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Esistono delle persone che non si ammalano mai del comunissimo raffreddore

  Autore: n/a

  mercoledì 20 febbraio 2013 ore: 00:00:00 - letto [ 2420 ]

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Mentre tutti sono alle prese con farmaci e fazzoletti, esistono delle persone che resistono agli attacchi, come se fossero invincibili non ammalandosi mai del comunissimo raffreddore.

In parte è vero, questa categoria di “eletti” esiste, a detta di un team di scienziati Usa. Gli esperti della Carnegie Mellon University hanno infatti identificato un marker biologico nel sistema immunitario, in grado di predire, a partire dall’età di 22 anni, la capacità delle persone di combattere il raffreddore.

Nello studio pubblicato sul Journal of the American Medical Association (Jama) e guidato dal ricercatore Sheldon Cohen, gli scienziati spiegano che la lunghezza dei telomeri (regioni terminali dei cromosomi), complessi proteici protettivi, predice la resistenza alle infezioni alle vie respiratorie in giovani adulti e persone di mezza età. La lunghezza dei telomeri, ricordano gli esperti, è un biomarker dell’invecchiamento. Mentre le tempie si ingrigiscono, i telomeri si accorciano.

Gli scienziati già hanno rilevato che avere i telomeri più corti è una condizione associata all’insorgenza precoce di malattie correlate all’invecchiamento come le patologie cardiovascolari e il cancro, e alla mortalità negli anziani. Ma finora non si sapeva se la misura dei telomeri giocasse un ruolo nella salute di giovani adulti e di mezza età.

«Il nostro lavoro suggerisce la possibilità che questo parametro sia un marker relativamente consistente durante l’arco della vita e che possa cominciare a predire la suscettibilità alle malattie appena approdati all’età adulta», spiega Cohen.

Lo scienziato con il suo team ha misurato la lunghezza dei telomeri nei globuli bianchi del sangue di 152 volontari sani di età compresa tra 18 e 55 anni. Questi soggetti poi sono stati esposti a un rinovirus, che causa un comune raffreddore, e messi in quarantena per cinque giorni per vedere se effettivamente avevano sviluppato un’infezione. I risultati hanno mostrato che i partecipanti con telomeri più corti avevano maggiori probabilità di essere infettati dal virus del raffreddore.

Inoltre, anche se non vi era alcuna relazione tra lunghezza dei telomeri e l’infezione tra i partecipanti più giovani (età 18-21), a partire da circa 22 anni, la lunghezza dei telomeri iniziava a prevedere la suscettibilità all’infezione. Cohen precisa comunque che «questo è uno studio preliminare e che ulteriori studi con altri virus e infezioni naturali aiuteranno a chiarire le implicazioni della scoperta».



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Fonte
http://www.lastampa.it/2013/02/20/s...








 

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