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La materia dell'universo era organizzata in una grande struttura a ragnatela già 7 miliardi di anni fa, quando il cosmo aveva circa la metà dell'età attuale

  Autore: n/a

  mercoledì 20 marzo 2013 ore: 00:00:00 - letto [ 2270 ]

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La materia dell'universo era organizzata in una grande struttura a ragnatela già 7 miliardi di anni fa, quando il cosmo aveva circa la metà dell'età attuale: è il primo e più spettacolare risultato della mappa del giovane universo più dettagliata mai ottenuta.
L'ha ottenuta il gruppo internazionale di astronomi coordinato dall'Istituto Nazionale di Astrofisica.

Basata sull'osservazione di 55.000 galassie, la ricerca conferma la necessità di considerare la presenza dell'energia oscura, la componete misteriosa dell’universo che lo comporrebbe per il 70%, per spiegare l'espansione accelerata dell'universo che osserviamo oggi.

Si tratta dei primi risultati, in via di pubblicazione sulla rivista Astronomy and Astrophysics, del progetto ''Vipers'' (Vimos Public Extragalactic Redshift Survey), che sta ricostruendo la struttura a grande scala dell'universo quando questo aveva circa metà della sua età attuale.
Il progetto prevede di misurare le distanze di circa 100.000 galassie grazie allo spettrografo Vimos installato in Cile presso il Very Large Telescope (Vlt) dell'Osservatorio Europeo Meridionale (Eso).

''E' il primo traguardo di un lavoro iniziato nel 2008 e che richiederà altri 3 anni per essere completato'', rileva il coordinatore del progetto Luigi Guzzo, dell'osservatorio di Brera dell'Inaf. Il primo risultato fornito da questi dati indica che già 7 miliardi di anni fa l'universo era organizzato in grandi strutture filamentose, che connettono gli ammassi di galassie e circondano ampie zone vuote. Una struttura a ragnatela analoga a quella osservata oggi nell'universo, ma che rappresenta un fotogramma intermedio dell'evoluzione del cosmo.

Un fondamentale passo in avanti, sottolinea l'Inaf, che ci permette di avere a disposizione, per la prima volta, una visione d'insieme dell'universo in quelle epoche primitive. Le prime analisi di queste mappe e il loro confronto con l'universo odierno forniscono infine una misura del tasso di crescita delle strutture in accordo con le previsioni della Relatività Generale e che conferma la necessità di considerare la presenza dell'energia oscura per spiegare l'espansione accelerata dell'universo che osserviamo oggi.



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Fonte
http://www.ansa.it/scienza/notizie/...








 

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