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Scoperti 2 pianeti extrasolari

  Autore: n/a

  giovedì 14 giugno 2007 ore: 00:00:00 - letto [ 3685 ]

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Uno è 12 volte più grande di Giove

Un'importante scoperta astronomica si appresta a vivacizzare la comunità scientifica italiana ed internazionale. Un gruppo di scienziati ha infatti scoperto due nuovi pianeti che si trovano al di fuori del nostro Sistema Solare. La scoperta, importante a prescindere, ha per il nostro Paese un valore molto speciale. Tra gli autori della stessa, infatti, vi sono anche ricercatori italiani. SI tratta di Gianluca Masi e Franco Mallia, del Virtual Telescope Project e dell’Osservatorio Astronomico di Campo Catino (entrambi operanti in provincia di Frosinone).

Assieme a loro altri 15 astronomi americani ed europei. Dei due mondi osservati, stando a quanto fatto sapere dagli esperti, uno risulta insolito, eccezionalmente massiccio. Orbita attorno ad una stella della costellazione di Camelopardalis (“Giraffa”) e pare essere almeno 12 volte più grande di Giove. E proprio questa caratteristica ha subito fatto discutere gli astronomi.

Oggetti simili non sono mai stati osservati in precedenza, tanto che gli studiosi stanno valutando se considerare questo gigante un pianeta o addirittura una stella. In tanti sembrano voler però prediligere la prima ipotesi. Il pianeta, infatti, ora denominato XO-3b, si sarebbe presumibilmente formato dal disco di polveri che circondava l’astro centrale e non, come accade invece per le stelle, nane brune incluse, dal collasso gravitazionale di una nube interstellare.

Comunque sia XO-3b rimane un oggetto davvero singolare. Anche nell’ipotesi si trattasse di una nana bruna risulterebbe infatti un caso più unico che raro: gli astronomi non ne conoscono altri. “E' stato come trovare un ago in un pagliaio – ha osservato Masi - perché le variazioni che permettono di scoprire la presenza di questi pianeti mentre transitano davanti alle loro stelle sono microscopiche, delle eclissi in miniatura. Per vederle servono strumenti calibrati alla perfezione".

E proprio per riuscire in questo complicato compito sono stati impiegati gli strumenti del Virtual Telescope (struttura completamente robotica ideata da Gianluca Masi) e dell’Osservatorio Astronomico di Campo Catino, del cui staff fanno parte entrambi i ricercatori. Telescopi che vanno dai 30 agli 80 centimetri di diametro e che impiegano sensibilissimi ed accuratamente calibrati rivelatori, in grado così di registrare il delicato transito del pianeta.

Questo importante risultato non viene tuttavia da solo. Sempre ad Honolulu, lo stesso team ha annunciato la scoperta di un secondo pianeta extrasolare. Il suo nome è XO-2b, il numero finale fa comprendere esser stato osservato cronologicamente prima del pianeta XO-3b. La massa di questo mondo è stata stimata pari a 0.6 volte quella gioviana ed un diametro assai simile al gigante del nostro sistema planetario. Il pianeta in questione completa la propria orbita in 2.6 giorni ed il suo sole appartiene ad un sistema binario nella costellazione di Linx (“Lince”).

XO-3b e Xo-2b si aggiungono al primo pianeta extrasolare (XO-1b) individuato dal team XO nel 2006. Il progetto XO, guidato da Peter McCullough dello Space Telescope Science Institute di Baltimora, è supportato dalla NASA, l’agenzia spaziale statunitense.



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