Articoli: Alimentazione

Curare la memoria con un mini elettroshock attraverso gli impulsi elettrici

  Autore: n/a

  venerdì 14 novembre 2014 ore: 00:00:00 - letto [ 1238 ]

elettroshock.jpg,

La stimolazione può trattare le problematiche dovute a traumi e all’Alzheimer.


La stimolazione elettrica di una precisa zona del cervello può contribuire a migliorare la memoria e a trattare i disturbi derivati dall’ictus, dai traumi cranici o in chi è affetto dall’Alzheimer. È quanto afferma la ricerca della Northwestern University pubblicata su Science.  

 

Lontana dal famigerato elettroshock, usato in passato per trattare le malattie mentali, la ricerca ha usato gli impulsi elettrici generati dalla tecnologia non invasiva “Transcranical magnetic stimulation”.  

 

«Abbiamo dimostriamo per la prima volta che è possibile intervenire su specifiche funzioni della memoria del cervello negli adulti senza l’uso della chirurgia o dei farmaci, che in alcuni casi non si sono dimostrati efficaci - spiega Joel Voss, autore della ricerca - Questa stimolazione non invasiva migliora anche la capacità di imparare cose nuove, ha un enorme potenziale per il trattamento dei disturbi della memoria. Molte zone del cervello - osserva Voss - lavorano come un’orchestra. Ebbene, la stimolazione elettrica può dare al cervello un direttore con più talento e questo ne aumenta la qualità».  

 

L’approccio con la “Transcranical magnetic stimulation” - avvertono gli scienziati - ha anche il potenziale per essere usata nel trattamento della schizofrenia. La regione del cervello presa di mira dalla ricerca è l’ippocampo, situato in profondità nel lobo temporale, che svolge un ruolo importante nella memoria a lungo termine. Non potendo raggiungere direttamente questa zona, l’approccio della tecnologia usata dallo studio è stato quello di far arrivare all’ippocampo gli impulsi elettrici generati dai campi magnetici stimolando una regione superficiale del cervello di pochi centimetri, ma con un’elevata connettività con l’ippocampo. 

 

Per verificare la bontà delle previsioni, la ricerca ha reclutato 16 adulti con un’età compresa tra i 21 e i 40 anni. I partecipanti, dopo le opportune valutazioni dell’attività cerebrale e della memoria, sono stati sottoposti per 20 minuti al giorno per 5 giorni consecutivi alla stimolazione. Per questo tempo sono stati sottoposti a test di memoria e a risonanze magnetiche. Una settimana dopo la fine delle prove, lo stesso esperimento è stato ripetuto ma con delle false stimolazioni per ottenere l’effetto placebo. Dalle verifiche è emerso che per ottenere dei miglioramenti della memoria occorro tre giorni di stimolazione.  

 

Ora l’obiettivo delle studio è di valutare con approfondimenti quanto la tecnica è in grado di migliorare la funzione mnemonica nelle persone che ne hanno davvero bisogno. « Per chi ha gravi danni cerebrali o un problema serio alla memoria - conclude Voss - anche un piccolo cambiamento potrebbe tradursi in un importante guadagno».  



 * Click sulla foto per ingrandirla


 

Link

Fonte
http://www.lastampa.it/2014/08/29/s...








 

® Copyright 2005 - 2019 - SITO MBGraphicsFilms