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Riprodotto il dolore in laboratorio. La sofferenza fisica cambia da persona apersona

  Autore: n/a

  lunedì 22 dicembre 2014 ore: 00:00:00 - letto [ 546 ]

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Dopo sei anni di ricerche un grupoo di ricercatori è riuscito a riprodurre il dolore in provetta: cellule della pelle umana sono state trasformate in cellule nervose che rispondono agli stimoli che provocano dolore acuto e infiammazione

 

Pubblicato su Nature Neuroscience, il risultato si deve a un gruppo di ricerca dell’università americana di Harvard. Può aiutare a sviluppare nuovi farmaci contro il dolore, a comprendere perché nelle persone la risposta alla sofferenza fisica è diversa e cosa genera il dolore cronico

 

I neuroni realizzati in laboratorio rispondono sia agli stimoli intensi innescati da una lesione fisica, sia agli stimoli innescati dalle infiammazioni che provocano un dolore meno intenso.  

 

«Il fatto che le cellule rispondono a entrambi i tipi di dolore conferma che i neuroni sviluppati in laboratorio funzionano come quelli naturali»- osserva il coordinatore del lavoro, Clifford Woolf.  

 

Il risultato è arrivato dopo sei anni di lavoro e ripetuti fallimenti perché i ricercatori inizialmente hanno tentato di ottenere neuroni sensibili al dolore da cellule staminali embrionali, ma il compito si è rivelato molto più impegnativo di quanto immaginato e non ha portato ad alcun risultato. I ricercatori hanno quindi utilizzato un’altra tecnica: hanno prima trasformato cellule della pelle in staminali chiamate pluripotenti indotte, immergendole in un cocktail di geni che le ha fatte tornare indietro nel tempo e poi, grazie ad un latro mix di geni, queste cellule sono state trasformate in neuroni. L’esperimento è stato condotto con successo sia con cellule della pelle umana sia di topo. 

 

«Abbiamo prelevato neuroni del dolore maturi da topi e abbiamo scoperto fattori di trascrizione, ossia geni, che non erano stati descritti prima», rileva Woolf. «Abbiamo ottenuto i neuroni sensibili al dolore - aggiunge - utilizzando un totale di cinque geni, di cui tre fino ad allora sconosciuti». 



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Fonte
http://www.lastampa.it/2014/11/25/s...








 

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