Articoli: Alimentazione

Nei menu dei giovani italiani scarseggia la vitamina D, questa vitamina viene sintetizzata a livello cutaneo ed è quindi raccomandabile, nei periodi estivi, un'adeguata esposizione al sole

  Autore: Mario Pappagallo

  giovedì 20 dicembre 2012 ore: 00:00:00 - letto [ 2579 ]

vitamina_D1.jpg,

Nei menu dei giovani italiani scarseggia la vitamina D. L’allerta giunge da Palermo, dove si è tenuto il 17° congresso della Società italiana di medicina dell'adolescenza (Sima). In Italia, gli adolescenti (11-25 anni) sono circa 8 milioni, il 15% della popolazione generale. Il 10% di loro, ossia circa 800mila, è affetto da una patologia cronica, che in molti casi rientra tra le malattie rare. Si stima che, in Europa, i pazienti con malattie rare siano 30 milioni circa e che, fra questi, il 50% si trovi in età evolutiva: 15 milioni di giovani europei. In Italia, purtroppo, mancano i dati e si ragiona a spanne. Si stima, si fanno proiezioni, ma non si sa con esattezza quanti sono (se più o meno, in percentuale, del resto d’Europa) né di quante risorse terapeutiche ed assistenziali abbisognano. Carenza preoccupante in un momento di confusi tagli alla sanità pubblica.

TERRA DI NESSUNO - Non solo, in termini organizzativi, l’adolescenza è un po’ come la "terra di nessuno" in campo preventivo e medico. Il dopo pediatra è a volte una lunga parentesi senza più alcun controllo o colloquio anche solo in chiave di stili di vita. Eliminati da tempo i medici scolastici, abolita l’obbligatoria (un tempo) visita di leva (che comunque era limitata ai maschi), lo sviluppo dei giovani è a volte tutt’altro che “salutistico”. E se non c’è una malattia cronica (ma abbiamo visto che non è chiaro nemmeno quanti italiani ne soffrano) che comunque obbliga a periodici controlli, il percorso può essere a rischio. A partire dagli stili di vita, compresa l’alimentazione. Con particolari trappole per quanto riguarda la salute sessuale e la capacità riproduttiva. Un esempio limite, di cui si è parlato a Palermo, quello degli interferenti endocrini: agenti chimici esterni in grado di interferire con lo sviluppo del feto e provocare, in futuro, malattie molto gravi come obesità, diabete di tipo 2, oltre a patologie del neuro-sviluppo, pubertà precoce e tumori della sfera endocrina.

BISFENOLO A - La scienza ha di recente confermato il ruolo del bisfenolo A, un interferente endocrino che può essere presente nei biberon e nei contenitori di plastica per gli alimenti dei bambini, per esempio come potenziale causa di endometriosi (patologia femminile che interferisce anche con la capacità riproduttiva). In questo caso, sotto accusa è il bisfenolo A assunto dalla mamma (bottiglie di plastica) durante la gravidanza di un feto femmina. Altri interferenti endocrini “addormentano” invece la fertilità maschile. Chiaro, dunque, il messaggio che gli esperti del settore hanno voluto lanciare. «La medicina dell'adolescenza non è una medicina di nicchia ma rappresenta un'ampia istanza sociale che avanza domande di salute», dice Piernicola Garofalo, endocrinologo palermitano e presidente del Congresso. Oggi purtroppo è medicina ancora largamente episodica e frammentata. Non c’è una vera pianificazione sanitaria dedicata. Senza una formazione specifica a livello universitario.

VITAMINA D - E a proposito di stili di vita, gli esperti avvertono che oggi in Italia si assiste sempre più ad un incremento di giovani che (quando per un motivo o per un altro si sottopongono ad esami medici) mostrano una carenza nutrizionale di vitamina D. E questo nelle varie fasi dell’età evolutiva, ma in particolare nell’età scolare. Gli alimenti più ricchi di vitamina D sono il fegato, alcuni pesci e i loro oli. In quantità minori la vitamina D si trova in uova, burro e latte. E disturbi nel rapporto con il cibo, piuttosto che diete altamente scompensate o strettamente vegane (vegetariane rigide) in chiave di contestazione giovanile, stanno impoverendo i giovani di una vitamina chiave soprattutto per un corretto metabolismo osseo. Ma oltre a una corretta mineralizzazione dello scheletro, la D partecipa e condiziona altri organi ed apparati quali il sistema immunitario, la massa muscolare, il sistema nervoso centrale, l’apparato cardiovascolare, il compenso glicometabolico (metabolismo degli zuccheri) fino anche alla probabilità di insorgenza di alcune condizioni neoplastiche. E, visto che il deficit vitaminico in età adolescenziale non presenta una chiara sintomatologia clinica, è importante determinare la concentrazione circolante di vitamina D 25 OH (quella attiva nell’organismo) per poter avviare un’adeguata prevenzione o una corretta integrazione. La quasi totalità di vitamina D, inoltre, è sintetizzata a livello di pelle. Ed è quindi raccomandabile, soprattutto per i vegani, un'adeguata esposizione al sole. Non ne serve molto: 5-15 minuti al giorno durante l’estate bastano anche per tutto l’inverno.



 * Click sulla foto per ingrandirla


 

Link

Fonte
http://www.corriere.it/salute/pedia...








 

® Copyright 2005 - 2019 - SITO MBGraphicsFilms