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Scoperta una pianta che attrae gli insetti imitando i loro odori

  Autore: n/a

  domenica 17 dicembre 2006 ore: 00:00:00 - letto [ 3786 ]

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Lo studio, condotto da uno staff di ricercatori di Cagliari e da loro colleghi svedesi, si è svolto in Sardegna all'Isola dei Cavoli

Una pianta (l'Helicodiceros muscivorus, nella foto) attua una strategia riproduttiva che consente di attrarre con l' inganno gli insetti impollinatori, imitando i loro odori animali. L'eccezionale scoperta dei ricercatori del Dipartimento di Biologia sperimentale dell' Università di Cagliari è stata ottenuta da un team di ricercatori dalla docente di Biologia Anna Maria Angioy. I componenti dello staff di Fisiologia chemiosensoriale, Interazioni piante-insetti, a cui si sono uniti anche scienziati dell' Università di Alnarp (Svezia), hanno condotto la ricerca in Sardegna nell'Isola dei Cavoli.

La pianta, presente nelle piccole isole prospicienti la Sardegna, la Corsica e le Baleari, attua - ha sottolineato Angioy - una strategia particolarmente elaborata per essere impollinata: inganna cioè alcune specie di mosche emettendo un odore molto simile a quello di una carcassa di animale. La pianta attira, così, gli insetti entro una camera-trappola che racchiude i fiori femminili, dal cui interno l'uscita è impedita da spine e filamenti. Gli insetti che trasportano il polline, di cui si erano caricati visitando un' altra pianta, fecondano in questo modo i fiori femminili. La camera rimane chiusa sino a che i fiori maschili producono a loro volta polline. Nell' uscire quindi dalla camera, gli insetti entrano in contatto con i fiori maschili imbrattandosi nuovamente di polline che trasporteranno in un' altra pianta.

I ricercatori, per verificare se l' odore prodotto dalla pianta è un caso esemplare di perfetta imitazione fra due mondi diversi, quello animale e vegetale, hanno analizzato la composizione chimica della miscela odorosa emanata dalla pianta e dalla carcassa animale. Combinando le analisi condotte con la gascromatografia e con la spettrometria di massa con quelle relative all' attività bioelettrica neuronale degli organi olfattori dell'insetto, è risultato che alcune fra le molecole chimiche emanate dai substrati sia vegetale sia animale sono identiche. Identica è anche l'interpretazione da parte dello stesso insetto dei segnali chimici olfattori, tanto da non permettergli di distinguere la pianta dalla carcassa animale.

E' stato anche possibile, inserendo la miscela in piante non più attive che avevano cessato di emanare odore, renderle di nuovo attraenti. Gli insetti anche in questo caso sono corsi dentro loro. Oltre all' odore, la pianta ha sviluppato una importante capacità mimetica per favorire il successo dell' inganno nei confronti dell' insetto: il colore e l' aspetto esterno portano ad una strettissima somiglianza con una carcassa animale.



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