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Niumbaha, il pipistrello panda

  Autore: Gabriela Jacomella

  lunedì 15 aprile 2013 ore: 00:00:00 - letto [ 3267 ]

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Un nuovo pipistrello scoperto da un team di ricercatori della Bucknell University. Un esemplare analogo classificato nel '39.

GIUBA (Sud Sudan) – I pipistrelli, in genere, tutto suscitano fuorché simpatia. Ma una nuova specie scoperta in Sud Sudan, nell’Equatoria Occidentale, ha le carte in regola per rientrare nell’elenco degli animali più carini del pianeta. Un mini-panda con le ali: a questo somiglia il Niumbaha Superba, un pipistrellino minuscolo che potrebbe accoccolarsi comodamente nel palmo di una mano. E che ha la caratteristica inconsueta di essere ricoperto di un morbido pelame bianco e nero, con un motivo a macchie che ricorda la livrea dei panda.

IL RITROVAMENTO – L’esemplare di Niumbaha Superba è stato catturato nella riserva di Bangangai da un team di ricercatori guidato da DeeAnn Reeder, che insegna biologia alla Bucknell University (in Pennsylvania). Una volta rientrati negli Usa, gli scienziati hanno scavato negli archivi, scoprendo che una specie analoga era stata osservata in Congo, nel 1939.

All’epoca, però, era stata collocata in una classe già esistente. Dopo aver esaminato il pipistrello-panda, la Reeder è giunta a una conclusione diversa: «Le caratteristiche del cranio e delle ali, le sue dimensioni, le orecchie – letteralmente ogni aspetto osservabile non collima [con la classificazione]. È talmente inconsueto, che dobbiamo creare una nuova classe». Il nome, Niumbaha, significa “raro” o “inconsueto”; i ricercatori l’hanno preso in prestito dallo zande, il linguaggio degli Azande, un gruppo etnico che vive nell’Equatoria Occidentale.

IL POTENZIALE – Il Sud Sudan, lacerato per quasi mezzo secolo da quella che in molti definiscono la guerra civile più lunga del mondo, è agli esordi nel campo della tutela ambientale. I parchi naturali esistono sulla carta, ma gli investimenti per renderli effettivi – sia in quanto rifugio per animali, sia come potenziale attrazione turistica – sono ancora di là da venire: il governo di Juba e la comunità internazionale sono stati finora impegnati in ben altre emergenze, dallo sminamento alla sicurezza alimentare. Il potenziale del Paese, in termini di biodiversità, è ancora tutto da esplorare. «Questa scoperta mette in luce l’importanza biologica del Sud Sudan, e suggerisce che questo Paese ha parecchie meraviglie naturali ancora da scoprire, e da proteggere», ha commentato Matt Rice, responsabile per il Sud Sudan di Fauna & Flora International.

IL RISCHIO – Dal confine con l’Uganda a quello – ancora discusso – con il Sudan, da cui il Paese si è ufficialmente reso indipendente nel luglio 2011, da quello con la Repubblica Democratica del Congo a quello etiope, il Sud Sudan offre una varietà estrema di tipologie ambientali: foresta tropicale, savana bassa, la sterminata distesa paludosa del Sudd. Il problema è che sopra e sotto il suolo sudsudanese si nascondono risorse che fanno gola a molti. Non solo il famigerato petrolio, ma anche le miniere d’oro o le foreste di legname pregiato. Il rischio è che, come già accaduto in molti Paesi del mondo (e non soltanto in Africa), gli interessi immediati prendano il sopravvento su un investimento per il futuro. Il Kenia o la Namibia sono esempi concreti di quanto la tutela del patrimonio ambientale possa contribuire all’economia di un Paese. La speranza è che la neonata Repubblica del Sud Sudan possa seguire, almeno in parte, i loro passi.



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allegato, Niumbaha_il_pipistrello_panda.jpg


Il pipistrello panda

allegato, Niumbaha_micro_pipistrello.jpg


Il minuscolo pipistrello tascabile

allegato, Niumbaha_i_ricercatori.jpg


La professoressa DeeAnn Reeder con Adrian Garside del programma internazionale Fauna & Flora della Bucknell Universiti con un esemplare di Niumbaha in Sud Sudan

 

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fonte
http://www.corriere.it/animali/13_a...








 

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