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Oggetti fa da te, li creo con la stampante in 3D

  Autore: Simone Majocchi

  domenica 16 dicembre 2012 ore: 00:00:00 - letto [ 7304 ]

stampante_3d_1.jpg, PowerWasp: Il progetto Wasp va oltre la stampa 3D e permette di convertire il dispositivo in un sistema di fresatura aggiungendo un trapano Dremel sull'apposito supporto. Perché accontentarsi di estrudere quando si può anche fresare?

La novità è il prezzo per i modelli domestici, sotto i mille euro.

I l regalo più insolito di questo Natale potrebbe essere una stampante 3D con cui dare sfogo alla fantasia e alle capacità di inventare e costruire. Un regalo che è in grado di «produrre» regali, a voler bene vedere. Che si tratti di ricreare un pomello per sostituire quello rotto dell’anta dell’armadio della zia, di stampare un aeroplanino che vola realmente per il nipotino o il supporto per il tablet personalizzato da regalare al collega, con una stampante 3D personale a disposizione cambia proprio il concetto di acquisto natalizio, e di consumi in generale.

Negli Stati Uniti la tecnologia della stampa 3D è in cima alla curva delle aspettative, la Hype Curve 2012 di Gartner Group, mentre la «personal fabrication» — questo è il nome scelto per indicare il processo di ideazione e stampa 3D su piccolissima scala — è l’elemento centrale dell’imminente, cosiddetta «terza rivoluzione industriale». Per capire cosa si possa fare con questo dispositivo, basta collegarsi al sito Thingiverse.com che permette di scaricare gratuitamente quasi 30.000 diversi oggetti e progetti, pronti per essere stampati, oppure prima modificati e poi «creati» in casa.

Sono le idee di migliaia di utenti che, dopo aver sperimentato una stampante 3D, si sono lanciati nel processo creativo di modellazione. Le categorie sono le più disparate e si inizia con le parti per assemblare un orologio meccanico da parete, fino ad arrivare a vasi artistici con cui decorare casa, passando da complessi supporti per macchine fotografiche e smartphone, senza dimenticare le forme per tagliare i biscotti di pasta frolla, pupazzi snodati per i più piccoli o le riproduzioni di statue e sculture provenienti da importanti musei internazionali.

La vera novità di quest’anno è il prezzo: oggi una stampante 3D montata o in kit può essere acquistata a meno di mille euro, staccando di un «fattore 10» tutti i modelli professionali che invece partono da almeno 5.000 euro e possono arrivare ben oltre i 100 mila euro. In Italia le aziende produttrici si sono messe all’opera da poco più di un anno e i prodotti si contano ancora sulle dita di una mano, ma c’è già abbastanza scelta per trovare una stampante adatta alle proprie tasche, magari risparmiando qualcosa se si è in grado di montarsela da soli.

Alla base di questi modelli low cost c’è un progetto «open source» chiamato RepRap (acronimo di Self REPlicating RAPid prototyping): è senza brevetti ed è a disposizione della comunità per essere migliorato e diffuso. Grazie a RepRap, il prezzo dei prodotti nostrani è abbastanza allineato con quelli d’Oltreoceano, mentre la ricerca e lo sviluppo sono portati avanti gratuitamente e con continuità dall’intera comunità mondiale.

Il cervello di queste stampanti è una versione del microcontrollore Arduino, ideato da Massimo Banzi e altro tassello fondamentale della «prototipazione rapida» su piccola scala. La creazione di un oggetto sul piatto di stampa sembra quasi una magia, ma l’idea alla base è tutto sommato semplice: si scioglie un filo di materiale plastico e lo si spinge fuori da un piccolo ugello su un piano di appoggio, creando uno strato sottile circa 3 decimi di millimetro. Quindi l’ugello si solleva e disegna così lo strato successivo fino ad ottenere un oggetto tridimensionale.

Il materiale plastico costa circa 30 euro al chilo, la stampa non ha praticamente scarto e un oggetto finito pesa relativamente poco: da qualche decina di grammi fino ai 200 per gli oggetti più grandi e complessi. Dotarsi di una stampante 3D personale è quindi il primo passo per entrare nel mondo della «personal fabrication» ed essere parte attiva di questa innovazione che vede nei processi di produzione su piccolissima scala un futuro possibile per le micro imprese.

Se poi la plastica utilizzata non ha le caratteristiche necessarie per produrre un determinato oggetto, oppure se le stampanti di fascia «entry level» non dispongono del dettaglio necessario alle realizzazioni più raffinate, non bisogna perdersi d’animo: si può utilizzare la propria strumentazione per realizzare la bozza dell’oggetto in questione, caricando poi il modello su un servizio online di stampa 3D professionale, come per esempio Shapeways.com, e in qualche giorno arriva a casa l’oggetto finito in metallo, ceramica o un qualsiasi altro materiale scelto fra quelli disponibili. Pronto all’uso e con i dettagli scelti da noi.

il video con il progetto open source RepRep



 * Click sulla foto per ingrandirla


allegato, stampante_3d_2.jpg


3Drag

3Drag è una bella interpretazione del progetto RepRap: spinge le prestazioni di stampa a livelli di precisione e velocità ragguardevoli, pur mantenendo un prezzo aggressivo. Senza sorprese, per chi vuole stampare in 3D da mattina a sera

allegato, stampante_3d_3.jpg


Sharebot K

Con Sharebot si può parlare di evoluzione della specie per ibridazione: questa stampante si ispira infatti a diversi modelli esistenti, fondendo scelte costruttive e progettuali con quel pizzico di creatività in più, tutto italiano, per un risultato convincente

allegato, stampante_3d_4.jpg


Galileo Next

L'aspetto artigianale non deve trarre in inganno: Galileo Next è la terza generazione di stampanti 3D proposte da Kent's Strapper, l'azienda messa in piedi già due anni fa nei pressi di Firenze dall'intraprendente famiglia Cantini, prima che il 3D personale prendesse piede

 

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fonte
http://www.corriere.it/tecnologia/p...

Link

30.000 Oggetti pronti per la stampa in 3D
http://www.thingiverse.com/...

Link

Sito per stampe 3d professionali
http://www.shapeways.com/...

Link

Progetto RepRep
http://reprap.org...

Youtube



Stampa 3D professionale:








 

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