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Identificare le persone in base alle attività celebrali. Non è più solo fantascienza

  Autore: n/a

  domenica 11 febbraio 2007 ore: 00:00:00 - letto [ 3413 ]

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Sistema di sicurezza a onde cerebrali, riconosce l’attività elettrica

Un sistema di sicurezza elettronico che identifica le persone rilevando l'attività cerebrale è in via di sperimentazione. Secondo quanto riferisce oggi la versione on-line di New Scientist il sistema, sviluppato da Dimitrios Tzovaras e colleghi del Centro di Ricerca e Tecnologia greco, Grecia, si avvale di un metodo già largamente sperimentato per la misurazione dell'attività cerebrale, L'Elettroencefalogramma (EEG).

Il sistema biometrico fa parte di un progetto europeo più ampio chiamato Human Monitoring and Authentication che si realizza tramite l'utilizzo di indicatori biodinamici e analisi del comportamento, Biodynamic Indicators and Behavioural Analysis (HUMABIO). Obiettivo del progetto è combinare dati biometrici differenti per creare un sistema globale di sicurezza più efficiente. Secondo Tzovaras la rilevazione dell'attività cerebrale individuale, per le sue caratteristiche, "potrebbe essere un metodo di controllo molto sicuro".

Il test, che si avvale di tracciati elettroencefalografici fatti in precedenza, viene fatto su persone alle quali viene fatto indossare un casco rimovibile e alle quali viene chiesto di non parlare e di tenere gli occhi chiusi. Il casco, che comunica senza fili con un computer che analizza i dati raccolti, ha meno elettrodi rispetto a quelli usati per fare un elettroencefalogramma, ma "le sue informazioni - dicono i ricercatori - sono sufficienti per l'autenticazione".

Una volta ottenuto il risultato di ogni prova, questo viene confrontato con le misure precedentemente registrate, usando algoritmi di processo del segnale, che possono essere "accordati" secondo i diversi livelli di sicurezza richiesti.

Alle persone sottoposte al test, dicono i ricercatori, potrebbe essere richiesto di eseguire compiti specifici durante ogni prova, questo per produrre un'unica "firma" elettroencefalografica. Tzovars prevede che il sistema potrebbe essere usato come parte di un sistema computerizzato applicato agli edifici e pensano di verificarlo come sistema di controllo di sicurezza per un laboratorio tedesco.

Un altro gruppo condotto da Rafal Wardzinski della Warsau University of Technology, Polonia sta lavorando sulla biometria elettroencefalografia e durante la sperimentazione, i ricercatori, hanno riferito che il sistema è in grado di identificare i soggetti all'88% dei casi.

Altri gruppi di ricerca inglesi dell'Università di Cambridge che sono impegnati nello stesso tipo di studi fanno, invece, delle obiezioni sia sul casco, che il gruppo di John Daugman, ritiene troppo invasivo, sia sull'opportunità di usare il sistema in situazioni diverse, comprese quelle più stressanti, adducendo che l'Elettroencefalogramma di una persona dipende anche dal suo stato d'animo e dalle sue condizioni fisiche e, quindi, può variare.



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