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Presto il paziente inghiottirà il chirurgo

  Autore: n/a

  domenica 17 dicembre 2006 ore: 00:00:00 - letto [ 2958 ]

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Arriva il minirobot in una capsula che si ingerisce e che oltre a diagnosticare eventuali problemi interni dell'intestino, può all'occorrenza intervenire con prelievi o piccoli interventi chirurgici

Il paziente la manda giù con un bicchiere d'acqua, e nella capsula ci sono un minuscolo robot, una microtelecamera e un microbisturi. Viaggiando all'interno dell'intestino e muovendosi come fa un millepiedi, scruta, fa diagnosi e, se è il caso, opera. L'idea è di un italiano, il professor Paolo Dario di Pisa. Tra dodici mesi il primo esperimento sull'uomo, proprio nella città toscana, dopo le prove positive su animali e su modelli umani.

L'annuncio della nascita della nanochirurgia è stato dato dal professor Mark Oliver Schurr nella giornata inaugurale del Congresso della Società Italiana di Chirurgia a Napoli, presieduto dal professor Mario Luigi Santangelo. Il professor Schurr è uno degli studiosi tedeschi che, con colleghi sud coreani, collabora con Paolo Dario, docente di Robotica biomedicale della Scuola superiore Sant'Anna di Pisa.

'E' una metodica completamente innovativa - dice Schurr incontrando i giornalisti - che promette molto. Gli esperimenti vanno molto bene in Italia, tanto che manca poco tempo al primo intervento clinico sull'uomo. Questo robot, che noi chiamiamo robot-verme perché si muove attaccato alla parete dell'intestino come un bruco, avanza un poco e poi si raggruppa e di nuovo avanza, per non procurare dolore al malato. Una volta arrivato nell'area operatoria, il robot telecomandato dal chirurgo, che sta accanto al paziente, comincia a far funzionare la telecamera e ad operare. Se ha portato con sé un bisturi incide; altrimenti, se ha una pinza, preleva un frammento di tessuto e cioè compie una biopsia'.

E' un sistema robotico miniaturizzato costituito da tre moduli: una 'navicella madre' che incorpora microvalvole pneumatiche grazie alle quali si contrae e si distende, muovendosi proprio come un bruco; un microbraccio snodato in due sensi, che porta una microtelecamera; e un elemento di controllo. Il primo annuncio di questo nuovo progetto venne dato nel settembre del 1996.

Secondo il professor Licinio Angelici, tra i chirurghi maggiori esperti di nuove tecnologie, 'si tratta di una metodica di grande speranza, vanto della ricerca italiana. Finalmente è arrivata la tecnica che consente al medico di fare diagnosi chiara nell'intestino tenue, che fino ad ora non sapevamo come raggiungere'.



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