Articoli: Scienza

Presto pubblicate 16 lettere inedite di Enrico Fermi

  Autore: n/a

  domenica 17 dicembre 2006 ore: 00:00:00 - letto [ 3758 ]

Enrico_Fermi1.jpg,

Se ne è fatto carico il fisico Roberto Vergara Caffarelli che, all'Università di Pisa ha raccolto oltre 220 lettere di Fermi scritte nel periodo 'italiano', cioè fino al 1939

Sedici lettere di Enrico Fermi alla famiglia, un album con 34 fotografie, ed altri preziosi documenti, tra i quali il profilo a matita dell'amato fratello Giulio: sono il dono della professoressa Gabriella Sacchetti (figlia della sorella di Fermi, Maria) all'Università di Pisa. Li ha in consegna il professor Roberto Vergara Caffarelli, che ne sta curando l'edizione dell'epistolario del grande scienziato, di cui si è recentemente celebrato il centenario della nascita.

Vergara Caffarelli aveva già assicurato l'anno scorso alla sua Università la corrispondenza Fermi-Persico, con 75 lettere di Fermi e 29 di Persico, oltre a moltissimi altri documenti. Finora Vergara Caffarelli ha raccolto in originale o in copia oltre 220 lettere di Fermi e dei suoi corrispondenti scritte nel periodo 'italiano', cioè fino al 1939 e crede di poter trovare ancora molta corrispondenza. Le lettere saranno accompagnate da commenti e annotazioni per far conoscere più intimamente la personalità di Fermi.

Abbiamo chiesto a Vergara Caffarelli se poteva dare qualche esempio, tratto dalle lettere familiari. Per illustrare la sua particolare maniera di vedere la politica ci ha letto un passo di una lettera scritta da Göttingen, dove si era recato con un borsa di studio ministeriale poco dopo la laurea. Ha la data del 28 febbraio 1923.

'Per il mio viaggio non ho ancora trovato nessun compagno, e credo che difficilmente lo troverò, perché i tedeschi sono troppi poveri, e gli stranieri qui a Göttingen, sono quasi tutti russi, i quali sono anche più poveri dei tedeschi. A proposito dei Russi ne ho interrogati parecchi per veder se era possibile formarsi una idea chiara di ciò che è successo in Russia in questi anni; ma le risposte sono state sempre così diametralmente contraddittorie che ho perduto ogni speranza in proposito'.

Invece l'anno dopo, quando era a Leida con una Borsa Rockfeller, Fermi scrive: 'Ieri ho conosciuto due fisici francesi di passaggio di qui, e ho potuto constatare con soddisfazione che sono ancora più ignoranti dei fisici italiani, il che è tutto dire; in compenso qui sono tutti profondamente ammirati della mia sapienza, e si sono poco alla volta formata la falsa convinzione che l'Italia sia un paese in cui la fisica è in sviluppo floridissimo. In complesso sono molto contento del rendimento scientifico del mio viaggio, anche perché credo che nei prossimi anni verranno in Italia parecchi olandesi 'per ascoltare le mie lezioni' e col loro aiuto spero che avrò modo di scuotere un po' anche l'ambiente locale'.

'C'è in questo scritto - commenta Vergara Caffarelli - la sicurezza del genio precoce e l'ironia dello studente della Scuola Normale Superiore, ma anche la visione del programma di ricerche che avrebbe fatto di lui un caposcuola eccezionale'.

Sul mercato internazionale delle aste, le lettere di Fermi sono quotate alcune migliaia di dollari ognuna, ma la professoressa Sacchetti, nell'escludere qualsiasi ipotesi di vendita, ha proposto il dono con grande semplicità: 'Credevo che fosse chiaro - ha precisato - che le avevo donate', aggiungendo che non voleva sottrarre denaro che l'Università poteva invece destinare alla ricerca: 'Questa è la tradizione Fermi'.



 * Click sulla foto per ingrandirla


 

Link


http://newton.corriere.it/PrimoPian...








 

® Copyright 2005 - 2019 - SITO MBGraphicsFilms