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Tifosi per un giorno. Qatar paga gli operai per riempire lo stadio

  Autore: Francesca Gambarini

  domenica 28 dicembre 2014 ore: 00:00:00 - letto [ 606 ]

Qatar-Foundation-Stadium.PNG, uno dei principali impianti dove si disputeranno i mondiali del 2022

Giovani spettatori esultano durante la partita di calcio Qatar-Nord Corea, vinta per 3 a 1 dalla squadra di casa: il match si è disputato all’Abdullah Bin Khalifa Stadium di Doha, la capitale, a novembre. Il Qatar ha intrapreso un vero e proprio assalto al mondo dello sport mondiale, il cui passo decisivo è stata l’assegnazione dei mondiali del 2022 (ma l’emiro possiede anche la squadra francese del Paris Saint Germain dal 2012), mentre è di pochi giorni fa la notizia che si svolgeranno a Doha i mondiali di atletica del 2019.


Per far crescere la febbre dello sport nel paese e riempire gli impianti già pronti ma perennemente vuoti, il governo si è “inventato” un nuovo lavoro: tifosi per un giorno. E così gli operai, per lo più emigrati dall’Africa e dall’Asia nel ricco paese petrolifero, vengono cooptati alla paga di 6-8 dollari (al giorno) per mostrarsi entusiasti sostenitori non solo del football locale, ma anche di altri sport come la pallavolo


In una competizione del torneo Qatar international open di pallavolo: circa 150 operai stranieri sono stati pagati, secondo quanto ha potuto verificare l’agenzia di stampa Associated Press, per partecipare a un evento che è stato in grado di richiamare, come si dice sul sito della Federazione «folle di tifosi». Ma questi tifosi, emigrati dal Kenya, dal Nepal, dal Ghana, che normalmente lavorano come operai, autisti di bus o tassisti, hanno ammesso di essere stati pagati per presenziare.



La federazione Beach Volley ha detto che non sa nulla di questi “fake fans”, ma che potrebbe svolgere indagini; ma gli atleti protagonisti del torneo non hanno dubbi: «Meglio che giocare con gli spalti vuoti», hanno scritto sui social.


Il lavoro di “tifoso a tempo” prevede anche il compito di “capo curva”: incitare non solo la squadra ma anche gli altri tifosi. Non sembra però che l’effetto desiderato sia stato ottenuto: una ricerca del ministero dello Sviluppo e della Statistica del Qatar ha rilevato che proprio l’aumento del fenomeno dei tifosi pagati terrebbe lontano dalle competizioni i tifosi genuini.


I figuranti vengono caricati su pulmini (così si fa anche con gli operai che vengono portati nei cantieri, in Qatar come a Dubai) e poi “scaricati” davanti agli impianti sportivi, dove vengono recuperati alla fine della giornata. La paga viene di solito consegnata durante il viaggio di ritorno e può non essere uguale per tutti.


Otto dollari (30 riyal in valuta locale) non bastano per comprare un cocktail in uno degli alberghi internazionali della capitale Doha. Ma per questa cifra centinaia di operai si spostano dai loro quartieri dormitorio nella zona industriale della città per andare a fare il tifo negli stadi, spesso indossando le maglie delle “loro” squadre.

Mai nella storia dello sport un paese ha investito così massicciamente e velocemente nell’organizzazione di un mondiale di calcio. La scelta di affidare al piccolo ma ricchissimo paese del Golfo i mondiali del 2022 ha suscitato non poche polemiche, anche per via delle alte temperature che accoglierebbero le nazionali a giugno. Si sta infatti pensando di spostare le competizioni in primavera.



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tifosi-operai

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finti tifosi

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pubblico pagato

 

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Fonte
http://www.corriere.it/foto-gallery...








 

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