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Terremoti e disastri naturali, esperimenti sulla ricerca di dispersi intrappolati sotto le macerie con analisi delle sostanze chimiche tipiche del respiro umano

  Autore: Carolina Saporiti

  mercoledì 23 gennaio 2013 ore: 00:00:00 - letto [ 2369 ]

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Ancora una volta scienza e tecnologia accorrono in aiuto dell’uomo. Una ricerca pubblicata sul Journal of Breath Research da un team di chimici ha descritto gli esperimenti condotti su volontari per simulare la ricerca di dispersi intrappolati in zone colpite da disastri (per esempio terremoti o crollo di palazzi). Analizzando le sostanze chimiche dell’aria i ricercatori sono stati in grado di individuare la presenza o meno di umani.

NUOVE TECNICHE - Il processo messo a punto dagli scienziati prevede l’utilizzo della gascromatografia (una tecnica di chimica che si basa sulla ripartizione della miscela da analizzare tra una fase stazionaria e una fase mobile) e della spettrometria di mobilità ionica (separazione degli ioni in accordo alla loro mobilità elettrica nella fase gassosa) per analizzare le sostanze contenute nell’aria in profondità delle macerie. Questa tecnica, ancora da affinare, in futuro potrebbe affiancare e velocizzare l’attività svolta solitamente dai cani, in grado di distinguere la presenza di una persona viva o morta. Inserendo un tubo tra le macerie vengono estratti campioni d’aria che passano attraverso un gascromatografo che separa le diverse sostanze chimiche, in seguito uno spettrometro le ionizza così da poterle identificare.

SIMULAZIONI - Durante una simulazione dieci volontari sono stati chiusi in uno spazio per sei ore, replicando il vuoto che si crea quando si viene travolti da detriti. Sono stati estratti 8 millilitri di aria ogni 20 minuti. In soli tre minuti è stato possibile confrontare tutti i risultati e individuare dodici sostanze che si trovano comunemente nel respiro umano, come acetone e ammoniaca.

NON SOLO CANI - Il test ha funzionato e tutti i volontari sono stati identificati. Dopo aver effettuato altri esperimenti più complessi, il processo è stato valutato all’unanimità uno strumento utile per i soccorritori. Per ora però si tratta ancora di un’ipotesi di lavoro da migliorare: il meccanismo dovrà essere semplificato in modo da poter essere utilizzato da persone non addette ai lavori. Tuttavia la tecnologia ha aperto finalmente le porte a un campo dove per ora ci si era affidati solo ai sensi degli esseri umani e degli animali.



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Fonte
http://www.corriere.it/scienze_e_te...








 

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