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Zainetti e giubbotti antiproiettile per andare a scuola

  Autore: Anna Guaita

  lunedì 29 aprile 2013 ore: 00:00:00 - letto [ 3029 ]

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E’ ora di andare a scuola. Il pulmino arriva fra pochi minuti. Ecco i bambini che si caricano lo zainetto sulle spalle. E’ allegro, colorato e pieno di libri. Ma ha qualcosa di strano: è grosso, lungo, li copre quasi interamente. Scomodo? Un po’ troppo pesante? Sì, è vero. Ma questo è uno zainetto speciale. Fa le veci di un giubbotto antiproiettile.

I genitori americani li stanno comprando a migliaia, e alcune scuole private lo consigliano, mentre le scuole pubbliche in perenne economia hanno chiesto al produttore se non può cercare di abbassarne i costi.

Gli zainetti sono venduti anche nella versione “totale”, cioè attaccati a un giubbotto che si chiude sul davanti, in modo da offrire protezione a 360 gradi. Sono prodotti dalla Elite Sterling Security, un’azienda creata da Miguel Caballero, un imprenditore colombiano che si è specializzato in abbigliamento in kevlar durante le guerre narcos. Di recente la Elite ha cominciato a produrre abbigliamento anche per bambini.

Che un giorno si dovesse arrivare a mandare i propri figli a scuola armati di uno scudo come i legionari romani sarebbe sembrato un sacrilegio solo qualche anno fa. Ma questa è la nuova realtà americana. La sparatoria di Newtown ha fatto impressione in tutto il mondo. Ma la verità è che il massacro del Connecticut è arrivato dopo tante altre sparatorie, alcune minori, neanche rilevate dalla stampa internazionale, ma certo abbastanza scioccanti nelle comunità che ne sono state colpite. E i genitori sono pronti a tutto pur di proteggere i propri bambini, anche a costringerli a portarsi addosso un peso extra.


Sicurezza non lowcost. Lo zainetto antiproiettile pesa un chilo e mezzo e costa dai 350 dollari in sui.

Ma non è l’unica difesa che genitori e presidi stanno adottando. Moltissimi provveditorati hanno chiesto “corsi di sopravvivenza in caso di crisi armata” ad ex agenti dell’Fbi e altri esperti. Veri e propri allenamenti vengono organizzati di concerto con le forze dell’ordine.

E non solo per insegnare ai ragazzi come e dove scappare, e ai professori come proteggerli, ma anche per imparare come coordinare i soccorsi. Uno dei problemi a cui nessuno aveva pensato prima, e che può risultare mortale, è che quando accorrono polizia, ambulanze e vigili del fuoco, si può creare un ingorgo di mezzi, per cui le ambulanze non hanno il percorso libero per correre agli ospedali.

Per salvare vite in caso di altri attacchi, migliaia di scuole si stanno anche fornendo di pannelli antiproiettile.

Quelli bianchi, grandi proprio come uno scudo, stanno appesi al muro e sembrano delle piccole lavagne, e difatti hanno una superficie su cui si può scrivere con i pennarelli. Atri sono decorati con i colori dell’arcobaleno e sono incollati alle porte. Quelli appesi al muro possono diventare uno scudo dietro il quale i bambini possono ripararsi nel caso di sparatorie, quelli appesi alle porte impediscono che qualcuno possa penetrare nell'aula aprendosi un varco a colpi di pistola.

Battaglia politica. Certo, davanti a tutto questo organizzarsi, la domanda più naturale sarebbe: ma che fine ha fatto la lotta per ridurre il numero delle armi e rendere più difficile comprarle?

Bene, una delle proposte più importanti del presidente Obama è stata bocciata al Senato, quella sull'allargamento a tutti gli Stati di un sistema federale di controllo del background del possibile acquirente di un’arma. La National Rifle Association l’ha vista come una forma di controllo e di intrusione nei diritti dei singoli cittadini e così al Senato non si è arrivati alla necessaria maggioranza. Tuttavia succede che alcuni senatori che si sono opposti alla legge hanno perso in popolarità, mentre altri che avevano cercato un compromesso super partes sono diventati molto più popolari. Questo fatto fa sperare che un nuovo tentativo sia possibile. Dopotutto, il 90 per cento dell’opinione pubblica è favorevole ai controlli che terrebbero le armi lontane dalle mani di persone instabili di mente o con un passato criminale o di abuso di sostanze stupefacenti.

Ma anche con nuove leggi, non c’è modo di nascondere il sole con un dito: nel Paese ci sono già tantissime armi, praticamente una pistola o un fucile pro capite. Criticare o ironizzare sui genitori che caricano i propri figlioletti con uno zainetto antiproiettile può venire spontaneo in Paesi come il nostro, o comunque un qualsiasi Paese europeo. Ma qui il rischio c’è ed è reale. E un po’ di scoliosi invece di un proiettile sembra dopotutto una scommessa accettabile.



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fonte
http://www.ilmessaggero.it/articolo...

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Il produttore dell'abbigliamento antiproiettile
http://miguelcaballero.com/en/portf...








 

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