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La circoncisione protegge dall'Hiv e da altri virus quali papillomavirus, Herpes, Hpv e Trichomonas vaginalis

  Autore: Maria Antonietta Cerone

  mercoledì 17 aprile 2013 ore: 00:00:00 - letto [ 1835 ]

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Gli uomini circoncisi hanno meno probabilità di essere infettati con il virus dell’Hiv, un effetto protettivo forse dovuto alle alterazioni del microbioma del pene ossevate in chi si è sottoposto alla pratica chirurgica. E' quanto suggeriscono alcuni ricercatori del Translational Genomics Research Institute in Arizona e della George Washington University in uno studio pubblicato sulla rivista open-access dell’American Society for Microbiology, mBio. Sebbene il meccanismo biologico esatto non sia ancora chiaro, secondo gli studiosi l’effetto protettivo sarebbe infatti dovuto ai cambiamenti prodotti sull'ecosistema del pene dalla circoncisione, che determina in particolare una forte riduzione delle specie batteriche anaerobie, abbassando così, in qualche modo, la probabilità di contagio.

Studi clinici precedenti, condotti soprattutto in Africa, avevano dimostrato che negli uomini circoncisi la probabilità di contrarre l’infezione da Hiv era ridotta del 50-60% rispetto a quelli non circoncisi. Non solo, l’effetto di protezione si estendeva anche ad altri virus, quali il papillomavirus e il virus dell’Herpes. Inoltre avere un partner circonciso aveva un effetto positivo anche per le donne, con una frequenza più bassa di infezioni sessualmente trasmesse, come l’Hpv e la Trichomonas vaginalis. Ciò che finora non era chiaro era quale fosse il meccanismo tramite cui la circoncisione conferiva protezione dalle infezioni.

Nei loro esperimenti, i ricercatori americani si sono serviti dei campioni ottenuti dai tamponi genitali di individui coinvolti in uno studio sperimentale effettuato Rakai in Uganda, che aveva interessato 79 individui circoncisi e 77 non circoncisi. Utilizzando due tecniche quantitative molto precise - la qPCR (reazione a catena della polimerasi di tipo quantitativo) e il sequenziamento massivo del Dna - gli scienziati hanno misurato quali e quanti batteri erano presenti nel solco coronale del pene dopo la rimozione del prepuzio, il lembo di pelle che copre il glande, e li hanno paragonati a quelli nel gruppo di controllo.

“La differenza del microbioma tra uomini circoncisi e non, era drammatica”, afferma Lance Price, responsabile dello studio. Subito dopo l’operazione, in tutti gli individui coinvolti erano stati identificati gli stessi tipi di batteri e in quantità paragonabili. Tuttavia dopo un anno, gli uomini circoncisi avevano una carica batterica più omogenea e significativamente minore rispetto al gruppo di controllo. E la differenza maggiore riguardava dodici specie di batteri anaerobi (in diminuzione) ossia quelli che non usano l’ossigeno per vivere. Questo potrebbe essere dovuto al fatto che la rimozione del prepuzio fa aumentare l’ossigeno e riduce l’umidità presente nel solco coronale, causando un cambiamento dell’ecosistema e di conseguenza della popolazione batterica.

Non è ancora chiaro quale sia il ruolo del microbioma dell’area genitale nell’acquisizione dell’infezione da Hiv e come una sua riduzione possa conferire protezione. Ciò che è stato osservato finora è che negli uomini non circoncisi l’elevata carica batterica presente potrebbe attivare alcune cellule specifiche, chiamate cellule Langerhans, che esprimono i recettori che riconoscono e interagiscono con il virus e lo trasmettono ai linfociti T iniziando così l’infezione.

“Questi risultati sono molto importanti perché dimostrano che il cambiamento del microbioma conseguente alla circoncisione potrebbe avere un ruolo nella trasmissione dell’Hiv e abbassare la carica dei batteri anaerobi potrebbe ridurre il rischio di contrarre la malattia. Se questi dati fossero confermati, si potrebbero sviluppare nuove terapie per eliminare specificamente questi batteri senza dover ricorrere alla circoncisione”, conclude Price. A questo scopo nei loro studi futuri i ricercatori cercheranno di capire come le alterazioni del microbioma del pene influenzano la trasmissione del virus, quali citochine sono rilasciate e come viene attivato il sistema immunitario in risposta a questi cambiamenti.



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fonte
http://www.galileonet.it/articles/5...

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Riferimento
http://mbio.asm.org/content/4/2/e00...








 

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