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L'uomo europeo discende da almeno tre popolazioni ancestrali

  Autore: n/a

  giovedì 9 ottobre 2014 ore: 00:00:00 - letto [ 1369 ]

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Gli attuali abitanti del nuovo continente discendono da tre diversi gruppi e non dai due finora conosciuti. Ai risultati dell'importante ricerca, pubblicata sulla copertina di Nature, hanno partecipato anche due scienziati siciliani.

UNO studio genetico ha rivelato una nuova popolazione ancestrale in Europa. La ricerca è di tale rilevanza da essere pubblicata sulla copertina di Nature. Gli attuali europei discenderebbero con molta probabilità da almeno tre popolazioni ancestrali, e non due come ritenuto fino a oggi. La scoperta arriva da un team internazionale di ricercatori del quale fanno parte due siciliani, coordinato dalle Università statunitense di Harvard e tedesca di Tubinga. L'importante risultato è stato ottenuto confrontando il Dna isolato da resti umani ossei di circa 7500 anni fa, rinvenuti in tre siti archeologici dell'Europa centrale e settentrionale, con il Dna di 2.400 individui appartenenti a 200 popolazioni attuali campionate da diverse aree geografiche del mondo. Valentino Romano dell'università di Palermo e Francesco Calì dell'associazione Oasi Maria SS. di Troina Irccs, hanno collaborato allo studio.

La ricerca colma le lacune sulle migrazioni dei gruppi nomadi e sulle dinamiche con le quali si formarono le popolazioni stanziali, con i primi villaggi, transizione che nell'Europa centrale ebbe luogo intorno a 7.500 anni fa, e fu contrassegnata dalla comparsa di un particolare tipo di ceramica, detta "Linearbandkeramik" o "cultura della ceramica lineare". Da chiarire se le innovazioni derivarono dal contatto con gruppi del vicino Medio Oriente che migrarono o se sono da attribuire a sporadici contatti tra popolazioni vicine. Studi recenti sul genoma degli antichi "cacciatori-raccoglitori" e dei primi agricoltori neolitici avevano già suggerito che vi era stata una consistente migrazione di popoli verso l'Europa collegata con la diffusione dell'agricoltura. Questi studi però avevano lasciata aperta la questione su quale fosse stato l'impatto demografico e geografico di queste migrazioni sugli indigeni "cacciatori-raccoglitori", già presenti nel continente europeo. I ricercatori hanno analizzato il Dna isolato da resti ossei preistorici rinvenuti in tre siti archeologici dell'Europa centrale e settentrionale. Il primo reperto rinvenuto a Stoccarda appartiene a un agricoltore neolitico vissuto circa 7mila anni fa, il secondo, rinvenuto a Loschbour nel Lussemburgo, a un "cacciatore-raccoglitore" vissuto 8mila anni fa, mentre il terzo gruppo di reperti ossei appartiene a sette "cacciatori-raccoglitori", rinvenuti a Motala in Svezia e vissuti 8mila anni fa. Il risultato del confronto col Dna di popolazioni attuali è legato alla scoperta che gli attuali europei discenderebbero con molta probabilità da almeno tre popolazioni ancestrali. La prima è una popolazione di "cacciatori-raccoglitori" indigeni; la seconda, una popolazione di agricoltori medio-orientali arrivati in Europa 7.500 anni fa e la terza, scoperta dal team, è presente nella regione euro-asiatica settentrionale e dal punto di vista genetico rappresenta una sorta di "trait d'union" tra europei e nativi americani.

Il Dna di questo terzo gruppo appare diverso, sia da quello dell'antico "cacciatore-raccoglitore" del Lussemburgo sia da quello dei primi agricoltori europei. I dati dimostrano che il terzo gruppo arrivò nell'Europa centrale dopo l'arrivo dei primi agricoltori, anche se al momento non è possibile datarne esattamente l'ingresso. La componente euro-asiatica settentrionale è proporzionalmente la più piccola componente rilevabile in Europa, non supera mai il 20%, ma la si ritrova in quasi tutti i gruppi europei esaminati dallo studio. L'integrazione dei dati del Dna moderno con quelli del Dna antico ha permesso di stabilire che quasi tutti gli attuali europei hanno una componente genetica riconducibile a tutte e tre le popolazioni ancestrali, anche se tra le varie popolazioni europee vi sono differenze nella proporzione di ciascuna delle tre componenti genetiche ancestrali. In particolare gli europei settentrionali hanno una maggiore componente ancestrale simile a quella dei "cacciatori-raccoglitori" - fino a circa il 50% nei Lituani - mentre i meridionali hanno una componente più affine agli agricoltori neolitici, ma anche questi primi agricoltori europei hanno nel Dna una componente riconducibile ai "cacciatori-raccoglitori". Gli agricoltori neolitici dell'Europa centrale non erano del tutto identici dal punto di vista del Dna ai primi migranti provenienti dal Vicino Oriente, che hanno introdotto l'agricoltura in Europa. "Questi nuovi dati", spiega Romano dell'università di Palermo, "supportano l'ipotesi che dopo la Rivoluzione neolitica nell'Eurasia Occidentale deve essersi verificata una profonda trasformazione demografica. La scoperta apre una prospettiva entusiasmante per gli archeologi per comprendere quali culture preistoriche potrebbero essere associate all'arrivo di questa popolazione euroasiatica settentrionale ancestrale".

La popolazione siciliana mostra una forte affinità con le popolazioni del vicino Oriente e risultati simili sono stati ottenuti per i maltesi e per gli ebrei Ashkenazi. "Il dato relativo alla Sicilia", commenta Romano, "non ci sorprende in quanto è compatibile, sia con la copiosa documentazione archeologica che attesta di duraturi e intensi rapporti tra l'isola e il vicino Oriente nei periodi preistorico e protostorico, sia con i numerosi studi di archeogenetica della popolazione siciliana pubblicati negli ultimi 15 - 20 anni, dal nostro gruppo di ricerca". Una parte dei campioni di Dna siciliani analizzati sono stati isolati da sangue di donatori della Sicilia sud-orientale rivoltisi all'Unità Operativa complessa di Medicina Trasfusionale - Centro dell'Azienda ospedaliera Umberto I di Siracusa. Un altro dato emerso dallo studio riguarda la quantificazione della frazione di Dna di Neanderthal presente nel genoma dei 9 scheletri che è risultata essere pari a circa il 2%. Una conferma agli studi sul genoma nucleare che hanno dimostrato che i Neanderthal si sono accoppiati con individui della nostra specie.



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Fonte
http://www.repubblica.it/scienze/20...








 

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