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Gli Etruschi non venivano dall'Anatolia, come sosteneva Erodoto, ma erano una popolazione stanziata da tempo in Italia, come aveva intuito Dionisio di Alicarnasso

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  giovedì 7 febbraio 2013 ore: 00:00:00 - letto [ 2636 ]

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Gli Etruschi non venivano dall'Anatolia, come sosteneva Erodoto, ma erano una popolazione stanziata da tempo in Italia, come aveva intuito Dionisio di Alicarnasso. E benche' i toscani di oggi discendano per lo piu' da antenati immigrati in tempi piu' recenti, fra gli abitanti di Volterra e del Casentino si trovano ancora Dna identici a quelli degli Etruschi di 2.500 anni fa. E' quanto emerge da uno studio italiano pubblicato sulla rivista scientifica 'Plos One'. Lo studio e' stato coordinato da Guido Barbujani, docente di genetica dell'Universita' di Ferrara e David Caramelli, docente di antropologia dell'Universita' di Firenze, e realizzato in collaborazione con l'Istituto di tecnologie biomediche del Consiglio nazionale delle ricerche (Itb-Cnr) di Milano.

Leggere nel Dna di persone cosi' antiche e' difficile, ha spiegato Guido Barbujani. "I pochi Dna finora disponibili - ha aggiunto - non permettevano di dimostrare legami genealogici fra gli Etruschi e i nostri contemporanei. Lo scorso anno, il gruppo fiorentino di David Caramelli, e' riuscito a studiare un numero maggiore di reperti ossei; cosi' ci siamo resi conto che comunita' separate da pochi chilometri possono essere geneticamente molto diverse fra loro e abbiamo visto come l'eredita' biologica degli Etruschi sia ancora viva, anche se in una minoranza dei toscani. Il confronto con Dna provenienti dall'Asia dimostra che fra l'Anatolia e l'Italia ci sono state si' migrazioni, ma che sono avvenute migliaia di anni fa, nella preistoria, e quindi non hanno rapporto con la comparsa della civilta' etrusca nell'VIII secolo avanti Cristo. Viene cosi' smentita l'idea di un'origine orientale degli Etruschi, ripresa alcuni anni fa, da studi genetici che pero' si basavano solo su Dna moderni". "Questo risultato e' stato possibile grazie ad un approccio multidisciplinare", ha proseguito Ermanno Rizzi, ricercatore dell'Itb-Cnr.

L'applicazione di tecnologie di sequenziamento di nuova generazione (Next Generation Sequencing Ngs), nell'ambito della paleogenetica ha permesso di recuperare informazioni genetiche da molecole di Dna di campioni piu' antichi di 2000 anni. Tale approccio a elevata risoluzione e resa - ha continuato - ci ha consentito di discriminare le molecole endogene del Dna mitocondriale dei campioni etruschi, che come altri reperti antichi, oltre a essere molto degradati, hanno un quantitativo molto scarso di materiale genetico informativo, che si aggira attorno al 1-5 per cento del Dna totale. Le nuove analisi su campioni antichi delle Universita' di Ferrara e Firenze rispondono a domande vecchie di millenni sull origine biologica e sulla sorte degli Etruschi, mentre lasciano aperte alla ricerca archeologica tutte le questioni riguardanti la cultura di questo popolo, la sua affermazione e il suo declino. (AGI) .



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Fonte
http://www.agi.it/research-e-svilup...








 

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