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Ricaricare la batteria dell'iPhone con il forno a microonde, qualcuno ci crede e vengono bruciati migliaia di cellulari

  Autore: Giulia Aubry

  giovedì 25 settembre 2014 ore: 00:00:00 - letto [ 978 ]

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Attenzione, non ricaricate il vostro iPhone nel microonde. Se questo messaggio vi sembra superfluo o paradossale, non siete rimasti vittima del fake diffusosi negli ultimi giorni nel web 2.0 e nei social network e che indicava come, con il nuovo sistema operativo iOS8, fosse possibile ricaricare la batteria del proprio iPhone inserendolo nel forno a microonde di casa. Con la sola raccomandazione di non lasciarlo per più di 300 secondi.

Lo scherzo risale in realtà allo scorso mese di agosto e sarebbe nato all’interno del sito imageboard 4chan, già noto per la produzione di disegni anime e recentemente responsabile del macabro manga sul virus Ebola. Con un’immagine, costruita sulla falsa riga di quelle contenute nel sito e nelle comunicazioni ufficiali della Apple, veniva annunciato che il sistema operativo iOS8, rilasciato in concomitanza del lancio dell’iPhone 6 avrebbe contenuto un’importantissima novità.

Grazie alla funzione “wave”, infatti, sarebbe stato possibile ricaricare completamente il proprio smartphone inserendolo nel forno a microonde per poco più di una manciata di secondi, per la precisione 60 a 700w e 70 a 800w.

Non essendo ancora il nuovo sistema operativo Apple disponibile, però, l’informazione è stata inizialmente messa da parte da quanti, per un motivo o un altro, ne sono venuti a conoscenza.

E in pochi ne hanno discusso la natura o l’attendibilità. Con l’entusiasmo per il lancio del nuovo iPhone6 e la notifica, anche sulle passate versioni dello smartphone, della disponibilità di aggiornamento a iOS8 qualcuno ha ritirato fuori il messaggio che è tornato a circolare su siti, mail e social media. Il risultato? Decine e decine (qualcuno parla addirittura di migliaia) di iPhone cotti a puntino nel forno a microonde.

In realtà una campagna fake analoga era già stata creata per il lancio dell’iPhone5. Allora però la novità era l’impermeabilità dello smartphone. Il messaggio però (forse perché di minor impatto rispetto alla ricarica di batterie che, notoriamente, durano troppo poco) non aveva avuto apparentemente lo stesso “successo” e, forse, proprio questo ha spinto gli ideatori ad alzare la “posta in gioco”.

È così subito scattata la campagna anti-stupidi su twitter, che utilizza lo stesso hashtag #Applewave creato dagli autori dello scherzo per diffondere la bufala.

Tra chi mette in relazione capacità intellettive e utilizzo dell’iPhone (probabilmente fruitori di Samsung e Android) e chi sottolinea l’impressionante numero di “creduloni” che rafforzano le proprie convinzioni navigando nel web, è tutto un fiorire di commenti tra l’ironico, il divertito e il preoccupato.

Va detto, per essere onesti, che le ripercussioni nazionali sembrano essere state poche. Non si registrano troppi casi di cellulari italiani andati in fumo.

Resta il fatto, però, che ora non ci si interroga più solo sull’opportunità di spendere centinaia di euro per un cellulare, ma sulla capacità di spenderli per poi mandarli tanto stupidamente in fumo.

In fondo, come sosteneva Einstein, solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, e sulla prima persistono dei dubbi. Il web e gli smartphone sembrano contribuire a un’ulteriore estensione in tal senso.



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Fonte
http://www.ilmattino.it/articolo.ph...








 

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