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Cadavere mummificato trovato in ospedale. Il paziente era scomparso 3 anni prima

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  giovedì 6 novembre 2014 ore: 00:00:00 - letto [ 1036 ]

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Il corpo nascosto in un condotto è stato trovato nella zona delle camere ardenti dell’ospedale di Baggiovara

Un cadavere mummificato è stato trovato nella zona delle camere ardenti dell’ospedale di Baggiovara di Modena. Sono intervenuti vigili del fuoco, polizia e Medicina Legale per il suo recupero. Il corpo, nascosto accanto a un condotto e irriconoscibile, potrebbe essere quello di un paziente di 64 anni scomparso due anni fa mentre era ricoverato e mai più ritrovato.

LO SCOMPARSO - L’uomo scomparso è Primo Zanoli, allontanatosi nella notte fra il 30 e il 31 dicembre 2011, alle 2 circa. Del caso si è occupato anche il programma «Chi l’ha visto?». L’uomo, ricoverato a Baggiovara dal 19 dicembre, quella sera aveva cenato con la moglie. La sua stanza, al terzo piano, era in prossimità di una porta d’emergenza con apertura anti-panico, che dà su una rampa di scale esterna. Polizia, Carabinieri, Vigili del fuoco e Protezione civile lo avevano cercato per giorni, sia nell’ospedale sia nella campagna dei dintorni, con le unità cinofile e un elicottero.


L’AUSL - La direzione dell’Ospedale di Baggiovara di Modena precisa in una nota che «al momento non è possibile stabilire se sia effettivamente riconducibile al paziente scomparso a fine del 2011. Per averne la certezza si dovrà attendere l’esito di ulteriori esami che sta svolgendo la Procura».

L’Ausl aggiunge che il cadavere mummificato recuperato era «all’interno di uno stretto cunicolo, tecnicamente definito cavedio, che ha la funzione di fornire luce ed aria a locali secondari» nel corpo otto dell’Ospedale. La stessa Ausl di Modena aveva dato mandato di ricerca a un’azienda specializzata in investigazioni, in accordo con la famiglia di Zanoli.

«Il ritrovamento di oggi - si legge nella nota - è avvenuto dopo un’ulteriore ricerca svolta dall’azienda incaricata. La direzione dell’Ausl d’intesa con i familiari a maggio aveva deciso di riprendere le ricerche che subito dopo l’allontanamento erano proseguite per diversi giorni, sia all’interno che all’esterno dell’ospedale».



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