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Vitamine in sovrabbondanza? Rischio di tumori e depressione

  Autore: n/a

  domenica 17 dicembre 2006 ore: 00:00:00 - letto [ 10911 ]

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Una ricerca effettuata in Gran Bretagna ha stabilito che l'assunzione di vitamine al di fuori dei limiti stabiliti può provocare malattie e notevoli danni irreversibili all'organismo

Il Governo britannico suona un altro campanello d'allarme contro le vitamine in pillole: se prese in grandi quantità e per periodi prolungati, possono provocare il cancro, danneggiare il fegato e portare alla depressione. Dopo un analogo avvertimento lanciato meno di un anno fa, l'ente governativo per gli standard alimentari -la Food Standard Agency (Fsa)- rincara così la dose contro un'industria multimiliardaria, già scossa nel luglio del 2002 da una pesante accusa dell'Università di Oxford.

Il prestigioso ateneo inglese aveva infatti già messo in guardia milioni di consumatori che le vitamine in pillole sono solo una perdita di tempo e di denaro, sottolineando che non aiutano affatto a proteggersi contro le malattie, né tantomeno ad evitare l'infarto o il cancro. Oltre 10 milioni di britannici ricorrono ogni giorno alle vitamine in barattolo per tenere il passo con uno stile di vita sempre più frenetico, ma quest'ultima bordata della Fsa rischia di erodere la fiducia riposta in un prodotto che negli ultimi anni ha conosciuto un vero e proprio boom. Non manca in Gran Bretagna, infatti, chi crede talmente nei poteri delle vitamine in pillole da farne un uso esagerato. Ed è proprio contro questi eccessi che la Fsa vuole intervenire, in particolare con nuove direttive sulle quantità ritenute sicure per ciascun tipo di prodotto.

Gli esperti dell'ente hanno esaminato 31 vitamine e minerali comunemente offerti sul mercato sotto forma di pillole ed hanno concluso che la maggior parte di queste sostanze sono sicure, ma solo se consumate entro i limiti prestabiliti. Oltre i limiti indicati nelle avvertenze, cinque di esse possono causare danni irreversibili all'organismo.

Nel rapporto, gli esperti dell'Fsa non si limitano a fare i nomi delle sostanze sotto accusa, ma avvertono anche contro le possibili conseguenze. Il primo imputato è il beta-carotene, che in natura si trova negli spinaci, nelle carote ed in alcuni tipi di frutta. L'Fsa raccomanda un consumo in pillole di questa sostanza non superiore ai 7 milligrammi al giorno. Oltre questo limite, il beta-carotene può aumentare il rischio di cancro ai polmoni per i fumatori e coloro che sono esposti alla polvere d'amianto. C'è poi il manganese, contenuto nel pane, in alcuni vegetali e nei cereali. Qui il limite è di 4 milligrammi al giorno ed i rischi riguardano possibili danni ai muscoli ed al sistema nervoso. Segue l'acido nicotinico, cioè la vitamina PP, che può danneggiare le cellule, accompagnato dal fosforo (non oltre 250 milligrammi al giorno), pericoloso per tutti gli organi ed i tessuti. Infine, c'è lo zinco (fino a 25 milligrammi al giorno), che può danneggiare il sistema immunitario, indebolire la struttura ossea e portare all'anemia.

Ma le raccomandazioni della Fsa non si fermano qui. Oltre a queste sostanze, considerate maggiormente a rischio poiche' possono provocare danni irreversibili, ci sono altre sostanze che possono tradursi in danni temporanei. Tra queste ci sono la vitamina B6, la vitamina C, il calcio ed il ferro. Per la vitamina B6 la Fsa raccomanda un consumo massimo di 10 milligrammi al giorno (a meno una specifica prescrizione medica). Grosse quantità di vitamina B6 (oltre 200 milligrammi) possono portare ad una perdita della sensibilità nelle braccia e nelle gambe. La vitamina C (non più di 1.000 milligrammi al giorno) può causare mal di stomaco e diarrea, così come il calcio (1.500 milligrammi), mentre il ferro (17 milligrammi) può provocare nausea, diarrea e vomito.

''Anche se nella maggior parte dei casi è possibile trovare tutti i nutrienti necessari in una dieta equilibrata, molta gente ricorre alle vitamine in pillole - ha affermato il presidente della Fsa, Sir John Krebs -. Ma l'elevato consumo di queste sostanze durante un periodo prolungato può essere pericoloso". Krebs ha quindi spiegato che, con questo rapporto, la Fsa vuole ''aiutare i consumatori e fare scelte più informate''. Di fronte al parere del governo, l'industria delle vitamine in pillole ha risposto con diplomazia: ''Oltre ad incoraggiare una dieta salutare per raggiungere un buon equilibrio nutrizionale - ha commentato la dottoressa Ann Walker, consulente dell'organizzazione Health Supplements Information Service - le vitamine possono svolgere un ruolo importante nella salute individuale qualora il fabbisogno (giornaliero) non fosse soddisfatto dal solo cibo".

Ma i proprietari dei negozi specializzati non sono così calmi. Secondo loro, riporta il quotidiano The Times, il rapporto del governo non è che l'ennesima ''reazione dello 'Stato-bambinaià', che vuole proteggere i consumatori e da tutto e da tutti. Nella sola Gran Bretagna, questa industria fattura l'equivalente di oltre 450 milioni di euro all'anno ed il settore al dettaglio ha già annunciato che risponderà alla Fsa con altrettanti studi scientifici. Oggi il 40% delle donne ed il 30% degli uomini nel Paese ricorrono alle vitamine in pillole per integrare la dieta pensando che questi prodotti possano allungare la vita. Secondo Sir Krebs, invece, i consumatori dovrebbero conoscere i rischi di lungo periodo di queste sostanze.

Commentando lo studio dell'ente governativo britannico per gli standard alimentari, Lucio Caprino, farmacologo dell'università La Sapienza di Roma, ha affermato che solo in caso di una reale carenza è utile e vantaggioso assumere vitamine e sali minerali sotto forma di integratori, in caso contrario è inutile e può essere in alcuni casi dannoso. Secondo lo studioso, sulle vitamine che vengono vendute come prodotti medicinali si può stare più che sicuri perché esiste un controllo sui dosaggi, mentre il problema che negli ultimi anni ha fatto grande scalpore nasce invece per gli integratori alimentari a base di vitamine. Esistono infatti dei limiti di assunzione giornalieri, spiega Caprino, che non andrebbero superati, limiti più difficili da controllare in questi casi. ''Le vitamine - ha sottolineato l'esperto - si devono prendere quando si verifica una carenza e l'idea che esse possano fare miracoli per il benessere delle persone non è mai stato dimostrato. Non è stato dimostrato neanche che la vitamina C sia realmente efficace contro il raffreddore''.

Alcune vitamine, se assunte quando non è necessario, ha anzi rincarato la dose il farmacologo, possono anche essere pericolose: sono le cosiddette vitamine liposolubili, in particolare la vitamina A e D. Neanche con la nota vitamina C si dovrebbe esagerare: ''nell'adulto - ha aggiunto Caprino - può provocare la precipitazione di acido urico e causare la formazione di calcoli". Per quanto riguarda i sali minerali, la loro assunzione tramite integratori ha un significato solo se si ha una dieta scorretta e carente di alcuni alimenti. Se al contrario si segue una dieta variata, che prevede di tutto in piccola quantità, non si ha bisogno di ulteriore integrazione. ''Solo in caso di abbondante sudorazione - ha infine ricordato - vista la perdita di sali minerali, può essere utile l'assunzione di sali di sodio e potassio". Purtroppo però, la mentalità dilagante, ha spiegato l'esperto è la seguente: ''più ne prendo e meglio sto''. Sul fronte della legislazione, dal 1994 il Ministero della Sanità ha escluso prodotti come gli integratori alimentari dalla classe dei farmaci e quindi dalla relativa legislazione, perché la loro efficacia, sempre secondo quanto ha riferito Caprino, non è dimostrata.

Il tema è assai vivo anche a Bruxelles dove è stata da poco varata una legge sugli integratori che si è fermata ad un solo aspetto e cioè al contenuto di sali minerali; manca ancora una vera regolamentazione per le vitamine.

Di parere difforme è Alberto Fidanza, professore di fisiologia della nutrizione dell'università La Sapienza di Roma, e presidente del centro internazionale di vitaminologia. Secondo Fidanza, le vitamine sono sostanze naturali che, anche se prodotte per sintesi, svolgono quando assunte con gli integratori vitaminici degli effetti protettivi di notevole importanza. Il nutrizionista si dichiara in totale disaccordo ''sulla pericolosità dell'assunzione delle vitamine che, addirittura, farebbero ammalare''. ''Le vitamine - continua Fidanza - ci difendono dai danni da radicali liberi, dall'azione cancerogena delle nitrosammine, dall'inquinamento ambientale e dai danni provocati dai raggi ultravioletti. Sul cuore e sul sistema nervoso, come migliaia di ricerche scientifiche effettuate in tutto il mondo hanno documentato, le vitamine ed in particolare vitamina C, E e beta-carotene, proteggono dai danni provocati dall'aumento del colesterolo e dell'omocisteina" conclude il nutrizionista.



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