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Correre all'indietro migliora l’equilibrio, permette di bruciare più grassi senza usurare tendini e muscoli

  Autore: Valentina Meschia

  mercoledì 9 gennaio 2013 ore: 00:00:00 - letto [ 2788 ]

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Correre a scuola. Correre per prendere l’ultimo treno. Correre per gioco. Corriamo da quando siamo bambini e il senso di marcia imposto dalla nostra anatomia è l’avanti e non il verso opposto. Due studi condotti dai ricercatori Giovanni Cavagna, Mario Legramandi e Antonio La Torre, dell’Università degli Studi di Milano mostrano come la corsa all’indietro, seppur in apparenza contro natura, provochi un impatto minore su ginocchia e articolazioni con effetti positivi sia sull’allenamento sportivo che sulla prevenzione e cura delle lesioni. La "corsa del gambero" produce un maggior dispendio di energia, circa il 30% in più rispetto al correre in avanti alla stessa velocità. Se da un lato si ha diminuzione del rendimento sportivo dall’altro, permette di bruciare più grassi, con effetto positivo nel caso in cui si debba perdere peso. Correre all’indietro aiuta ad allenarsi e a mantenersi in forma. È un’alternativa per corridori dalle ginocchia fragili e potenzialmente utile in anziani con problemi di equilibrio.

GLI STUDI - «Basandoci sulla geometria delle leve e osservando come la forza di frenata nella corsa in avanti sia superiore a quella sprigionata durante la spinta, abbiamo deciso di studiare il comportamento del muscolo in senso opposto, dove le leve agiscono al contrario - spiega Giovanni Cavagna, coordinatore dello studio -. Si è visto come nella corsa all’indietro si ha maggior forza nella spinta e minore in quella di frenata con impatto positivo sulle articolazioni. Il muscolo è il motore, le leve la macchina. Nella corsa in avanti sono impegnati meno "operai", cioè meno fibre muscolari, sottoposti a sforzi maggiori, con minor consumo e miglior rendimento, ma maggior probabilità che subiscano lesioni; viceversa in quella all’indietro, intervengono molte più fibre muscolari, sottoposte a sforzi minori, con maggior consumo e minor rendimento, ma minor probabilità che gli "operai" subiscano danni». Gli studi condotti dal 2008 al 2011 e pubblicati su Proceedings of the Royal Society B (2011) e su The Journal of Experimental Biology (2012), hanno coinvolto 9 atleti, 7 maschi e 2 femmine, con età media di 43,7 anni, e un allenamento nella corsa all’indietro da 6 a 10 anni. Fatti correre su una pedana di 4 metri, dotata di particolari sensori e telecamere, i ricercatori hanno osservato come la diversa direzione della corsa porti a un differente appoggio del piede, modificando dunque la propulsione muscolare con conseguente riduzione della sollecitazione di tendini e muscoli nella corsa all’indietro. Per i due tipi di corsa nel primo studio si sono mostrate la forza di contrazione e l’efficienza del lavoro muscolare, mentre nel secondo dati fisici più specifici come tempo e spostamento verticale tra una falcata e l’altra.

L’ASSOCIAZIONE - Nata nel 2003 per volontà di alcune società podistiche, l’Associazione Italiana Retrorunning (AIRR) si occupa della promozione della corsa all’indietro, organizzando eventi e manifestazioni per supportare le gare del Retro Challenge, campionato nazionale di "corsa del gambero". «Il nostro intento è regolarizzare la disciplina per poter poi riuscire a portarla alle Olimpiadi - racconta Giuseppe Angeli, presidente AIRR -. Agli ultimi campionati mondiali svolti in agosto a Lleida in Catalunya erano presenti atleti provenienti da 14 nazioni, le più lontane Brasile, Venezuela e Taiwan». Il retrorunning viene praticato anche in altri ambiti sportivi come nel calcio per la preparazione di arbitri e difensori o nel basket e nella pallavolo con l’obiettivo di non perdere mai d’occhio l’azione. Sviluppando una muscolatura che non si utilizza di solito nella corsa in avanti, l’allenamento in retro porta benefici anche per la corsa normale, migliorando equilibrio e visione periferica. Dopo opportuno esercizio, abituandosi gradatamente a questo innovativo stile di corsa, si può diventare veloci. Il record dei 5 km di corsa all’indietro è di 19 minuti e 31 secondi, velocità maggiore di quella che molti di noi raggiungono correndo in avanti. Il retrorunning può essere praticato da chiunque e a qualsiasi età, tutto sta nel provare e nel fare pratica per riuscire a capire la tecnica e tenere l’equilibrio necessario. L’unico problema? Correre nella giusta direzione, ma basta munirsi di un compagno-navigatore o correre in pista e il gioco è fatto.



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Fonte
http://www.corriere.it/salute/13_ge...








 

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