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Un italiano su due vittima almeno una volta di allergie

  Autore: n/a

  domenica 17 dicembre 2006 ore: 00:00:00 - letto [ 4009 ]

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Secondo gli esperti si sono ormai raggiunte nel mondo dimensioni da epidemia in quanto in alcuni Paesi i casi aumentano del 20 per cento l'anno

Un italiano su due almeno una volta nel corso della vita è stato vittima di una manifestazione allergica: un dato che fa delle allergie un'epidemia su scala mondiale, come testimoniano i risultati di due recenti studi epidemiologici, uno italiano e uno internazionale, presentati a Roma alla Giornata Nazionale delle Allergie organizzata da Società italiana di allergologia e immunologia clinica (Siaic) e dall'Associazione italiana di aerobiologia.

'Finora le principali forme di allergie sono state considerate singolarmente, ma lo studio multicentrico condotto dalla Siaic ne ha misurato per la prima volta la prevalenza cumulativa e dimostra che, considerate globalmente, le malattie allergiche colpiscono oltre il 50% della popolazione', ha detto l'immunologo Gianni Marone, dell'università Federico II di Napoli. Soltanto nei bambini e nei giovani rinite allergica, asma bronchiale, eczema atopico, eczema da contatto, orticaria e allergie alimentari hanno una diffusione che oscilla fra il 31% e il 65%.

Dati definiti 'preoccupanti' da Marone, confermati dallo studio internazionale Isaac (International Study of asthma and allergy in children), condotto in 20 Paesi. 'Negli ultimi dieci anni - ha osservato Marone - le allergie sono aumentate in tutti i Paesi esaminati, compresi quelli in cui finora le allergie erano assenti, come Norvegia, Giappone, Taiwan e Papua Nuova Guinea'. E dovunque le allergie sono in costante aumento, visto che i casi aumentano al ritmo del 20% ogni anno, ha osservato il presidente della Siaic , Giorgio Tonietti.

Le cause di questa diffusione senza precedenti? 'Sono molto complesse - ha detto Tonietti - perché entrano in gioco sia fattori genetici sia ambientali'. Tra questi ultimi, gli esperti segnalano l'arrivo nelle città di nuove piante allergeniche, prime fra tutte l'ambrosia, una pianta infestante arrivata dagli Stati Uniti e oggi diffusa soprattutto in Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna.

Per questo motivo, un vademecum per un verde pubblico senza rischio di allergie viene inviato in questi giorni per iniziativa della Siaic ai sindaci dei capoluoghi di provincia e agli assessorati all'ambiente di Regioni e Province. Il vademecum comprende 81 fra alberi e piante ornamentali a zero rischio allergie, la guida al verde pubblico sicuro messa a punto dal vicepresidente della società scientifica, Angelo Passaleva, e dal botanico Giuseppe Frenguelli, dell'universita' di Perugia.

'In troppi giardini pubblici e privati c'è un abuso di alberi che contribuiscono ad aumentare drasticamente il contenuto di pollini allergenici nell'atmosfera delle citta'', scrivono i due esperti. Cipressi, olivi e betulle sono tra i primi accusati, insieme a ontani e noccioli. Caratteristiche delle quali non si è tenuto contro, considerando che negli ultimi decenni sono stati decine di migliaia i cipressi piantati in molte aree affacciate sul Mediterraneo. Sono invece promosse e fanno parte delle 81 piante sicure abeti, pini e aceri, ippocastani, magnolie, palme, biancospini, meli, mirti, robinie e querce, sambuchi e tamerici, tuie e olmi. Ce n'è, insomma, per tutti i climi e per tutti i gusti.

'Queste piante potranno gradualmente sostituire quelle allergeniche', ha osservato Passaleva. 'Ciò non significa che bisogna procedere a tagliare alberi secolari o riorganizzare vecchi impianti ormai consolidati - rilevano i due esperti nell'articolo - o intervenire in modo drastico su strutture storiche con una certa valenza artistica, come molti giardini e parchi presenti nelle nostre città, ma semplicemente si tratta di indirizzare gli urbanisti e gli addetti alla progettazione delle aree versi verso una scelta che non porti all'introduzione di altri esemplari appartenenti a specie considerate attualmente a rischio di liberare molecole in qualche maniera dannose per la salute pubblica'.

Andrebbero invece eradicate quanto prima le nuove piante infestanti che cominciano a diffondersi in Italia, come l'ambrosia elatior, arrivata dagli Stati Uniti, forse insieme ad altre sementi o forse tramite i piccolissimi semi, trasportati dalle scarpe dei turisti. 'E' una pianta infestante, che si diffonde in aree degradate', osserva Passaleva e al momento è diffusa solo in alcune regioni del Nord, come Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna. E' arrivata qualche anno fa e lentamente si sta facendo strada, avanzando al ritmo di 10 chilometri l'anno.



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