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Mantello invisibile, presto sarà una realtà

  Autore: n/a

  giovedì 28 agosto 2008 ore: 00:00:00 - letto [ 6473 ]

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Gli scienziati sono vicini alla meta
Un gruppo di ricercatori di Berkeley ha impiegato i meta-materiali, capaci di re-indirizzare la luce

Il famoso maghetto indossa un mantello invisibile nel film «Harry Potter e la pietra filosofale»
LOS ANGELES - Il mantello che rende invisibili potrebbe presto uscire dal mondo dei fumetti e diventare una realtà. Gli scienziati dell'Università californiana di Berkeley, infatti, hanno dichiarato di aver compiuto un altro passo avanti nello sviluppo dei materiali capaci di occultare alla vista persone e cose.

APPLICAZIONI MILITARI - I ricercatori, coordinati da Xiang Zhang, hanno dimostrato per la prima volta la possibilità di schermare alla vista oggetti tridimensionali, usando materiali artificiali che re-indirizzano la luce. L'invenzione potrebbe ora avere numerose applicazioni pratiche, comprese quelle militari. La ricerca, infatti, è stata in parte sovvenzionata dalla Fondazione scientifica nazionale per le nano-scienze e dal Dipartimento Usa per la ricerca in campo militare.

META-MATERIALI - Gli oggetti sono visibili perchè disperdono la luce da cui sono colpiti, riflettendone una parte verso gli occhi di chi guarda. Il mantello speciale è costruito con la cosiddetta meta-materia, capace di deviare radar, luce o altre onde attorno a un oggetto come succede all'acqua di un ruscello quando incontra sul suo percorso una roccia liscia.

LA LUCE VIENE CURVATA - I metamateriali sono costruiti con leghe di metallo, ceramica, teflon e fibre composite. Sono disegnati per «curvare» la luce visibile in un modo che gli altri oggetti non possono fare. Gli scienziati stanno ora cercando di impiegarli per deviare le onde luminose senza creare riflessi o ombre. Si tratta di una tecnologia diversa dalla «Stealth», impiegata dai cacciabombardieri dell'aviazione militare Usa. Quest'ultima, di fatto, non rende invisibile il velivolo ma riduce solamente la superficie rilevabile dai radar, rendendone difficile l'individuazione.


Aggiornamento del 13.08.2010fonte ANSAPotrebbero essere seta e oro i materiali base per costruire in futuro un mantello che rende invisibili.

Lo afferma un ricercatore italiano.Fiorenzo Omenetto, che lavora negli Usa, che ha descritto i primi risultati, finora relativi ad onde non percepibili dall'occhio umano, sulla rivista Advanced Materials. Per ottenere il prototipo del mantello di Harry Potter il gruppo diretto da Omenetto, ha inserito in un frammento di seta di un cmq 10mila piccole spirali d'oro.


Aggiornamento del 08.11.2010fonte punto-informaticoPotrebbero essere seta e oro i materiali base per costruire in futuro un mantello che rende invisibili.

di Alfonso Maruccia

Nuovo passo avanti nell'utilizzo dei metamateriali per la manipolazione della luce: ricercatori scozzesi annunciano di avere realizzato un metamateriale in grado di adattarsi a una superficie flessibile

Roma - Stando a quanto sostengono i ricercatori della St. Andrews University in Scozia non dovrebbe mancare poi molto alla produzione del fantomatico mantello dell'invisibilità a base di metamateriali: gli studiosi hanno messo a punto un nuovo materiale in grado di manipolare la luce a piacimento, con in più il vantaggio di potersi adattare a una superficie flessibile.

Metaflex, questo il nome del nuovo metamateriale, può piegare e deviare le onde luminose come i materiali precedenti. Applicando diverse membrane di Metaflex una sull'altra, inoltre, è possibile applicare il composto anche a superfici flessibili. In tal modo la realizzazione di un vero e proprio mantello invisibile, da mettere addosso a cose o persone, dovrebbe risultare molto più fattibile che in passato.

"Una delle applicazioni più entusiasmanti di Metaflex è la fabbricazione di metamateriali (MM) tridimensionali flessibili entro lo spettro ottico - dicono i ricercatori - Tali risultati confermano che è possibile realizzare i metamateriali al di sopra di substrati flessibili operanti nello spettro visibile, fatto che noi crediamo sia un elemento fondamentale per le future generazioni di MM flessibili tridimensionali operanti a lunghezze d'onda visibili".

Gli autori della ricerca indicano varie possibilità di utilizzo per Metaflex, non necessariamente limitate al mantello invisibile: il metamateriale flessibile si presta anche alla realizzazione di lenti ottiche per le foto-videocamere di nuova generazione. Altamente prevedibile l'interesse primario dei militari nei confronti del ritrovato: un soldato "invisibile" è certamente un bersaglio difficile da inquadrare per qualsiasi esercito nemico.



Aggiornamento del 03.02.2011fonte il messaggeroQuel cristallo rende invisibili è di 2 centimetri, ma cresceràELENA DUSI

Un altro passo verso il sogno del "mantello" che nasconde alla vista. Il prototipo realizzato nei laboratori di Birmingham, in Inghilterra, grazie ai cristalli di calcite delle conchiglie. "Apre la strada a future applicazioni con oggetti di più grandi dimensioni".

UN PASSO avanti verso l'invisibilità. Un "mantello" che nasconde gli oggetti esiste da oggi nel laboratorio di fisica dell'università di Birmingham. Per questo grande salto dalla fantascienza alla realtà bisogna ringraziare le conchiglie e i loro cristalli di calcite. È infatti la loro capacità - a livello microscopico - di riflettere e rifrangere i raggi di luce in maniera del tutto particolare che crea l'illusione ottica di un oggetto cancellato dalla vista.

Chiamare "mantello" questo prototipo è in realtà esagerato: si tratta di una coppia di prismi di calcite affiancati l'uno all'altro delle dimensioni di un paio di centimetri. Funziona solo quando è colpito da un raggio di luce con determinata polarizzazione e incidenza, e per il momento non ha applicazioni pratiche. Ma è comunque la prima volta, spiegano i ricercatori guidati da Xianzhong Chen su Nature Communications di martedì, che si ottiene "un mantello di dimensioni tanto grandi da essere apprezzabili dal nostro occhio, capace di funzionare alla lunghezza d'onda della luce visibile e di nascondere oggetti tridimensionali. In pratica, abbiamo realizzato uno strumento che per la prima volta soddisfa la definizione corrente di mantello dell'invisibilità" e "apre la strada a future applicazioni con oggetti di più grandi dimensioni". I prismi di calcite "trasformano una superficie con una sporgenza in una superficie piatta" e grazie alla loro abbondanza in natura permettono di saltare "quel lungo processo di manipolazione dei nanomateriali" che veniva utilizzato finora.

La "ricetta" per costruire un mantello dell'invisibilità risale - ma solo come idea teorica - a cinque anni fa. Da allora in vari laboratori del mondo sono iniziati gli esperimenti per tradurre le formule fisiche scritte sulla carta in realtà. Solo pochi giorni fa, usando una tecnica simile, gli scienziati del Massachusetts Institute of Technology sono riusciti a rendere invisibile il logo "Mit" della loro università dopo averlo piazzato sotto ai prismi di calcite. Il loro esperimento è stato pubblicato su Physical Review Letters.

Prima della brillante soluzione fornita dalle conchiglie, al posto dei cristalli si usavano materiali costruiti pazientemente in laboratorio con le tecniche della nanotecnologia, cesellando le molecole al livello dei miliardesimo di metro. Questo processo ha portato negli anni passati a "mantelli dell'invisibilità" molto piccoli, osservabili solo con il microscopio.

Per ottenere un "mantello" bisogna creare strutture in grado di riflettere e curvare le radiazioni della luce in modo molto peculiare: piegando il loro percorso come se la luce provenisse dal retro dell'oggetto da nascondere anziché dalla sua parte frontale. I fisici usano spesso l'esempio di un sasso in mezzo al fiume: in un primo momento il flusso della corrente ne viene deviato, ma poi, man mano che oltrepassa il sasso, l'acqua torna a curvare fino a riprendere la direzione che aveva prima, come se l'ostacolo non fosse mai esistito. Fino alla scoperta dei cristalli delle conchiglie, si credeva che materiali capaci di manipolare e piegare i raggi luminosi in maniera simile non esistessero in natura. In realtà i cristalli delle conchiglie erano a portata di mano. Bastava solo guardare meglio.



 * Click sulla foto per ingrandirla


allegato, mantello_invisibile.jpg


grafico del funzionamento del mantello invisibile

struttura dei meta-materiali utilizzati: sopra una riproduzione del metamateriale. Ora si lavora su una sorta di riflessione negativa resa possibile dai meta-materiali creati in laboratorio. I materiali usati sono argento e magnesio; la luce non viene né assorbita né riflessa da queste superfici ma vi passa accanto, come l'acqua che scorre attorno a un sasso. Solo la luce proveniente da dietro l'oggetto in questione può essere percepita. Anche aqueste grandezze le applicazioni sono molte: si va da microscopi particolarmente efficienti, in grado di analizzare oggetti ancora più piccoli, a applicazioni nel settore delle telecomunicazioni.

 

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http://www.corriere.it/scienze_e_te...

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Fonte aggiornamento
http://punto-informatico.it/3029322...

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Fonte aggiornamento del 03.01.2011
http://www.repubblica.it/scienze/20...








 

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