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Chewing gum impiegano cinque anni prima di decomporsi, nuovo polimero nella gomma da masticare che non si attacca a suole e marciapiedi

  Autore: Carlotta Clerici

  martedì 18 dicembre 2012 ore: 00:00:00 - letto [ 3389 ]

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Le gomme da masticare sui marciapiedi e sui monumenti? Un nemico secondo parlamentari e amministratori comunali non meno pericoloso dei mozziconi di sigaretta. E, per questa ragione, da combattere. I numeri del resto parlano chiaro, rivelando un’inciviltà fuori controllo, con 23 mila tonnellate di gomme gettate per terra ogni anno. Una consuetudine non solo dannosa per l’ambiente, ma anche parecchio costosa per le città che ogni anno spendono milioni di euro per ripulire le strade. Operazione necessaria visto che i chewing gum impiegano cinque anni prima di decomporsi definitivamente.

A cercare di cambiare le cose una proposta di legge bipartisan che ha ottenuto le sede legislativa della commissione Ambiente e che potrebbe fare delle gomme, assieme ai mozziconi, un rifiuto speciale da buttare in appositi cestini. In attesa dei tempi di Montecitorio tuttavia molte città hanno deciso di non starsene con le mani in mano, iniziando già la battaglia alle cicche con sanzioni e adottando sistemi non inquinanti per pulirle. Ma ci sono già produttori che stanno per mettere in vendita la gomma da masticare che appiccica di meno.
MENO ADESIVO – A rendere così complessa la pulizia dei chewing gum la loro adesività. Un problema preso in considerazione da un’azienda italiana, la Vinavil, società del gruppo Mapei, che a gennaio lancerà sul mercato una gomma che non dovrebbe attaccarsi a marciapiedi e suole delle scarpe. «Le cicche», spiega Ivan Fuso Nerini, «direttore del progetto di Vinavil, «sono difficili da rimuovere da supporti come strade e tessuti proprio per le loro proprietà intrinseche. Per questo abbiamo studiato un polimero nuovo. In cui abbiamo sostituito i leganti della formulazione base della gomma». Una sottrazione che aiuta a rimuoverle più facilmente, visto che il polimero grazie a un principio chimico perde adesività assorbendo acqua, ma senza diventare solubile. «Questa proprietà è molto interessante perché dalle formulazioni vengono eliminati anche molti additivi, come le cere che servono per non far attaccare le gomme ai denti. Con questo prodotto», conclude Nerini, «non gridiamo al miracolo, pensando che il problema sarà risolto una volta per tutte. Ma, utilizzare il polimero in quantità non inferiore al 40% nelle gomme base, sarà senz’altro un grande passo avanti».

LOTTA ALLE GOMME – In attesa delle cicche che non attaccano, diversi gli sforzi per arginare il problema. Ad esempio, una proposta della raccolta differenziata per le gomme da masticare e le sigarette che ha trovato in Parlamento numerosi sostenitori, a prescindere dal colore politico. Una battaglia ecologica che, oltre ai cestini speciali, prevede campagne d’informazione per educare i masticatori. Ma anche un contributo economico in più, richiesto ai produttori e un fondo speciale da creare con i soldi derivati dall’Iva degli alcolici e dall’aumento del prezzo delle sigarette. «Le multe», afferma Giulia Cosenza, deputato Pdl e tra i sostenitori della proposta di legge, «non servono quasi a niente. Se non a punire una trasgressione. Quello che serve, invece, è un cambio netto di mentalità. E questo può avvenire soltanto attraverso l’educazione al buon comportamento ambientale».

CIVILTÀ - Una civilizzazione da attuarsi in numerosi modi. «Tra le prime misure verranno messi nelle città cestini speciali solo per mozziconi e chewing gum, così da riuscire a smaltirli correttamente. La campagna di sensibilizzazione», ipotizza il deputato, «potrebbe essere fatta sui pacchetti di gomme e sigarette, con simboli e scritte. In più, anche le campagne nelle scuole sono fondamentali, perché è dai giovani che bisogna partire». Non solo educazione, ma anche uno stimolo per guardare al futuro. «Esistono già alcune possibilità per inquinare meno», conclude Cosenza. «Per esempio in America si stanno già diffondendo i filtri e le gomme da masticare biodegradabili. Uno sforzo per i produttori, ma anche una possibilità concreta di inquinare meno».

ECOPULIZIA – In attesa della civiltà e della coscienza collettiva, molti i metodi che si possono attuare per contrare i danni dai chewing gum. Tra questi la pulizia ecologica, già utilizzata da numerose amministrazioni. «Rimuovere le gomme senza danneggiare le superfici», spiega Valentina Cristanini, titolare dell’omonima azienda di famiglia specializzata in macchinari da pulizia, «è possibile. E per farlo non servono prodotti chimici. Infatti, è sufficiente usare macchine che fanno getti di vapore ad altissime temperature, oltre 180 gradi, e i chewing gum vengono via completamente in 5 secondi».



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Fonte
http://www.corriere.it/ambiente/12_...








 

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