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SpiderSense, l'abito che sente l'avvicinarsi di una persona tramite gli ultrasuoni

  Autore: Eleonora Maria Viganò

  giovedì 14 marzo 2013 ore: 00:00:00 - letto [ 1401 ]

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Giocare a mosca cieca con questo abito sarebbe un po’ come barare. Vi ricordate il gioco? Totalmente bendati, si devono catturare gli amici che scappano ben sapendo in quale direzione andare, mentre noi possiamo fare affidamento solo sull’udito ed eventuali scontri involontari. Con questo vestito, messo a punto da Victor Mateevitsi dell’Università dell’Illinois di Chicago, una pressione sul vostro corpo vi avvertirà quando nelle vicinanze si aggira una persona o quando siete vicini a oggetti e ostacoli.

L’abito, formato da braccia robotiche e sensori che inviano un segnale a ultrasuoni, è chiamato SpiderSense, proprio perché ricorda un po’ il super potere dell’Uomo Ragno, i cui peli ipersensibili sono in grado di anticipare scontri, bombe, catastrofi e aggressioni avvertendo il supereroe con un formicolio sulla zona posteriore del collo.

MODULI - In questo caso «umano» e meno chiaroveggente, gli ultrasuoni raggiungono un oggetto o una persona, vengono riflessi e inviati nuovamente ai sensori che li registrano. Le braccia meccaniche a questo punto segnalano la presenza dell’ostacolo con una pressione che aumenta più si avvicina l’oggetto (ma senza poter prevedere bombe che esplodono), proprio come se un amico ti afferrasse per avvertirti di un pericolo. «La tuta è organizzata in moduli, e possiamo utilizzarne quanti ne vogliamo», spiega Mateevitsi, «per il nostro esperimento ne abbiamo usati undici».

ULTRASUONI - Ciascun modulo è una piccola scatola di 6x4x3 centimetri che contiene sia il sensore per gli ultrasuoni sia il braccio, lungo 6 centimetri, in grado di ruotare e di fornire la pressione necessaria per allertare l’utente in caso sia in arrivo o sia presente nelle vicinanze un oggetto o una persona. «Per costruirlo ho utilizzato acrilico per le parti di protezione e per i contenitori, un servomotore per il braccio meccanico in grado di esercitare una pressione e infine ho inserito uno strumento – chiamato telemetro a ultrasuoni – che permette di misurare la distanza tra la persona e gli ostacoli».

NINJA - Per testare questo sistema il ricercatore ha utilizzato la tuta su alcuni studenti, che sono usciti bendati nel cortile dell’università in attesa di affrontare eventuali aggressori. Ogni studente aveva in dotazione alcune stelle ninja in carta da lanciare quando sentiva avvicinarsi qualcuno. «Ebbene, il 90 per cento delle volte lo studente è stato capace di percepire l’avvicinamento e quindi di lanciare una stella», commenta Mateevitsi.

UTILITÀ - Questo abito potrebbe essere un supporto utile per i non vedenti, ed è stato utilizzato sui ciclisti per dar loro un’idea del traffico, mettendo alcuni sensori sulla schiena e sulle braccia (come specchietti retrovisori moderni). Il team inoltre ha in mente di migliorare SpiderSense, aggiungendo moduli che ne aumentino la risoluzione. A marzo questo nuovo espediente tecnico verrà presentato giovedì 7 marzo a Stoccarda alla conferenza Augmented Human: non diventeremo come Spiderman e non svilupperemo superpoteri, ma possiamo ampliare ed estendere le possibilità dei sensi che abbiamo in dotazione, con qualche sensore qui e là.



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Fonte
http://www.corriere.it/scienze/13_m...








 

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