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L’abitudine, tipica dei bambini, di mangiarsi le caccole rafforza il sistema immunitario da germi, batteri e virus

  Autore: n/a

  martedì 30 aprile 2013 ore: 00:00:00 - letto [ 2488 ]

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Chi più chi meno, tutti quanti da piccoli (e molti ancora da adulti) abbiamo passato del tempo a fare le “pulizie” interne del naso.
A questo gesto istintivo, spesso, si aggiungeva l’abitudine di assaggiare quanto estratto con sì tanta dovizia: in pratica ci si mangiava le caccole. E, chi ha figli, sa quanto questo comportamento sia diffuso.

Ma, proprio perché diffusa – e a quanto pare istintiva – questa pratica ha un suo perché: secondo gli scienziati canadesi dell’Università di Saskatchewan è un modo per rafforzare il sistema immunitario che il nostro organismo sfrutta per garantirsi una maggiore salute.

Il biochimico professor Scott Napper e colleghi, hanno infatti ipotizzato che questa “compulsione”, tipica di molti bambini, è un modo con cui la Natura spinge gli esseri umani ad adottare un certo comportamento, perché va in qualche modo a nostro naturale vantaggio.

La mucosa nasale, spiegano gli scienziati, intrappola germi, batteri e anche virus impedendo a essi di arrivare ai polmoni. Diviene così possibile che se mangiamo quanto prodotto dalla mucosa, l’esposizione a questi germi potrebbe effettivamente aiutare a creare l’immunità.

Questa pratica «potrebbe insegnare al vostro sistema immunitario a cosa è più probabile si possa essere esposti, per cui questo potrebbe servire quasi come una vaccinazione naturale, se vogliamo», ha spiegato il prof. Napper all’emittente CTV Saskatoon.

Cibarsi delle proprie produzioni nasali potrebbe dunque essere meglio che non soffiarle via nei fazzoletti. E’ possibile, ha infatti sottolineato Napper, che soffiando il naso nei fazzoletti potremmo defraudare i nostri corpi della possibilità di sviluppare anticorpi preziosi.
Sebbene l’idea condivisa da Napper e colleghi sia ancora molto preliminare, ha comunque ottenuto molta attenzione da parte degli scienziati.

Il prossimo, naturale, passo sarà ora quelli di condurre uno studio clinico. L’idea è quella di utilizzare un certo tipo di molecola che potrebbe essere inserita nel naso di un gruppo di volontari, la cui metà dei partecipanti dovrebbe raccoglierla dal loro naso e mangiarla, e poi vedere se la molecola può far loro dei danni o meno. In sostanza, capire se il “cibo” che viene dal naso è salutare o meno – oltre che gustoso, stando a quanto dichiarano i bambini che se lo gustano appunto con particolare piacere.



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Fonte
http://www.lastampa.it/2013/04/29/s...








 

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