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Sentirsi vecchio: vivrai di meno. Sentirsi più giovani di età aiuta

  Autore: Nicla Panciera

  domenica 28 dicembre 2014 ore: 00:00:00 - letto [ 717 ]

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Studio dello University College di Londra: esiste una associazione tra età percepita e mortalità negli anziani. Chi si percepisce come più giovane adotta abitudini più sane


Sentirsi vecchi è una conseguenza del nostro benessere mentale e fisico. In molti hanno infatti una percezione di sè diversa dall’età anagrafica. Sentirsi più giovani aiuta e non è solo una questione di sollevarsi il morale.  E’ anzi un buon indizio del proprio stato di salute e fornisce uno stimolo ad adottare comportamenti che lo favoriscano. A giungere a questa conclusione, indubbiamente in linea con il senso comune, è uno studio condotto dal prestigioso University College di Londra che ha documentato un forte legame tra l’età percepita e la mortalità per certe malattie, come quelle cardiovascolari.

LO STUDIO.

I ricercatori hanno confrontato le risposte fornite alla domanda Quanto ti senti vecchio? da parte di 6.489 partecipanti all’English Longitudinal Study of Ageing con il loro tasso di mortalità per cancro e malattie cardiovascolari, monitorato negli otto anni successivi. A morire di meno sono stati esattamente coloro che avevano riportato una età percepita inferiore di tre anni rispetto a chi, al momento del questionario, si sentiva addosso esattamente il proprio numero di anni o anche di più.

I RISULTATI
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I partecipanti sono stati suddivisi in tre gruppi, a seconda delle loro risposte.

25,6% ha dichiarato di sentirsi la propria età
4,8% di considerarsi più vecchio

69,6% più giovane di tre o più anni.

Complessivamente, l’età media dei soggetti era di 65,8 anni, l’età media percepita era invece di 56,8 anni. Il follow up, terminato nel 2013, ha documentato che il tasso di mortalità nei primi due gruppi era, rispettivamente, del 18% e del 24,6%; mentre è risultato inferiore (14%)  in coloro i quali si sentivano più giovani era inferiore.  «L’età percepita riflette la salute, le limitazioni fisiche e il benessere in età avanzata» si legge nella research letter firmata da Andrew Steptoe e Isla Rippon Dipartimento di epidemiologia e salute pubblica dell'UCL sulla rivista JAMA Internal Medicine. «Gli anziani in genere si sentono più giovani della propria età anagrafica, come dimostra anche il nostro campione.  Noi abbiamo visto che chi si sente più giovane ha una mortalità ridotta». Il collegamento tra anni percepiti e mortalità è stato osservato per le malattie cardiovascolari, ma non per quelle oncologiche.

La percezione della nostra età dipende da numerosi fattori, come responsabilità, stress, problemi di salute, depressione, fattori sociodemografici, isolamento sociale, cambiamenti del proprio ruolo sia nella vita privata e in quella professionale. Gli autori suggeriscono che alla base dei tassi di mortalità inferiori, osservati in chi si sente più giovane, possano esserci una maggiore resistenza, un maggior senso di padronanza e di controllo sulla propria vita e una maggior voglia di vivere, così come un’attitudine verso l’invecchiamento che favorisce l’adozione di specifici comportamenti benefici per la salute. Vi è, dicono, la necessità di ulteriori studi per capire le ragioni del fenomeno. Nel frattempo, val la pena provare a modificare la nostra età percepita per sperimentare le benefiche conseguenze del sentirsi giovani. 



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Fonte
http://www.lastampa.it/2014/12/22/s...








 

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