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Le espressioni del viso non alterano i veri lineamenti di una persona per cui se si è giudicati belli lo si resta comunque, e viceversa

  Autore: n/a

  mercoledì 13 marzo 2013 ore: 00:00:00 - letto [ 3027 ]

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Essere considerati belli, a ragione o meno, è un vantaggio.
Lo è perché si può anche cercare di apparire brutti, magari con una smorfia o assumendo un’espressione che stona, ma agli occhi di chi ci ritiene belli non cambia nulla – e si appare sempre e comunque attraenti. Al contrario, chi è considerato brutto lo resta anche se cerca in qualche modo di apparire un po’ più bello magari sfoggiando un bel sorriso.

Triste ineluttabile sorte dunque quella che toccherebbe alle persone giudicate non belle o, peggio, brutte. Agli occhi di chi guarda, chi è stato così etichettato potrebbe apparire tale anche se mostra qualità che potrebbero, per così dire, riscattarlo.
A scoprire che gli atteggiamenti e le espressioni del volto non modificano il giudizio sono stati i ricercatori del Dipartimento di Psicologia presso l’Università di Portsmouth, nel Regno Unito, che hanno condotto uno studio coinvolgendo 128 ambosessi al fine di valutare l’impatto delle espressioni sui giudizi circa la bellezza o la bruttezza.

Il dottor Edward R. Morrison, insieme ai colleghi Paul H. Morris e Kim A. Bard, hanno mostrato ai partecipanti alcune foto che ritraevano il volto di 14 uomini e 16 donne. In queste foto, le persone ritratte mostravano le 6 espressioni facciali più comuni: rabbia, disgusto, paura, felicità, tristezza, sorpresa – più un’espressione neutra.
I partecipanti avevano modo di vedere una sola volta la foto e una sola espressione del viso della persona, che veniva mostrata a caso. Dopo di che dovevano giudicare l’attrattività del viso a seconda delle espressioni e del genere sessuale di appartenenza.

I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista di Springer, Journal of Nonverbal Behavior, e mostrano che l’effetto delle espressioni del volto era identico sia che si trattasse di un maschio che di una femmina. Tuttavia, se il volto ritratto era giudicato bello, o brutto, il giudizio sull’attrattività cambiava di poco o non cambiava affatto.
Questo processo, secondo il dottor Morrison, è dovuto ai tessuti duri del viso che sono immutabili: per cui in entrambi i sessi possono informare circa la struttura di base del viso, e suggerire se è attraente o no – e non importa quale sia l’espressione che una persona mostra in quel momento.

Secondo gli autori dello studio, i risultati suggeriscono che le persone prendono le proprie decisioni circa l’attrattività altrui non tanto in base all’espressione del viso, ma anche in base all’identità, che ha meno a che fare con il decidere se uno è interessante e molto più a che fare con il decidere se vale la pena cercare questo qualcuno come compagno.
Insomma, se il nostro viso è così com’è, anche se assumiamo un’espressione che a nostro avviso dovrebbe farci apparire un po’ diversi, potrebbe essere tempo perso. Ma, se è vero che è bello ciò che piace e non ciò che è “bello”, allora una speranza c’è per tutti – e meno male.



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Fonte
http://www.lastampa.it/2013/03/13/s...








 

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