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Emicrania prevenirla con un neurostimolatore in platino che si carica come un telefonino e si appoggia sulla fronte

  Autore: Cesare Peccarisi

  mercoledì 20 febbraio 2013 ore: 00:00:00 - letto [ 2171 ]

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Dopo averlo atteso per 50 anni, arriva un trattamento di prevenzione dell’emicrania davvero nuovo, efficace e privo degli effetti collaterali dei farmaci di prevenzione usati finora: sull’ultimo numero di Neurology uno studio dell’Università belga di Liegi colma una lacuna terapeutica che questo mal di testa si trascina da mezzo secolo, da quando cioè farmaci come i beta-bloccanti e i calcio-antagonisti, inizialmente messi a punto per le malattie cardiovascolari, furono casualmente «riciclati» nella prevenzione dell’emicrania dove sono tuttora comunemente utilizzati. Da allora, a parte alcuni antidepressivi e quello più recente dei farmaci neuro-modulatori usati nell’epilessia, non era stato più trovato nessun farmaco di profilassi per questa malattia, mentre ne venivano trovati sempre di nuovi per il suo trattamento acuto, dagli ormai famosi triptani ai recentissimi ditani.

NON UN SEMPLICE FARMACO - A pareggiare i conti non è adesso un farmaco, ma un neurostimolatore e non uno di quelli a cui siamo abituati da qualche tempo e che richiedono veri e propri interventi neurochirurgici invasivi per l’impianto di elettrodi stimolatori all’interno del cervello, come avviene per esempio con la DBS, acronimo di deep brain stimulation.

PATIENT-FRIENDLY - Questo nuovo stimolatore si chiama STS (sopraorbital trigeminal stimulator), si carica come un telefonino e si appoggia semplicemente sulla fronte ed è, come si dice in medicina, patient-friendly, cioè adatto al paziente: ha l’aspetto di un elegante monile in platino che piacerà soprattutto alle donne che, in fondo, sono quelle destinate a indossarlo di più, visto che soffrono di emicrania il doppio dei maschi.

STUDIO PREMICE - Lo STS era già stato oggetto di studi fin dal 2007, ma quest’ultimo pubblicato su Neurology è di Jaen Schoenen, uno dei guru delle ricerche sulle cefalee che ha coinvolto altri 10 centri del Belgio che hanno lavorato insieme per 2 anni: lo studio è stato chiamato PREMICE, nome derivato da PREvention (prevenzione) of MIgraine (dell’emicrania) with the STS CEfaly (con l’STS cefaly, nome che ha in Belgio lo stimolatore STS). Per noi resta solo STS perché in Italia non è ancora arrivato.

UNO STUDIO RIGOROSO - Dopo un primo mese in cui i pazienti si abituavano ad indossare lo STS, si procedeva a un periodo di 90 giorni di trattamento. Al 45° giorno venivano valutati e alla fine, dopo altri 45 giorni, si procedeva alla valutazione finale. Tutti i 67 pazienti dello studio, scelti con età da 18 a 65 anni, soffrivano di emicrania con o senz’aura con almeno 2 attacchi al mese e per essere ammessi allo studio dovevano aver sospeso qualsiasi terapia di profilassi da almeno 3 mesi. A tre mesi dall’inizio del trattamento si è osservata una riduzione del 26% nel numero di giorni con mal di testa, gli attacchi si sono ridotti del 19%, il totale dei giorni con emicrania è sceso del 32%, la gravità del dolore dell’8% e la necessità di ricorrere a farmaci per il trattamento acuto del 37%.

UNA CONFERMA DAL PLACEBO - Questi risultati sono ulteriormente avvalorati dal fatto che lo studio PREMICE è in doppio cieco con controllo placebo: i 67 pazienti sono stati, cioè, divisi a caso, a loro insaputa e anche all’oscuro dei medici che li valutavano, in due gruppi di 34 e 33 persone. A 33 di loro è stato dato un STS che emetteva una microstimolazione inefficace di 30 µs invece che di 250 µs. Esternamente non si vedeva nulla perché l’azienda produttrice li ha fatti pervenire imballati tutti allo stesso modo e anche attivandoli non si notavano differenze perché era stato fatto in modo che tutti emettessero lo stesso ronzio in modo da non destare sospetti né fra i medici, né fra i pazienti. Per ridurre al minimo ogni possibile influenza psicologia fra i partecipanti, ogni contatto fra di loro veniva evitato in modo che non si scambiassero alcun tipo di impressione Fatto sta che nei pazienti che avevano indossato lo STS placebo a tre mesi dall’inizio del trattamento si è osservata una riduzione del numero di giorni di mal di testa solo del 13%, degli attacchi del 4%, del totale dei giorni con emicrania del 3%, della gravità del dolore del 3% e la necessità di ricorrere a farmaci per il trattamento acuto del dolore è paradossalmente aumentata dell’1%. Il confronto è significativamente sfavorevole.

COME FUNZIONA - Lo STS funziona emettendo microimpulsi elettrici calibrati in modo da risultare inerti per le ossa e la cute che attraversano prima di raggiungere le fibre nervose su cui invece devono agire e cioè il ramo frontale e la sua divisione sopraorbitale del sistema trigeminale, il complesso di fibre nervose sensitive e motorie raccolte nel nervo trigemino, il grosso fascio nervoso che provvede alla sensibilità delle regioni superficiali e profonde della faccia e all’innervazione dei muscoli masticatori, occupandosi anche delle secrezioni lacrimali, nasali, salivari e dell’iride dell’occhio.

DUE FREQUENZE - Gli impulsi dello STS hanno due frequenze: quelli ad alta frequenza stimolano le fibre della sensibilità tattile che vengono eccitate al punto da bloccare il passaggio degli impulsi dolorifici. Secondo la teoria del cancello, infatti, occupando tutta la corsia disponibile, può passare solo uno degli impulsi, il più forte. Gli impulsi a frequenza più bassa invece stimolano le fibre endorfiniche del sistema trigeminale inducendole ad un maggior rilascio di endorfine, i neurormoni del benessere che innalzano la soglia di scatenamento del dolore e riducendo di conseguenza il numero di attacchi.

TRATTAMENTO PERSONALIZZATO - Il trattamento è inoltre personalizzato in quanto lo stimolatore non si compra in farmacia come un paio di occhiali usa e getta, ma viene prima provato nello studio del medico tramite un apposito programma computerizzato (Cefaly Software) da collegare allo STS per verificare la risposta di ognuno agli stimoli, tarandoli nella giusta misura. Una volta che i parametri sono tarati lo stimolatore è pronto per quel paziente che potrà usarlo quando gli pare, ma non se sta guidando perchè pare che i suoi impulsi interferiscano con l’attenzione visiva a causa di un blando effetto sedativo, un situazione non proprio adatta per chi è alla guida. Un’altra limitazione è l’età: anche se non esiste una vera controindicazione, in Belgio è sconsigliato al di sotto degli 8 anni d’età se non dopo che il medico ha preso opportuni contatti con i consulenti medici dell’azienda produttrice SXT-Med: non si sa se lo stesso avverrà in Italia con l’azienda che lo distribuirà nel nostro Paese.

COSA SI PROFILA ALL’ORIZZONTE - Questo STS oltre a essere la prima terapia specifica per la profilassi rappresenta anche il primo di una nuova generazione di neuromodulatori non invasivi: in fila c’è ad esempio già il GammaCore, una sorta di astuccio per binocoli in plastica bianca da appoggiare sugli occhi per il trattamento acuto delle cefalee primarie o di quelle da overdose di farmaci: per ora esiste solo uno studio preliminare su 30 pazienti di Peter Goasby dell’Università di Londra, un altro guru nello studio delle cefalee. Goasby ha riportato un’efficacia del 79%, ma si è già affrettato a dire che questo risultato sarà da verificare ulteriormente. In effetti sembra fin troppo bello per essere vero.



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Fonte
http://www.corriere.it/salute/neuro...








 

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