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Creati microrganismi che producono combustibile naturale, che può essere usato direttamente nei motori delle auto senza modifiche, del tutto simile al diesel in commercio

  Autore: n/a

  mercoledì 24 aprile 2013 ore: 00:00:00 - letto [ 1611 ]

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CREARE carburanti puliti sfruttando l'enorme potenziale che la natura ci mette a disposizione con i progressi della scienza. Uno dei "sacri graal" della ricerca, che, a colpi di studi e sperimentazioni, sta facendo passi in avanti. Ora, sono stati ottenuti batteri geneticamente modificati che producono biocarburante su richiesta: identico a quello in vendita nei distributori. Il risultato, pubblicato sulla rivista dell'Accademia di Scienze degli Stati Uniti (Pnas), si deve a un gruppo coordinato dal britannico John Love dell'università di Exeter a Devon.

Saranno comunque necessari ancora molti passi prima di arrivare alla commercializzazione, ma si tratta di un primo passo consistente verso un biocarburante diverso da quelli ottenuti finora. Questo combustibile naturale infatti può essere utilizzato direttamente nei motori delle automobili senza che questi debbano subire modifiche, come invece accade per i biocarburanti attuali, che in questo modo incontrano solo una piccola frazione di mercato.

Per ottenere queste 'fabbriche' naturali di carburante i ricercatori hanno sfruttato la naturale capacità dei batteri Escherichia coli di trasformare gli zuccheri in grasso per costruire le loro membrane cellulari, e li hanno poi aiutati a trasformare i grassi in carburante inserendo nel loro Dna i geni del metabolismo prelevati da altri due tipi batteri: il Photorhabdus luminescens e il cianobatterio Nostoc punctiforme. Le molecole prodotte sono strutturalmente e chimicamente identiche a 10 tipi di carburante diesel comunemente in commercio.

"Il nostro obiettivo – sottolinea Love – è ottenere un biocarburante che può essere utilizzato senza dover modificare i motori delle automobili. Sostituire il diesel convenzionale con un biocarburante sarebbe un enorme passo verso il raggiungimento dell'obiettivo di ridurre dell'80% le emissioni di gas a effetto serra entro il 2050". La domanda globale di energia, prosegue il ricercatore, è in aumento e un combustibile che è indipendente sia dalle oscillazioni del prezzo del petrolio sia dalle instabilità politiche "è una prospettiva sempre più attraente".



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Fonte
http://www.repubblica.it/scienze/20...








 

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