dei maggiori protagonisti del XX secolo. Einstein non era affatto, dice, lo scienziato idealista, un po' pazzo, e con la testa tra le nuvole: era al contrario un uomo concreto, che aveva scelto la causa del pacifismo e del socialismo e che agiva di conseguenza.

Il libro ha un titolo lunghissimo - 'The Enstein File: J.Edgar Hoover's Secret War Against the World's Most Famous Scientist' (Il dossier Einstein: la guerra segreta dell Fbi di Edgar Hoover contro lo scienziato più famoso del mondo) - ed è il risultato di una causa giudiziaria che ha costretto l'Fbi a rendere pubblico materiale tenuto finora segreto.

La guerra di Hoover a Einstein, secondo il libro, è ricca anche di episodi dubbi e persino esilaranti. Si racconta di informatori spariti nel nulla e che a un certo punto i sospetti dilagavano così incontrollati da rasentare il ridicolo: a Einstein fu addirittura attribuita una ricerca per la realizzazione di un micidiale 'raggio della morte'. Fino alla sua morte, nel 1955, a suo carico non fu mai trovato nulla. Ma in seno all'Fbi erano in molti ad essere convinti che il personaggio era losco e che avevano caldeggiato la sua espulsione dagli Stati Uniti.



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