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Vitamina C previene e accorcia i raffreddori, ma non serve imbottirsi quando ci si è già ammalati

  Autore: Elena Meli

  giovedì 28 febbraio 2013 ore: 00:00:00 - letto [ 1527 ]

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La primavera è in arrivo e con gli sbalzi di temperatura tipici del periodo i raffreddori non mancano. E chi non beve litri di spremute d'arancia al primo pizzicorino al naso che preannuncia guai? Purtroppo quando il virus c'è già pare che la vitamina C non possa far molto, ma garantendosene il giusto apporto ogni giorno i raffreddori si possono prevenire e, se proprio ci si ammala, superare in minor tempo: lo conferma la revisione degli studi in materia della Cochrane Collaboration (ente di ricerca indipendente per la valutazione della ricerca scientifica).

REVISIONE – I ricercatori hanno analizzato i dati di cinque ricerche che hanno coinvolto persone sottoposte a stress fisici considerevoli: maratoneti, soldati canadesi durante le esercitazioni in inverno, bambini che frequentavano un campo-scuola di sci. In tutti questi casi, un po' estremi e quindi ad alto rischio infezioni, prendere un grammo di vitamina C al giorno ha dimezzato l'incidenza di raffreddori; un altro studio, condotto stavolta su adolescenti nuotatori impegnati nell'agonismo, ha confermato poi che questa dose di vitamina C ne dimezza la durata. Stando a ulteriori ricerche valutate dagli esperti, inoltre, prendere vitamina C con regolarità riduce la durata media dei raffreddori dell'8 per cento negli adulti, del 18 per cento nei bambini. «Attenzione però, si sta parlando di vitamina C assunta con regolarità e non di quella che corriamo a prendere alle prime avvisaglie di un malanno», sottolinea Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università di Milano. Infatti, come spiegano pure i ricercatori Cochrane, i risultati degli studi condotti per valutare gli effetti della vitamina C come “terapia” del raffreddore, data dopo i primi sintomi, non sono per nulla sicuri.

DIETA – Nonostante ciò «considerando il buon effetto di prevenzione e soprattutto il costo contenuto e gli scarsi rischi di un apporto quotidiano di vitamina C, chi soffre spesso di raffreddori potrebbe provare ad assicurarsene ogni giorno un grammo», scrivono i ricercatori. Ciò sarebbe invece tutto sommato poco utile in chi ha un «normale» numero di raffreddori (pochissimi nel corso dell'anno nel caso degli adulti, circa sei nei bambini): prendere vitamina C tutti i giorni per ridurre la probabilità di un evento relativamente raro «non pare ragionevole», stando agli esperti. Chiunque però voglia evitare i pochi ma tuttavia fastidiosi raffreddori che ogni anno tocca sopportare, può comunque fare scorta di vitamina C: «L'ideale è farlo attraverso la dieta – raccomanda Pregliasco –. Con un'alimentazione varia ed equilibrata si riesce a ottenere una buona quantità di vitamina C, che agisce come antiossidante e per questo protegge dalle infezioni virali come il raffreddore. Nella maggior parte dei casi gli integratori non servono: nel dubbio, basta parlare della propria dieta con il medico di base per scoprire se ne introduciamo abbastanza o se serve un aiuto.

I supplementi possono talvolta essere opportuni nei bambini, spesso restii a mangiare frutta e verdura ricche di vitamina C: anche in questo caso, tuttavia, è bene consultare il pediatra». I cibi dove la vitamina C è più abbondante sono verdure come peperoni, rucola, insalata verde, spinaci, broccoli, cavoli e cavolfiori, ma anche frutta come ribes, kiwi, fragole, papaia, arance e limoni. Necessarie le famose cinque porzioni quotidiane di vegetali, perché altrimenti non si riesce ad arrivare alla dose raccomandata di un grammo al giorno: se in un etto di ribes, infatti, ci sono ben 200 milligrammi di vitamina C (ma è difficile che qualcuno si mangi mezzo chilo di questi frutti di bosco), in un etto di arance se ne trovano “solo” 50 milligrammi. Per conoscere i contenuti in vitamina C dei diversi cibi e sapere se ogni giorno ne introduciamo abbastanza si può consultare la banca dati della composizione degli alimenti dell'ex Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN, oggi accorpato al Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura).



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Fonte
http://www.corriere.it/salute/nutri...








 

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