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Mezzo secolo fa veniva misurata per la prima volta la distanza di un quasar, ma di questi oggetti cosmici misteriosi si sa ancora pochissimo

  Autore: n/a

  mercoledì 20 marzo 2013 ore: 00:00:00 - letto [ 1369 ]

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Mezzo secolo fa veniva misurata per la prima volta la distanza di un quasar, ma di questi oggetti cosmici misteriosi si sa ancora pochissimo e il mondo della ricerca chiede un maggiore sforzo per cercare di comprendere i molti enigmi legati a queste misteriose 'quasi stelle'. L'appello, pubblicato sulla rivista Nature, è di Robert Antonucci, astrofisico dell'Università della California a Santa Barbara.

Scoperti negli anni '50 e scambiati inizialmente per stelle molto luminose, i quasar (quasi-stellar radio source) nel 1963 iniziarono a sconvolgere molte delle conoscenze degli astronomi.
''I quasar sono immensamente luminosi - spiega Antonucci - dal centro di una galassia, in una regione piccola come il Sistema Solare, emettono la stessa quantità di energia di migliaia di galassie giganti''.

La prima misurazione della loro distanza, grazie a uno studio pubblicato su Nature nel marzo 1963, svelò per la prima volta le caratteristiche di questi oggetti lontani miliardi di anni luce ma incredibilmente luminosi. Si tratta di oggetti molto antichi, formati in fasi molto antiche della storia dell'Universo e che potrebbero quindi rivelare molte preziose informazioni sulle prime fasi della sua evoluzione.

''Ma gli astronomi - prosegue Antonucci - devono ancora comprendere i meccanismi che permettono ai Quasar di emettere questa enorme quantità di energia''. Se da un lato la comunità scientifica concorda nel considerare i quasar come la regione che circonda enormi buchi neri in una fase di grande accrescimento, dall'altra non esistono modelli in grado di descriverne le emissioni. Secondo il ricercatore californiano, e' tempo di rivedere completamente le teorie formulate finora, in quanto dopo 50 anni sono ancora ferme alle prime ipotesi e non stanno producendo risultati.
''Invito i miei colleghi piu' giovani - conclude Antonucci - a dedicare 15 minuti al giorno a riflettere, con i piedi per terra e gli occhi verso il cielo''.



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Fonte
http://www.ansa.it/scienza/notizie/...








 

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