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Smartphone e Tablet a controllo mentale: Samsung abbandona il touch screen in favore del pensiero

  Autore: n/a

  martedì 23 aprile 2013 ore: 00:00:00 - letto [ 1531 ]

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L'azienda coreana, assieme al professor Roozbeh Jafari della University of Texas lavora su un dispositivo in grado di poter essere controllato senza tocco o voce, attraverso l'EEG. Ancora lontano dalla produzione commerciale. Ma che rende l'idea di come interagiremo con le macchine nel giro di un decennio.

TOCCA lo schermo. Quante volte lo si legge sui dispositivi mobili, smartphone e tablet. Ma nel giro di qualche anno potrebbe non essere più necessario: lo schermo si potrà eventualmente toccare. Ma a controllare le macchine sarà la mente, assieme alla voce.

Mentre le tecnologie in quest'ultimo settore sono già mature, quelle di controllo mentale sono ancora in sperimentazione. Una delle aziende più attive è Samsung, che assieme al professor Roozbeh Jafari della University of Texas di Dallas hanno iniziato a lavorare su un tablet controllato attraverso l'elettroencefalogramma. Ancora non telepaticamente insomma, ma non è difficile prevedere un sistema di rilevazione EEG wireless. E a quel punto, il controllo di un qualsiasi dispositivo attraverso la mente passa dalla fantascienza alle possibilità reali.

Attualmente gli elettrodi EEG si utilizzano già per permettere a persone affette da disabilità di interagire con dispositivi elettronici. L'idea di Samsung parte da quim con l'obbiettivo di estendere il controllo mentale a qualunque tipo di dispositivo consumer. Naturalmente ci vorrà del tempo, le sperimentazioni sono appena iniziate. Ma già dai primi esperimenti tra sensori, elettrodi e cavi, i ricercatori riescono a modificare i contenuti dello schermo del tablet, selezionare e avviare applicazioni e scegliere i brani mp3 dalle playlist.

Per quanto riguarda la gestione attraverso gli elettrodi e il relativo copricapo contenitore, le soluzioni commerciali sono ancora distanti da venire. Probabilmente per quanto questa tecnologia arriverà nei negozi esisteranno dispositivi indossabili appositi con cui controllarne altri. Diversi da quelli sperimentali, anche qui interverrà il design. Ma la simbiosi tra uomini e macchine procede verso scenari fino a ieri solo letterari. E che diventeranno reali entro tempi tecnici, ipotizzabili in una decina d'anni. Dieci anni in cui l'hi-tech inizierà ad entrarci sottopelle.



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http://www.repubblica.it/tecnologia...








 

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