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Una molecola dei vermi nematodi trasforma in buoni i grassi cattivi

  Autore: n/a

  venerdì 15 dicembre 2006 ore: 00:00:00 - letto [ 4784 ]

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Il pericoloso grasso omega-6 che favorisce l'insorgenza dell'arteriosclerosi potrebbe essere tramutato in quello buono omega-3

Un'altra scoperta dai vermetti nematodi, diventati famosi grazie ai tre premi Nobel per la Medicina assegnati lo scorso ottobre: hanno una molecola chiamata fat-1 che trasforma un grasso pericoloso (l'omega-6), in grasso buono (omega-3); un processo naturale che potrebbe diventare un farmaco per proteggere il cuore

La scoperta arriva dal College di Medicina della Georgia, grazie al lavoro del gruppo di Steffen Meiler che ora promette di realizzare una sostanza protettiva da usare soprattutto per i pazienti che devono subire operazioni al cuore. Come hanno spiegato i ricercatori, l'omega-6 è nocivo per le arterie dell'uomo, perché può contribuire all'insorgenza dell'arteriosclerosi, cioè a formare sulle loro pareti delle placche che ostruiscono il flusso del sangue, mentre l'omega-3 è un grasso buono perché diminuisce gli stati infiammatori dei vasi sanguigni e aiuta a prevenire la formazione di placche che bloccano il flusso di sangue.

Quando i vasi sanguigni sono infiammati, come hanno precisato gli esperti, sulle loro pareti si addensano ed attaccano le cellule del sistema immunitario, cambiando la fisionomia della loro superficie e stimolando la formazione di placche di grasso. La molecola dei vermi fat-1, secondo quanto riportato, ha mostrato di avere effetti benefici sulle cellule che formano le pareti dei vasi nell'uomo, fatte crescere in laboratorio.

Gli scienziati hanno osservato che fat-1 è in grado di dimezzare il numero di cellule immunitarie che si attaccano su di loro. La dieta occidentale è, secondo quanto hanno riferito gli esperti, ricca di Omega-6, mentre Omega-3 si trova soprattutto nei pesci, inclusi il tonno, lo sgombro e il salmone. Fat-1, secondo gli studiosi, potrebbe divenire il principio attivo di un farmaco da usare nel periodo finestra, subito prima e subito dopo interventi chirurgici, per pazienti che devono subire operazioni al cuore. In questi periodi le infiammazioni a carico del sistema circolatorio sono ad alto rischio per l'insorgere di complicazioni cardiache post-operatorie. Il prossimo obiettivo è testare la molecola su animali.



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