Articoli: Scienza

Gli uomini avrebbero iniziato a piangere, per dimostrare le proprie emozioni, prima ancora di iniziare a usare il linguaggio parlato

  Autore: Emanuela Di Pasqua

  domenica 3 febbraio 2013 ore: 00:00:00 - letto [ 2032 ]

pianto.jpg,

Si dice che la vita sia una valle di lacrime: si piange per il dolore, per buttare fuori le emozioni troppo forti, per tensione, persino per gioia e commozione, si piange per un senso di ingiustizia, quando si nasce e quando ci si libera. Ma gli unici a piangere per ragioni emotive siamo noi umani e un neurologo spiega il perché, sottolineando che le lacrime scandiscono un importante passaggio evolutivo. Una ragione in più per non vergognarsi mai di piangere: gli esseri umani, e soprattutto gli uomini, non dovrebbero mai ingoiare le lacrime e interpretarle come un segno di debolezza perché sono una testimonianza della loro evoluzione.

PIANTO ANCESTRALE - Gli uomini avrebbero iniziato a piangere per dimostrare le proprie emozioni prima ancora di iniziare a usare il linguaggio parlato. È questa la teoria espressa da Michael Trimble, neurologo dello University College London's Institute of Neurology, nel suo libro intitolato "Why Humans Like To Cry" nel quale investiga le ragioni che fanno dell'uomo l'unico animale che piange per esprimere i propri sentimenti.

LA STORIA DI GANA - Michael Trimble inizia il suo nuovo libro raccontando la storia della gorilla Gana, ospite al Muenster Zoo, dove un giorno dà alla luce un cucciolo meraviglioso, amato e vezzeggiato come potrebbe esserlo un bimbo da parte della mamma più calda e dolce della specie umana. Gana adora il suo piccolo, ma un giorno il suo figlioletto muore. Lei lo guarda, lo tiene stretto, come a volerlo risvegliare da un torpore, come a voler negare la realtà, come farebbe una mamma della specie umana alla quale è stato spezzato il cuore. Qualcuno al Muenster Zoo versa molte lacrime sul cucciolo di Gana, ma Gana no. I gorilla non piangono, nessuno piange tra le specie animali. Solo gli uomini sanno trasformare le emozioni in lacrime.

ANATOMIA DELLE LACRIME - Le lacrime hanno una loro motivazione fisiologica, ma l’accezione che hanno tra gli umani si aggiunge alla lunga lista di ingredienti che distinguono l’uomo dal resto del mondo. Anzi, sono forse tra i primi fattori a sottolineare una differenza che talvolta sembra assottigliarsi con i primati se si parla di gioco, di senso di sé, di utilizzo di strumenti. Michael Trimble piange quando sente la musica per esempio, chiunque piange per un lutto e persino gli animali in realtà sanno piangere, ma per cause squisitamente organiche. Le lacrime sono infatti necessarie a mantenere il bulbo oculare umido e sano e possono scaturire dall’occhio per varie ragioni "meccaniche". È persino ipotizzabile che un animale pianga in seguito a una sofferenza fisica, come effetto collaterale di uno stress, ma non per un’emozione. Nel libro vengono messe in luce le differenze neuro-anatomiche tra il cervello umano e quello degli altri primati e secondo l'autore anche questo spiegherebbe perché gli uomini piangono. Le aree cerebrali coinvolte in questo fenomeno sono piuttosto ampie, ma a grandi linee si può dire che tutto avviene grazie a un collegamento tra la porzione anteriore della corteccia cerebrale e le aree cerebrali deputate alla rappresentazione delle emozioni: il sistema limbico e il sistema autonomico (quest'ultimo coordina la frequenza cardiaca, la respirazione e la parola, fattori collegati all'espressione attraverso le lacrime).

UNA TAPPA EVOLUTIVA - C’è stato un tempo in cui nella specie umana la lacrima ha assunto un ulteriore significato e quel tempo è stato precedente all’uso del linguaggio secondo la tesi di Michael Trimble. Il neurologo sostiene che il momento in cui la lacrima è divenuto un grido di aiuto e un segnale di sofferenza emotiva sia stato fortemente collegato con la nascita di un’auto consapevolezza e con la crescita del cervello sociale. La lacrima insomma scandisce uno spartiacque emotivo nell’evoluzione umana che ha iniziato anche ad affermarsi con il crescere dell’empatia verso gli altri esseri della nostra specie e la consapevolezza che questi possono andarsene, magari per sempre. Il pianto umano nasce anche come attaccamento emotivo agli altri individui, incoraggiato da una mimica facciale che negli umani è divenuta sempre più sofisticata con il passare del tempo. Come spiega la studioso infine si piange anche per compassione, nel senso etimologico del termine di "patire con", e le lacrime altrui causano nell’umano a loro volta lacrime. Piangevano gli eroi greci, piangono i campioni olimpici e ha pianto Obama alla sua seconda vittoria elettorale. Mai aver paura delle proprie emozioni: le lacrime sono una delle più alte testimonianze della raffinata evoluzione dell’uomo.



 * Click sulla foto per ingrandirla


 

Link

Fonte
http://www.corriere.it/salute/neuro...








 

® Copyright 2005 - 2019 - SITO MBGraphicsFilms