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Vista, la materia oscura

  Autore: n/a

  martedì 9 gennaio 2007 ore: 00:00:00 - letto [ 3815 ]

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Un gruppo internazionale di astronomi, guidato da Richard Massey del California Institute of Technology (Caltech), ha ricostruito la precisa mappa tridimensionale con la distribuzione della materia oscura in una fetta di Universo. Il lavoro è stato pubblicato su Nature, convergendo i dati del telescopio Hubble, Cosmos. La mappa ha rivelato una rete di filamenti di materia oscura che gradualmente collassa sotto la forza di gravità. La tridimensionalità è stata ottenuta incrociando i dati di Hubble con spettro catturato dal telescopio Vlt (Very Large Telescope) dell'Eso (European Southern Observatory) a del telescopio Subaru con altri canadesi e francesi.

La mappa tridimensionale mostra che la materia normale, soprattutto in forma di galassie, si accumula dove la concentrazione di materia oscura, in continua crescita, è maggiore: i filamenti della materia oscura si intersecano e si interrompono dove sono localizzati gruppi di galassie.

Conoscere la distribuzione della materia oscura e la sua evoluzione nel tempo è fondamentale per capire come crescono le galassie e come si evolvono in miliardi di anni. La mappa potrebbe anche aiutare a comprendere l'energia “oscura”, regolata da una forza che respinge la materia anziché attirarla come la forza di gravità.



Da ESA, 7 gennaio 2007
Traduzione Franco Seracchioli

Partendo dall’indagine COSMOS – la più vasta intrapresa con Hubble – un’equipe internazionale di scienziati ha assemblato una mappa tridimensionale che offre un panorama su grande scala della distribuzione della materia oscura nell’universo.
Questo risultato storico, tra i più importanti della cosmologia, conferma con accuratezza le teorie standard di formazione della struttura dell’universo.
Per gli astronomi, la sfida di mappare l’universo è simile a quella di mappare una città partendo da fotografie aeree scattate di notte, che mostrano soltanto le luci delle strade.
Queste colgono alcuni intorni delle luci ma la maggior parte della struttura della città rimane invisibile.
Analogamente, noi vediamo pianeti, stelle e galassie nel cielo notturno, ma essi sono formati da materia ordinaria, che costituisce soltanto 1/6 della massa totale dell’universo.
La parte rimanente è una componente misteriosa – la materia oscura – che non emette né riflette la luce.


L’equipe internazionale di astronomi, coordinati da Richard Massey del Caltech, California, USA, ha costruito una mappa tridimensionale che per la prima volta mostra in dettaglio un panorama della distribuzione della materia oscura. Essa equivale a presentare una città, la sua periferia e le strade dei sobborghi alla luce del giorno.
Si vedono le maggiori arterie e gli incroci e sono evidenziate le varietà dei diversi sobborghi.

La mappa è ricavata dalla più vasta indagine dell’universo (COSMOS) condotta con il telescopio spaziale Hubble da un’equipe internazionale di astronomi.
L’indagine COSMOS copre un’area del cielo sufficientemente ampia – nove volte l’area della luna piena – da mettere in chiara evidenza la struttura filamentosa della materia oscura.
Per aggiungere la terza dimensione, le osservazioni di Hubble sono state combinate con gli spettri del VLT (Very Large Telescope) dell’ESO e con le immagini multicolore del telescopio Subaru (giapponese) e di quello Canada-Francia-Hawaii.
A oggi la mappa fornisce la migliore evidenza che la materia normale, generalmente sotto forma di galassie, si accumula lungo le concentrazioni più dense di materia oscura.
Essa evidenzia una rete lasca di filamenti che si intersecano in strutture massicce dove si trovano gli ammassi di galassie.
La mappa, che si estende nel tempo fino a metà strada dall’inizio dell’universo a oggi, rivela inoltre che la materia oscura si sta aggregando in ammassi sempre più densi per effetto del collasso gravitazionale.
Questa pietra miliare porta gli astronomi dalla teoria alla osservazione diretta dell’influenza della materia oscura nell’universo.
La mappatura della distribuzione nello spazio e nel tempo della materia oscura è fondamentale per la comprensione di come le galassie si sono formate e raggruppate nel corso di miliardi di anni.
Tracciare l’accrescimento e la concentrazione di materia oscura potrà anche far luce sull’energia oscura, forza che respinge, anziché attrarre, la materia e che può influenzare la concentrazione di materia oscura.
La mappa è in accordo con le teorie convenzionali sulla formazione della struttura dell’universo che si evolve, sotto l’azione della gravità, da distribuzione uniforme a distribuzione spugnosa e filamentosa.
Secondo Massey, la materia oscura è l’impalcatura attorno ai siti dove si assemblano stelle e galassie nel corso di miliardi di anni.
Per ottenere questo risultato, l’equipe ha esteso la tecnica delle lenti gravitazionali - già usata per mappare la distribuzione di materia oscura negli ammassi di galassie – applicandola nel campo COSMOS per rivelare in 3D la materia oscura.
Sebbene questa tecnica sia stata già utilizzata, la terza dimensione e la maggior definizione delle immagini di COSMOS permette maggiore precisione, coprendo un’area abbastanza estesa per metterne in evidenza la struttura in lunghi filamenti.
Le strutture galattiche dentro l’impalcatura di materia oscura mostrano gli ammassi di galassie in corso di assembramento. Esse si estendono per oltre 80 milioni di anni luce nella indagine COSMOS – circa cinque volte l’estensione del vicino ammasso della Vergine.
Nelle strutture primitive più dense dell’universo, molte galassie hanno già popolazioni stellari vecchie, dimostrando che esse all’inizio si formarono e accumularono le masse maggiori in un processo di “accrescimento” dalla base (bottom up), per il quale galassie minori si fondono per formarne di maggiori.
L’indagine COSMOS mostra che le galassie in cui è ancora in corso la formazione stellare, ancora oggi, sono immerse in ambienti vuoti e in filamenti di materia oscura.
E’ notevole come l’ambiente strutturale di materia oscura, sulle enormi scale cosmiche, può influenzare le proprietà delle singole stelle e galassie - tanto la maturità delle popolazioni stellari che la riduzione progressiva delle regioni di formazione stellare è chiaramente dipendente dall’ambiente di materia oscura.
Secondo Massey, dopo aver mappato la distribuzione di materia oscura, la prossima sfida è determinare cosa essa sia e specificamente la sua relazione con la materia normale.



 * Click sulla foto per ingrandirla


allegato, heic0701a_H[1].jpg


metodo di mappatura 3d della materia oscura

 

Link


http://www.galileonet.it/news/7711/...

Link

link del GAE
http://www.ivreastrofili.it/ESA%20N...

Link

link in inglese
http://www.esa.int/esaSC/SEMZ6GSVYV...








 

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