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Fumi molto? Addio memoria

  Autore: n/a

  venerdì 15 dicembre 2006 ore: 00:00:00 - letto [ 3960 ]

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La nicotina fa male al cervello. Oltre a danneggiare seriamente polmoni e vasi sanguigni, il fumo di sigaretta è una minaccia anche per il sistema nervoso centrale.

Per la prima volta uno studio francese ha dimostrato che a lungo andare la nicotina impedisce alle cellule nervose (neuroni) di rigenerarsi, compromettendo la capacità di apprendere e la memoria. La ricerca, pubblicata sul Journal of Neuroscience e condotta da un gruppo di psicobiologi dell'Inserm, costringe, dati alla mano, a riconsiderare gli effetti positivi sul 'risveglio' dell'attenzione finora attribuiti alla nicotina.

Insomma, attenzione d'ora in poi a considerare la sigaretta un indispensabile mezzo per trovare concentrazione. Dimostra infatti esattamente il contrario quello che i responsabili dello studio hanno osservato 'in vivo' nel cervello dei ratti, grazie a particolari tecniche di marcatura delle cellule nervose. I nuovi dati smentiscono decisamente anche l'ipotetico effetto protettivo della nicotina nei confronti dei neuroni ipotizzato in passato e mai finora dimostrato.

I ricercatori, coordinati da Pier Vincenzo Piazza e Djoher Nora Abrous, hanno studiato gli effetti della nicotina sulla plasticità del cervello, ossia sui cambiamenti nelle funzioni e nella struttura di una particolare regione dell'ippocampo del ratto adulto. Hanno osservato cioè quello che accade nella 'culla' dei neuroni, l'area in cui le nuove cellule nervose si formano e vanno a reintegrare le riserve di cellule di cui il cervello ha bisogno per apprendere e ricordare.

Tre i fenomeni sui quali si è concentrata l'attenzione dei ricercatori per studiare gli effetti della nicotina: la produzione di nuovi neuroni (neurogenesi); l'espressione della molecola di aderenza Psa-Ncam, una sorta di detector biochimico che permette di seguire i neuroni neonati nel cammino verso la formazione di nuove connessioni; la morte cellulare.

Tutti questi fenomeni sono stati osservati nel cervello di quattro gruppi di ratti, ai quali sono state somministrate (oche potevano autosomministrarsi) differenti dosi di nicotina (zero, 0,02, 0,04 e 0,08 milligrammi per kg di peso). La nicotina è stata somministrata per via intravenosa, dato che con questa modalità i tempi di assimilazione e di degradazione della sostanza nei ratti sono molto simili a quelli dell'assorbimento nell'uomo attraverso le sigarette.

Per 42 giorni, per un'ora al giorno, i ratti hanno assimilato la loro dose di nicotina. Quindi, grazie a tecniche di marcatura, sono state evidenziate le cellule nervose appena formate e il loro numero è stato confrontato con la quantità di nicotina assunta. è risultato che nei topi 'fumatori' la formazione dei nuovi neuroni viene fortemente ridotta e che la riduzione è tanto più forte quanto più alta è la dose di nicotina assunta.

Nei ratti che hanno ricevuto le dosi maggiori il numero dei nuovi neuroni si è praticamente dimezzato rispetto ai ratti che hanno ricevuto zero nicotina, così come si riduce del 44% la loro capacità di migrare e formare nuove connessioni. Anche la morte cellulare, infine, è più marcata nei ratti che assumono più nicotina.



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