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Non uno, ma due orologi interni regolano sonno-veglia

  Autore: n/a

  domenica 17 dicembre 2006 ore: 00:00:00 - letto [ 4574 ]

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Secondo una ricerca amercicana, due 'meccanismi' formano un circuito integrato che garantisce due momenti di massima allerta nella giornata

Non uno ma due sono gli orologi nel nostro corpo: un circuito principale noto da qualche anno che regola i ritmi sonno-veglia, ed uno secondario, appena scoperto dai ricercatori dell'Università del Texas che dà una spinta al nostro stato di allerta sul far della sera quando la stanchezza si comincia a far sentire. Insieme formano un circuito integrato che garantisce due momenti di massima allerta nella giornata con una pausa centrale, ed insieme realizzano un sistema che rende efficiente al 100% la regolarità del ritmo del riposo.

Lo riferisce dopo uno studio su topi Steven McKnight nelle pagine di Science, spiegando che senza questo secondo orologio il corpo non sente più la necessità della pennichella pomeridiana e non è più capace di adattarsi agli stimoli esterni. La sua scommessa è, come riferito in un intervento, che nell'uomo, in assenza del secondo orologio, si perda anche la capacità di adattarsi a cambiamenti dei ritmi giorno-notte, come avviene per esempio nella rotazione dei turni di lavoro.

'L'orologio che abbiamo scoperto lavora in maniera parallela ed analoga a quello principale, disposto nel nucleo suprachiasmatico, che si trova nell'ipotalamo', spiega l'esperto, aggiungendo che il nuovo orologio è invece nel sistema limbico, dove sono elaborati gli stimoli e le emozioni. Il sistema limbico, precisa McKnight, si trova invece nel cervello anteriore ed a questo livello arrivano stimoli come quello della fame, del tatto, del dolore, del freddo, del caldo e molti altri.

Come l'orologio principale è regolato dall'attività di un gene chiamato Clock, quello secondario, prosegue lo scienziato, lo è a sua volta ma da uno chiamato NPAS2. I due geni, rileva McKnight, si spengono ed accendono maniera periodica guidati rispettivamente dalla luce e dagli stimoli, rendendo altalenante la quantità di due sostanze che scandiscono il tempo.

Secondo quanto riferito, gli scienziati sono arrivati alla scoperta del secondo orologio lavorando su topi cui modificavano il normale ritmo sonno veglia nonché quello di ricerca del cibo. Come precisato, erano stati loro stessi a trovare il gene NPAS2, ma sono passati almeno 4 anni prima che ne svelassero il meccanismo d'azione: niente di più semplice, NPAS2 funziona proprio come Clock.

'Normalmente - afferma McKnight - i due sistemi sono in sincronia, ma possono anche sfasarsi'. E' quel che è avvenuto, racconta, dando ai topi il cibo di giorno, questi non solo hanno cominciato a mangiare di giorno invece che di notte come loro abitudine, ma si sono perfettamente adattati in poco tempo muovendosi ed essendo attivi di giorno. Senza il gene però, aggiunge, i topi non erano capaci di questo adattamento. 'Sembra chiaro che la funzione del secondo orologio sia di garantire l'adattamento agli stimoli ma - dice - rimane da capire perché l'assenza del gene impedisce ai topi di fare la siesta, come abbiamo evidenziato negli esperimenti'.

'La nostra ipotesi è che questo orologio dipendente da stimoli sia anche cruciale nell'uomo per l'adattamento alla rotazione dei turni di lavoro, ma - rileva McKnight - questa rimane per ora una speculazione, mentre per quel che riguarda le implicazioni cliniche noi pensiamo che la nostra scoperta sia utile nella cura della depressione, infatti coloro che ne soffrono sono privi di energia di giorno ed insonni la notte'. Capire fino in fondo come controllare appieno i ritmi circadiani, conclude, potrebbe essere utile nella cura di questa patologia.



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