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In città gli uccelli per farsi sentire, visti i rumori del traffico cittadino, sono costretti ad alzare la voce

  Autore: Massimo Spampani

  sabato 2 febbraio 2013 ore: 00:00:00 - letto [ 1688 ]

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Anche gli uccelli si adeguano. Non disdegnano affatto di vivere in città, anzi, ma per farsi sentire, visti i rumori del traffico cittadino, sono costretti ad alzare la voce. Una ricerca condotta sui merli di Vienna dagli scienziati del Istituto Max Planck di ornitologia di Seewiesen e Radolfzell (Germania), ha scoperto che le emissioni canore degli uccelli vengono emesse a un tono superiore nella rumorosa città, rispetto alla più tranquilla e periferica zona del Bosco viennese.

AVIFAUNA CITTADINA - I volatili non si fanno affatto scoraggiare dalle condizioni ambientali sfavorevoli che incontrano in ambiente urbano e, come altri animali selvatici hanno colonizzato le città, adottate come un nuovo habitat. Basti pensare che ormai da molti anni oltre il 50% dell’avifauna italiana vive in città. È pur vero che gli uccelli devono fare i conti con un maggior numero di esseri umani, con l’inquinamento luminoso e con quello acustico, problemi che non si pongono in modo così rilevante in ambienti rurali. Tuttavia è altrettanto vero che l'habitat urbano offre notevoli vantaggi, quali una più abbondante disponibilità di cibo, una protezione dai pericoli della caccia e nuove possibilità per fare i nidi. Per cui molti animali si sono adattati sorprendentemente bene alla vita di città.

STRATEGIE - Per attrarre i partner con cui accoppiarsi e per difendere i loro territori i pettirossi urbani, per esempio, cantano quando viene notte e il rumore del traffico diminuisce. Molte altre specie di uccelli, tra cui i merli, cantano invece a un tono superiore. Così il loro canto è più facile da individuare nel rumore del traffico di bassa frequenza. Gli ornitologi hanno studiato i merli nella città di Vienna confrontando il loro canto con quello dei merli nel vicino Bosco viennese. Ma hanno inoltre investigato le correlazioni tra la frequenza e l'ampiezza del canto in condizioni controllate, presso il Max Planck Institute. Dalla ricerca è emerso che gli animali in città erano in grado di cantare a frequenze più alte che producono automaticamente suoni particolarmente forti.

VOLUME - «Il volume maggiore del canto di tono più alto è più efficace rispetto alla sola frequenza più alta», spiega Erwin Nemeth, coautore dello studio pubblicato in Proceedings of the Royal Society. «Così si presuppone che l'aumento del volume sia la ragione principale del canto a maggiore frequenza degli uccelli in città». E aggiunge Henrik Brumm, il capo del team di ricerca: «Selezionando attivamente suoni ad alta frequenza, gli uccelli di città possono aumentare la capacità di cantare ad alta voce e in questo modo contrastare il mascheramento acustico del loro canto dato dal rumore ambientale».



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Fonte
http://www.corriere.it/scienze_e_te...








 

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