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In Estratti di due specie di Cassia, pianta tipica del Sud-Est asiatico, sono stati trovati potenti proprietà antidiabetiche, utili nella lotta all’obesità

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  giovedì 7 febbraio 2013 ore: 00:00:00 - letto [ 1840 ]

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C’è una pianta originaria del Sud-Est asiatico, la Cassia (o Senna), le cui due specie chiamate rispettivamente “auricolata” e “alata” contengono sostanze utili nel contrastate il diabete e nel combattere l’obesità.
Lo ha scoperto un team di ricercatori internazionali, i quali hanno condotto uno studio i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Pharmaceutical Biology.

Il team di ricerca era composto dai dottori George Varghese Kadakasseril del Dipartimento di Botanica - CMS College di Kottayam (India), Lekshmi Vijaya Bose della Scuola di Scienze Ambientali - Università di MG (Kottayam, India) e Solomon Habtemariam dei Pharmacognosy Research Laboratories, Medway School of Science presso l’Università di Greenwich (UK).
Gli scienziati hanno testato i principi attivi delle due piante sui due tipi di diabete oggi conosciuti: il diabete di tipo 1 – che colpisce in prevalenza i bambini – e il tipo 2, più tipico delle persone adulte.

In precedenza il team di ricerca aveva già estratto un costituente da una delle due piante, che prende il nome di Canferolo 3-O-rutinosidehe. Questo principio attivo si era dimostrato otto volte più potente che non un diffuso e molto utilizzato farmaco standard per la cura del diabete.
L’ulteriore studio ha permesso di scoprire come sia la Cassia auricolata che la Cassia alata posseggano anche proprietà antiossidanti, che possono essere d’aiuto non solo nella lotta al diabete, ma anche a quella dell’obesità e di altre malattie causate dall’ossidazione dell’organismo.

«La nostra altra scoperta più interessante – sottolinea Habtemariam – è che molti dei principi attivi della Cassia auriculata agiscono attraverso un processo chiamato sinergia: in altre parole, lavorano insieme per produrre un effetto maggiore della somma dei loro singoli effetti».
Questa scoperta è determinante nel confermare che la somma dei principi attivi utilizzati insieme riesce a sortire un effetto maggiore e più potente nel trattamento del diabete. In questo modo, la “via verde” potrebbe divenire una nuova valida via per la produzione nuovi e più efficaci farmaci.
[lm&sdp]



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Fonte
http://www.lastampa.it/2013/02/07/s...








 

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